BARDONECCHIA, NUOVO PIANO REGOLATORE: IL SINDACO REPLICA SULLA PETIZIONE. “NON È LA FORMA GIUSTA PER AFFRONTARE I PROBLEMI, NON VORREI CHE LA GENTE FOSSE STRUMENTALIZZATA”

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di ROBERTO BORGIS (sindaco di Bardonecchia)

Gent.mmo Direttore,
in merito a quanto apparso sul suo giornale circa la petizione relativa al PRGC credo vadano fatte le debite precisazioni e i giusti distinguo onde evitare fraintendimenti e strumentalizzazioni.

Anzitutto, come già detto in precedenti articoli, in Consiglio Comunale é stata approvata, una “proposta tecnica di progetto preliminare”. Questa fase sostituisce la vecchia delibera programmatica e sebbene contenga un dettaglio di progetto maggiore, continua ad avere una forte valenza di programmazione, con l’individuazione delle linee strategiche di governo del territorio, degli obiettivi di salvaguardia ambientale, dei vincoli che agiscono sul territorio e soprattutto con l’esplicitazione di soluzioni per risolvere problematiche e raggiungere i risultati attesi.

Uno degli aspetti positivi di questo nuovo strumento é proprio quello di poter iniziare a discutere e riflettere in modo partecipato su qualcosa di concreto, al fine di arrivare al progetto preliminare in modo condiviso e trasparente.

Dal punto di vista tecnico i temi sono molti, ma direi che il punto emblematico riguarda anzitutto le aree sciabili, le quali rivestono una importanza fondamentale in quanto salvaguardano, come richiesto dalla legge, l’attività turistica che è alla base di un paese come Bardonecchia.

Il fatto di individuare l’area sciabile é un dovere del Comune discendente da un obbligo di legge. Il fatto di proporle in forma unitaria (come stanno facendo la maggior parte dei comuni piemontesi sede di stazioni invernali) e non frammentata è per consentire lo  sviluppo futuro di quei “piccoli aggiustamenti” richiesti dallo sviluppo della tecnica, dalle esigenze climatiche e di servizio alla clientela, restando comunque nelle aree ormai tradizionalmente destinate allo sci d’inverno e alla MTB d’estate, senza l’interessamento di nuovi territori.

A maggior chiarezza:l’area sciabile proposta é una semplice perimetrazione ma non impone nessun vincolo in più rispetto a quanto già non fosse il vigente PRGC. L’unica cosa che le aree sciabili, avvalendosi del titolo di pubblica utilità, possono fare è quella di accordare a tali aree una serie di “facilitazioni” come la possibiltà di effettuare le manutenzioni alle piste e agli impianti, o comunque di poter adottare degli iter privilegiati per quanto concerne tali zone.

Sulla forma delle aree sciabili:la cosidetta “macchia d’olio”, non é veritiera,  in quanto il perimetro delle aree sciabili ricalca, con un minimo di fascia di rispetto, le attuali piste e sentieri di MTB. Il fatto di non proporre un’area sciabile che contorni fedelmente piste, impianti, impianti di innevamento e sentieri MTB, é per evitare che si blocchi, di fatto, qualsiasi sviluppo futuro anche solo per piccole varianti di percorso e/o tracciato (infatti qualsiasi intervento al di fuori dell’area sciabile sarebbe da sottoporre a variante di PRG, con tempi di approvazione che non sarebbero compatibili con con le esigenze di eseguire gli interventi tra una stagione invernale e l’altra). Ciò per di più non lede nessun diritto in quanto non si appone nessun vincolo aggiuntivo rispetto a quelli già in essere sull’attuale PRGC; per cui, contrariamente a quanto asserito nella petizione, la giustificazione sulle esigenze future c’é..eccome!!

Sulla responsabilità in carico ai proprietari dei terreni al di fuori delle piste ma ricompresi nell’area sciabile: non esiste nessuna legge che confermi quanto detto nella suddetta petizione, anzi una lettura attenta della Legge Regionale n°2 del 26/01/2009 e S.M.I. dimostra il contrario. In assenza di area sciabile il singolo proprietario di terreno al di fuori delle piste, magari in una area particolarmente pericolosa (precipizio, dissesto franoso, valanga, ecc.) potrebbe essere chiamato in solido (anche se, per fortuna, mai successo nella storia dello sci) a rispondere di un incidente occorso sul suo terreno in quanto non aveva provveduto a metterlo in sicurezza. Nel momento in cui sul terreno viene sancita una area sciabile certamente potranno essere eventualmente chiamati a risponderne il Gestore delle piste o l’Amministrazione, ma di certo non il proprietario. Ultimo ma non ultimo, l’aver avviato l’iter approvativo delle aree sciabili sarà, a partire dal 2016, un requisito fondamentale per ottenere i contributi per l’innevamento da parte della Regione Piemonte, il che vale per Bardonecchia quasi un milione di euro.

Comunque al di là delle polemiche é evidente che la questione é più complessa di come possa apparire a una prima lettura delle cose, ma una cosa vorrei fosse chiara: questa Amministrazione si é impegnata ad affrontare il tema del nuovo PRGC di Bardonecchia (fondamentale per aggiornare uno strumento di 30 anni) con la volontà di affrontare problematiche e facilitare lo sviluppo. Le soluzioni per arrivare al risultato migliore per Bardonecchia sono da discutere in modo trasparente, aperto alle modifiche e la proposta tecnica adottata deve essere vista proprio come uno strumento per iniziare questa riflessione.

Penso sinceramente che la forma della petizione non sia il modo migliore per avviare una discussione serena e non vorrei che alcuni cittadini fossero strumentalizzati non avendo compreso appieno l’innovazione di questo modo di procedere. Metteremo in campo strumenti per fare in modo che la discussione sia vera e che i firmatari possano esprimere le perplessità e proporre altre soluzioni.

ROBERTO BORGIS
Sindaco di Bardonecchia

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