AVIGLIANA SOSPENDE IL DECRETO SICUREZZA DI SALVINI: LE OPPOSIZIONI LASCIANO L’AULA

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Avigliana, i banchi lasciati vuoti dai gruppi di minoranza
di ANDREA MUSACCHIO
AVIGLIANA – Tutti i gruppi di opposizione del consiglio comunale hanno abbandonato l’aula questa sera, martedì 19 febbraio, prima dell’approvazione dell’ordine del giorno per la sospensione della legge Sicurezza promossa dal ministro Salvini. L’ordine del giorno riguardava la “sospensione del d.l. n. 113 del 4.10.2018, convertito in legge n. 132 del 1.12.2018 per quanto riguarda le disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica”.
Tutti i gruppi di minoranza (“Progetto Avigliana”, “Avigliana Adesso”, “Avigliana Viva” e “Movimento 5 Stelle”) se ne sono andati in segno di protesta perché l’ordine del giorno era sprovvisto dell’intestatario, non c’era scritto infatti il nome di chi l’ha proposto e per i consiglieri dell’opposizione si è trattato “di un chiaro errore”.
Secondo Picciotto l’ordine del giorno non sarebbe stato presentato in maniera regolare: “Chiedo che venga ritirato. E’ un documento anonimo. Non posso accettarlo. Non si sa chi l’ha presentato. Non si può parlare su un documento senza sapere chi l’ha presentato”
La replica del sindaco Archinà: “Quando abbiamo fatto la conferenza dei capigruppo, questo punto è stato elencato, gli è stato attribuito un numero e si è detto che questo ordine del giorno sarebbe stato presentato. Una volta mandato dalla segreteria, a quel testo è stato attribuito un numero”.
Picciotto ribatte: “Chi legge l’ordine del giorno, non sa chi l’ha presentato. Deve avere una firma, non c’è. Non è strutturato bene. E’ un documento anonimo”.
Anche Angelo Roccotelli esprime il suo dubbio: “Non voglio entrare nel merito dell’ordine del giorno, il regolamento comunale all’articolo 52 dice che le mozioni devono essere sottoscritte. Qui non c’è proprio niente, parliamo proprio di un errore di forma”.
Il sindaco Archinà: “Sarebbe anonimo se non si sapesse la provenienza certa. Ma siccome arriva dalla segreteria e la provenienza è abbastanza certa, non può essere anonimo”.
Nonostante le spiegazioni da parte della giunta comunale, il consigliere Picciotto ribadisce: “Il cittadino non capisce chi ha presentato questa mozione, questa non è trasparenza. Chi ha scritto questo testo? Possiamo saperlo? Non è stato strutturato in maniera corretta, mai visto un documento non firmato! I documenti si firmano!”.
La replica del sindaco: “Ribadisco che l’ordine del giorno l’ho scritto io e procedo con l’illustrazione”.
Il consigliere Spanò ribatte affermando che c’è stato un errore e consiglia di ritirare il punto, per presentarlo in seguito : “E’ un errore, o il presidente del consiglio e il segretario affermano che il documento è stato presentato in maniera regolare con responsabilità vostre, oppure ritiriamo il punto del giorno vista la non urgenza. Noi ci siamo confrontati e se non lo ritirate, usciamo”.
L’assessore Fulvio Salzano ha provato a chiarire la questione, spiegando che non si deve fare riferimento all’articolo 52 del regolamento comunale, bensì all’articolo 53. Quindi il “caso” rientrerebbe nella regolarità: “Alla conferenza dei capigruppo, sull’elenco degli allegati, su richiesta del sindaco ho scritto a mano l’oggetto del punto. Quella è una proposta di deliberazione, proposta dalla giunta ai sensi dell’art. 53 del regolamento comunale”.
Dichiarazioni che continuano a creare dubbi, specie per la pentastellata Callegari: “Vorrei capire se nella proposta di deliberazione rientrano anche le mozioni. Qui giochiamo sulle parole, ma un ordine del giorno è proposta di deliberazione? Una mozione è una proposta di deliberazione? Vogliamo capire se c’è una dicitura specifica e l’ordine del giorno è il solo a rientrarvi”.
Un dubbio che secondo i consiglieri di minoranza non poteva essere risolto a parole, ma con il ritiro dell’ordine del giorno. Cosa non avvenuta: di conseguenza tutti i consiglieri delle opposizioni hanno abbandonato l’aula.
L’ordine del giorno contro la legge Salvini è stato presentato lo stesso dal sindaco Archinà e approvato dalla maggioranza: “Con questa legge verrà abrogato il permesso di soggiorno. La naturale conseguenza sarà l’aumento delle persone nello stato di clandestinità che non potrà essere rimpatriato nel loro paese per mancanza di fondi e di legge. Saranno così i nostri Comuni a dover occuparsi da soli di queste problematiche – spiega il sindaco – una valle che ormai da oltre due anni ha intrapreso il progetto della micro accoglienza che si trova ad essere una scommessa vinta che oggi rischia di essere abbandonata. Per tutti questi motivi, il sindaco impegna il ministro dell’Interno, chiede un confronto con le città italiane e  una differente posizione politica”.
L’assessore Tavan, ha spiegato la sua delusione per il mancato dibattito e per la cattiveria del decreto Salvini: “Mi dispiace che i consiglieri di minoranza non vogliono partecipare al dibattito, vista l’importanza del tema. Sono un promotore di questo progetto di micro-accoglienza che ha coinvolto più di 250 migranti. Voglio sottolineare la crudeltà di questa legge, basti pensare alla nave Diciotti. Voglio sottolineare questo periodo storico che vede molta crudeltà e mi dispiace che in questa aula non si possa fare un dibattito. Mi sarebbe piaciuto sentire l’opinione di tutti, noi non accettiamo questa legge, ma avrei sentito l’opinione di tutti”.
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10 COMMENTI

