BARDONECCHIA E IL TURISMO: GLI ANZIANI “BIG SPENDER” E I GIOVANI

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di SIMONE BOLLARINO

BARDONECCHIA – Gentile direttore,
vorrei proporre una cordiale replica alla lettera pubblicata il 18/8 sul vostro giornale, da cui si evince che alcune giornate particolarmente affollate a Bardonecchia possono tradire un occhio disattento offrendo un’apparenza di boom.

La mia attività è nell’ambito dello sviluppo e analisi immobiliare e sono avvezzo ad uno sguardo critico. Frequento Bardonecchia da 30 anni (quindi neanche tanto… ma neanche poco), e le giornate di picco, comunque sintomo delle presenze, negli ultimi anni sono diventate più numerose e più dense. Mai viste code alla famosa pasticceria di via Medail, rarissimo trovare pizzerie al completo già al venerdì sera (salvo prenotarsi dopo le 22) e ormai evito la Valle Stretta a partire dai primi weekend di luglio, assaltata dai turisti che fuggono dalle città roventi (il fattore climatico ha il suo peso)

Queste sono situazioni che chiunque – perlomeno da villeggiante – può aver sperimentato negli ultimi anni.
Si tenga conto, infatti, che mentre in molte stazioni sciistiche sono impiccate alla neve (sempre più scarsa) e non possono offrire granché di estivo, Bardonecchia ha uno strepitoso comprensorio naturale al di fuori degli impianti, ed è una calamita del turismo estivo.

La lettera di Paolo Ferrero però sembra voler arrivare al consueto, annoso “problema” del turismo di Bardonecchia: la proporzione giovani/anziani in termini di presenza e di attività ad hoc. Su questo aspetto mi preme sottolineare alcuni aspetti:

1) Gli anziani sono “big spenders”, hanno programmazione a lungo termine (possono prenotare da un anno all’altro, anche impegnandosi per tutta la stagione). Un esercizio che trascurasse questa clientela sarebbe quantomeno improvvido.

2) Gli anziani sono tanti, i giovani pochi. È un dato demografico innegabile che si ripercuote nella configurazione dei servizi e delle strutture.

3) Scarseggia l’offerta residenziale “giovane” (para-hotelier alla francese). Mi spiego: una famiglia, un anziano può apprezzare e permettersi l’affitto di una stagione intera o di un mese. I giovani (diciamo quelli già liberi dei vincoli familiari) cambiano spesso, ma a Bardonecchia affittare un soggiorno di una settimana – per non parlare di qualche giorno – non è agevole. In pratica su questo fronte si scontrano i modelli della “villeggiatura” (lungo termine) e del “turismo” (breve termine)

4) Anche dando il giusto peso ai punti precedenti, l’offerta di intrattenimento giovane non mancherebbe, ma si scontra con il punto 3. Mi spiego: iniziative come l’Alpin Coaster, il Sentiero Avventura, funzionano bene con il modello “turismo” (frequente ricambio di clientela) e meno bene con la villeggiatura (ci vado una volta a stagione e la prossima sarà coi figli, e poi coi nipotini). Ho citato le prime che mi venivano in mente ma la regola vale anche per i ristoranti, per gli itinerari a piedi in MTB, in vie ferrate, ecc.

Lascio il mio modesto contributo* al dibattito in corso, agli amici bardonecchiesi (che non tarderanno a punzecchiarmi) agli investitori e ai livelli decisionali.

Cordiali saluti

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12 COMMENTI

  1. Più che giusto W gli anziani, trasformiamo Bardonecchia in un megaspizio attrezzato per vecchi ! SI alla fisarmonica NO al wifi libero. Basta meno attrattive per i giovani (che costano) e più badanti .
    via i concerti , musiche ed ogni forma di divertimento. la quiete ed il silenzio (pre-morte) i veri valori sui quali deve puntare Bardonecchia.
    Solo 13 anni fa è stata sede delle olimpiadi invernali, pochi mesi prima è passato Annibale con gli elefanti, queste sono cose di vanto , da poter dire “ai miei tempi io c’ero”
    Perché pensare ai giovani, al futuro a nuove cabinovie, quando si può vantare un passato così importante.
    Pensiamo agli anziani favolosi big spender e lodiamo il passato.

    • E che “big spender” questi anziani. Le boutiques del paese pullulano di strisciate di Visa Black di anziani per l’ultimo capo griffato. E i locali sbocciano magnum di Krug per gli affezionati clienti anziani. Pensate che ho visto anziani rinunciare alla Farmacia (che fino all’anno scorso era la loro massima trasgressione) per provare nuove emozioni forti al vicino negozio di articoli per la casa e la persona. I più esotici si sono spunti al vicino buffet stazione per acquistare qualche sigaro cubano.

