BANCAROTTA FRAUDOLENTA, ARRESTATO IL TITOLARE DI “TUTTO PELLET” SCAPPATO CON 580.000 EURO. AVEVA TANTI CLIENTI ANCHE IN VAL SUSA

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La Guardia di Finanza di Torino ha arrestato il titolare di una ditta che ha truffato migliaia di acquirenti di “pellet”, operante nella Provincia Torinese e rintracciato nel cosentino, ove, unitamente al locale Reparto, nella giornata di ieri è stata eseguita la misura di custodia cautelare in carcere.

Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P., dott.ssa Paola Boemio, su richiesta del P.M. dott.ssa Eugenia Ghi della Procura della Repubblica di Torino, che da diversi mesi coordinava le indagini dei Finanzieri del Gruppo Torino.

Bancarotta fraudolenta è il reato contestato perché, quale titolare di una impresa individuale commercializzante “pellet” distraeva, occultava e dissipava quantomeno 580.000 euro, provenienti dai versamenti di acconti e saldi dei clienti effettuati alla ditta per l’acquisto di “pellet” di cui l’azienda non disponeva né, tantomeno, ne aveva predisposto l’approvvigionamento.

L’arrestato aveva costituito fraudolentemente la ditta individuale, pubblicizzando la rivendita di “pellet” ad un prezzo estremamente concorrenziale rispetto a quello abitualmente praticato sul mercato, incassando innumerevoli acconti e talvolta saldi senza alcuna intenzione di utilizzare tali denari per l’acquisto del materiale promesso, conducendo al dissesto l’azienda con grave danno della clientela.

Infatti, da quanto ricostruito dagli inquirenti, perfino i piccoli quantitativi di “pellet” in esposizione erano stati pagati più del loro prezzo di vendita, confermando, così, la chiara intenzione di non “onorare gli impegni”.

Centinaia le denunce dei clienti truffati che hanno dato l’avvio alle indagini, effettuate anche con il contributo dei Carabinieri della Stazione di Torino Borgata Lingotto, iniziate mediante perquisizione presso i locali aziendali e proseguite con la ricostruzione, effettuata dai finanzieri del Gruppo Torino, della movimentazione e destinazione del denaro incassato dall’indagato, che veniva rapidamente fatto transitare su altri conti correnti per essere poi speso per fini ben diversi dall’acquisto di “pellet”.

Parte degli incassi, infatti, sono stati destinati all’acquisto di un immobile, immediatamente sottoposto a sequestro preventivo. Altre residue somme, pari a circa 30.000 euro, sono state sequestrate su conti correnti.

L’arrestato rischia ora una pena fino a dieci anni di reclusione.

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