BARDONECCHIA, “STACCATO IL TELERISCALDAMENTO IN ALCUNI CONDOMNI: IL COMUNE COSA FA?”

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BARDONECCHIA – Lumina: distacco teleriscaldamento a Bardonecchia. “Qualcuno ha notizie di come si sta evolvendo la vicenda con Lumina, che ha distaccato il riscaldamento a diversi condomini e abitazioni private di Bardonecchia?”. Lo chiede una cittadina “È incredibile che una società che detiene il monopolio del teleriscaldamento possa interrompere un pubblico servizio in un comune montano, proprio ora che l’inverno è alle porte. Come è possibile che il comune di Bardonecchia non possa intervenire? Sono più di 10 giorni che hanno fatto il distacco nel nostro condomino in via Pietro Micca e non ci sono novità!”. A seguito della pubblicazione della nostra segnalazione, il Comune di Bardonecchia ha risposto diffondendo una nota sui social: “L’amministrazione comunale informa che la procedura di gara del teleriscaldamento è in corso: attualmente si è nella fase di apertura delle buste. I problemi, che si riscontrano nei singoli condomini sono dovuti a contenziosi privati e non dipendenti, in nessun caso, dal Comune”.

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8 COMMENTI

  1. Distacco del teleriscaldamento?
    Si dichiari fortunata così potete mettere un sistema di riscaldamento più economico. Il teleriscaldamento a bardonecchia è stato gestito con superficialità e questi sono i risultati. Finché il comune non lo gestirà con tanto di assessore come gestisce acqua rifiuti e altri beni essenziali come il riscaldamento che in montagna non è un lusso ma una necessità primaria che hanno fatto diventare un lusso appunto non se ne uscirà.

    • Ce ne vuole per sostenere che il
      Comune centri qualcosa con le beghe tra un privato (il condominio) e il suo fornitore di riscaldamento. Se fosse un fornitore di Metano o GPL daresti la colpa al Comune?

      • Il Comune è l’ente concedente il servizio pubblico di fornitura di calore a mezzo sistema di teleriscaldamento ad un soggetto concessionario che lo dovrebbe esercitare nel rispetto della Convenzione.
        E’ un servizio esercitato in regime di monopolio legale.

        Secondo me “ce ne vuole per sostenere che il Comune” non c’entri nulla, tanto più che la concessione è scaduta ex lege nel 2010 ed il bando è stato emanato solo nel 2025.

        Ci vuole una fantasia infinita o una conoscenza infinitesima, cioè nulla dei fatti e della situazione.

        • Ripeto: cosa c’entra il Comune se uno ha un contenzioso privato con la società che gestisce il teleriscaldamento (verosimilmente legato a mancati pagamenti di bollette) ? È una questione tra privati e/o i loro avvocati. Come prendersela con il Comune perché la SMAT ti stacca l’acqua del condominio perché non hai pagato.

          • Lo pseudonimo “Piove governo ladro” sarebbe più correttamente sostituibile con definizioni ben più aderenti alla realtà dei fatti, quali “Parla bocca ignorante” o “Parla bocca scollegata dal cervello”.

            I disservizi lamentati dagli utenti non sono in alcun modo riconducibili a fantasiosi e “inverosimili” mancati pagamenti di bollette, ma trovano origine esclusivamente in una conclamata, reiterata e documentata incapacità gestionale della società incaricata di erogare il servizio pubblico locale, incapace di garantire livelli minimi di efficienza, continuità e correttezza contrattuale.

            Con riferimento alla tariffa applicata, occorre ricordare – a beneficio di chi evidentemente ignora i principi basilari della materia – che si tratta di un corrispettivo relativo a un servizio pubblico regolamentato, avente natura autoritativa. In quanto tale, essa non è oggetto di discrezionalità privata, ma deve essere applicata in modo rigoroso, trasparente e conforme alle norme vigenti. Ogni difforme applicazione integra una violazione contrattuale e amministrativa, con tutte le conseguenze del caso.

            Non a caso, anche il Comune è stato costretto ad attivarsi formalmente per il recupero di circa 180.000 euro di somme indebitamente sovrafatturate dal gestore: circostanza che da sola smentisce in radice le ricostruzioni di comodo diffuse da taluni improvvisati commentatori.

            Sarebbe quantomeno auspicabile che questi sedicenti “leoni da tastiera” – o, più realisticamente, “gattini da tastiera” – trovassero il coraggio di uscire dall’anonimato, così da consentire a tutti di comprendere chi siano i soggetti che, direttamente o indirettamente, si prestano a giustificare e coprire condotte gravissime e sistematiche del gestore, solo parzialmente e con colpevole ritardo contrastate dall’Amministrazione comunale.

            La vicenda meriterebbe ben altro livello di serietà e competenza, non certo le esternazioni scomposte di chi preferisce diffondere insinuazioni infondate piuttosto che confrontarsi con i dati, gli atti e le responsabilità oggettive.

            Inquinate la verità che, statene certi emergerà tutta, prima o poi, con tutte le conseguenze.

            Dott. Luca Sciaccaluga

          • Lo pseudonimo “Piove governo ladro” sarebbe più correttamente sostituibile con definizioni ben più aderenti alla realtà dei fatti, quali “Parla bocca ignorante” o “Parla bocca scollegata dal cervello”.

            I disservizi lamentati dagli utenti non sono in alcun modo riconducibili a fantasiosi e “inverosimili” mancati pagamenti di bollette, ma trovano origine esclusivamente in una conclamata, reiterata e documentata incapacità gestionale della società incaricata di erogare il servizio pubblico locale, incapace di garantire livelli minimi di efficienza, continuità e correttezza contrattuale.

            Con riferimento alla tariffa applicata, occorre ricordare – a beneficio di chi evidentemente ignora i principi basilari della materia – che si tratta di un corrispettivo relativo a un servizio pubblico regolamentato, avente natura autoritativa. In quanto tale, essa non è oggetto di discrezionalità privata, ma deve essere applicata in modo rigoroso, trasparente e conforme alle norme vigenti. Ogni difforme applicazione integra una violazione contrattuale e amministrativa, con tutte le conseguenze del caso.

            Non a caso, anche il Comune è stato costretto ad attivarsi formalmente per il recupero di circa 180.000 euro di somme indebitamente sovrafatturate dal gestore: circostanza che da sola smentisce in radice le ricostruzioni di comodo diffuse da taluni improvvisati commentatori.

            Sarebbe quantomeno auspicabile che questi sedicenti “leoni da tastiera” – o, più realisticamente, “gattini da tastiera” – trovassero il coraggio di uscire dall’anonimato, così da consentire a tutti di comprendere chi siano i soggetti che, direttamente o indirettamente, si prestano a giustificare e coprire condotte gravissime e sistematiche del gestore, solo parzialmente e con colpevole ritardo contrastate dall’Amministrazione comunale.

            La vicenda meriterebbe ben altro livello di serietà e competenza, non certo le esternazioni scomposte di chi preferisce diffondere insinuazioni infondate piuttosto che confrontarsi con i dati, gli atti e le responsabilità oggettive.

            Dott. Luca Sciaccaluga

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