BARDONECCHIA, NUOVI SOCCORRITORI SULLE PISTE DA SCI DELLA CROCE ROSSA

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
BARDONECCHIA – È giunto al termine il percorso di formazione dei nuovi Operatori Soccorso Piste da Sci della Croce Rossa Italiana che ha visto la partecipazione di otto aspiranti soccorritori, precedentemente selezionati, tutti volontari della Croce Rossa Italiana presso il Comitato di Bardonecchia.
Fra di loro alcuni maestri di sci e alcuni membri della Polizia di Stato con una significativa esperienza professionale nel settore hanno consentito di sviluppare i temi trattati ad un certo livello di approfondimento.
L’intenso percorso formativo è stato erogato dagli istruttori del Soccorso Piste da Sci della Croce Rossa Italiana Paolo Barletta del Comitato CRI di Torino, quale Direttore del corso e dall’istruttore Fabrizio Mandia del Comitato CRI di Cassine (Alessandria). Il corso si è svolto con il costante coordinamento del Referente Regionale del Soccorso Piste da Sci della Croce Rossa Italiana Pasquale Imbalzano del Comitato di Moncalieri e di Alessandro Cogno quale vicario e Presidente del Comitato CRI di Moncalieri.
Trenta sono state le ore di teoria e oltre settanta le ore di addestramento sul campo, che hanno visto la formazione dei nuovi Operatori. Il corso si è svolto interamente presso il prestigioso comprensorio sciistico di Bardonecchia, nel pieno rispetto delle direttive di prevenzione del rischio di contagio da SARS-CoV2.
I nuovi operatori del Soccorso Piste da Sci della CRI, potranno assicurare con professionalità e competenza il soccorso sulle piste da sci di tutta la Regione, ove richiesto. Al via la definizione del nuovo programma formativo per gli aspiranti Soccorritori su piste da Sci CRI per la stagione invernale 2021-2022, che vedrà la partecipazione di circa venti unità provenienti sia dalla Regione Piemonte che dalla Regione Liguria.
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

1 COMMENTO

  1. Peccato…certe figure non dovrebbero essere inglobate nel mondo del volontariato o in quello della pubblica sicurezza/forze armate ma dovrebbero diventare opportunità concrete di contrasto alla disoccupazione…cosa che tra l’altro accade già in altre realtà soprattutto all’estero.

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.