  1. La cosa che mi manda in bestia e che Archina non si preoccupa di ciò che pensano gli Aviglianesi. Invece di preoccuparsi degli immigrati pensi a gestire bene la sua città. E si ricordi che prima o poi si voterà

  2. Ma credevano di essere superiori alle leggi dello stato?
    Perché allora non sospendere il pagamento delle tasse ed istituire la libera repubblica delle banane di Avigliana?
    Io commissionerei il comune per attività eversiva contro lo stato!

  3. si facesse furbo il sindaco, pensasse a non far fare più centri commerciali ad Avigliana che fanno poi a loro volta morire i piccoli commercianti, ma si può sentire delle cazzate così?

    • I fan dei “piccoli commercianti” sono liberi di continuare a comprare da loro senza spaccare i cosiddetti a chi preferisce fare scelte diverse. È sempre comodo piagnucolare su internet perché aprono i cattivi centri commerciali e poi ritrovarsi tutti lì a fare la spesa.

  4. Non rispettare una legge dello stato, prodotta da un governo ELETTO,e promulgata dal Presidente della Repubblica, per me, è un REATO. I magistrati , quindi, facciano il loro lavoro.

    • Chi governa non è un imperatore illuminato e unto dal signore. Anche le leggi razziali del ‘38 erano “prodotte” da un governo regolarmente eletto. Non rispettare leggi ingiuste o che si ritengono anticostituzionali è un dovere civico di ogni cittadino. Si chiama disobbedienza civile e nei paesi democratici è sempre esistita. Se in questo paese la giustizia non venisse mortificata da un parlamento di privilegiati e la Corte Costituzionale facesse celermente il suo mestiere, non ce ne sarebbe bisogno.

  5. “La naturale conseguenza sarà l’aumento delle persone nello stato di clandestinità che non potrà essere rimpatriato nel loro paese per mancanza di fondi e di legge.” come non ci sono i soldi? i soldi ci sarebbero basta non sprecarli in opere inutili!!

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