      Che dire: condivido e approvo quanto scritto da Ermanno.

      Come dice Mughini: mi aborro di quanto scritto dal Sig. Simone.

    • Secondo il suo modo di argomentare, l’alternativa sarebbe eliminare gli anziani. Se (se) ha letto l’articolo, l’analisi è un po’ più sistemica. Mi perdoni, ma per mia abitudine rinuncio ad argomentare su latrati sconnessi.

      • Spesso le analisi complesse non sono sinonimo di analisi corrette. Probabilmente il suo latrato è più sconnesso di molti altri se analizzato non con la sua visione soggettiva e di parte. E ogni tanto è bello anche usare una punta di umorismo come ha fatto il Sig. Luciano. Già il Piemontese per DNA non è molto allegro e scherzoso..

        • umorismo sottile o scherno cieco? I leoni da tastiera lasciano il tempo che trovano e il prossimo anno si ricomincia

          • Leone da tastiera quando una persona attacca oppure offende la controparte.
            Umorismo sottile o spesso quando si scrive qualcosa che fa ridere alcuni (e piangere altri).
            Speriamo che non si ricominci solo il prossimi anno, ma che si continui a mostrare il degrado di Bardonecchia soprattutto nei periodi di stagione morta quando i “torinesi” non la frequentano. E’ la settimana che conta, non i week-end.

  2. Perché perdere tempo (mi riferisco non solo a lei, ma anche ai precedenti) a disertare su un malato terminale come Bardonecchia?

    Al di là delle considerazioni personali (ognuno vede le cose a modo suo), parlano i dati oggettivi: negozi che chiudono, economia in piena recessione, svalutazione delle proprietà immobiliari, deserto dei Tartari fuori stagione, ecc

    Bisogna essere veramente amanti di Mortonecchia per poterla difendere a spada tratta oppure non aver visto cosa offrono i competitors (e non mi riferisco al Trentino).

    • Da dove evince che io (e i precedenti) difenda a spada tratta Bardonecchia? Mi sembra di aver evidenziato che il problema c’è ma la soluzione va cercata altrove.

      • Non mi pare che Lei sia stato esplicitamente “accusato” di difendere Bardonecchia. Il discorso del Sig. Gilberto era “generale”. Quindi a mio parere è Lei che ha eventi da solo quello che nessuno le ha detto.

  3. Pensate che oggi mi ha fermato per strada un Big Spender e mi ha detto: “Tac, mi scusi signore sa mica dirmi dove posso trovare della polvere bianca?”

    Di primo acchito pensavo fosse un signore milanese e che mi chiedesse di sostanze eccitanti proibite per una ritmata notte romantica con la sua consorte Irina – 30 years old.

    Poi mi ha confidato che era piemontese DOC ma che a Bardonecchia ama fare il bauscia. L’atmosfera lo stimola. E così alla fine gli ho spiegato che esiste anche la Farmacia comunale dove poter comprare nuovi tipi di broncodilatatori (la sua polvere bianca).

  4. Non fa una piega, certamente gli anziani (per anziani si intendono dai cinquanta in su) e le famiglie spendono più dei giovani, da sempre, perché sono loro che affittano le case a lungo termine e fanno la spesa: in una realtà cresciuta attorno alle seconde case ed agli skipass, su cos’altro si dovrebbe puntare? Credete che basti mettere una discoteca per strappare i giovani a Riccione e farli venire a Bardonecchia? Per attirare i giovani ci va divertimento, quindi casino. Le città che puntano a loro, automaticamente deludono la fascia anziana e con figli. Spiegatelo voi a chi si è comprato un appartamento in Via Medail a 5000 euro al mq per venire in montagna a riposare.

  5. Questa diatriba sui “giovani” ed “anziani” lascia il tempo che trova, in primo luogo perché bisognerebbe definire bene il significato di entrambi i termini, in secondo luogo perché rischia di diventare dannosa in quanto lascia fuori alla fine la maggiore fetta di turismo della Valsusa: le famiglie. La valle è nata con lo sci e cresciuta con le seconde case, per la sua naturale collocazione è strategica per chi non può o non vuole viaggiare troppo: le famiglie con bimbi piccoli, gli anziani, oppure chi ha speso soldi per acquistare una casa. Mi sembra un bacino abbastanza ampio, che è sfruttato solo un minima parte. Perché non concentrarsi su quello? Perché ogni anno esce la solita solfa del fatto che mancano discoteche? Non mi sembra che il Trentino sia Rimini, con discoteche e cubiste in tanga ad ogni isolato , eppure lì è sempre pieno. Forse perché i servizi per le famiglie e per chi va in montagna sono più organizzati. Questa mania del dover accogliere sempre tutti indiscriminatamente non porta mai soluzioni, bisogna stabilire un target e poi concentrarsi su di esso ed investire seriamente.

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