BEAULARD, SE SI IMPALLINANO I DIVIETI (E LE LEGGI)…

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di ANGELO BONNET (assessore Comune di Oulx)

La posa (tardo) estiva di un cartello di divieto di transito carraio alle autovetture (salve quindi quelle autorizzate), all’inizio della strada rurale-forestale che lega il Serret della Roche e i due Peichal (L.R. n. 45/89), è stata oggetto di un’”accoglienza pubblica particolare”, per altro non nuova in quei luoghi (ricordo altri eventi simili nei confronti di paline di riserva caccia, cartelli segnaletici e anche di palette eoliche).

L’”accoglienza” più comune alla posa di questi manufatti, che sembrano limitare enormemente la libertà motorizzata individuale e collettiva, ma non escludono, anzi invitano di andare a piedi, di solito si esprime con l’espianto del cartello se non cementato, la segatura o tagliata a seconda se il palo di sostegno è in legno o in ferro, la bruciata alla base, la pennellata artistico-ornamentale e così via discorrendo.

Nel caso nostro specifico invece l’”accoglienza” alla posa del cartello del divieto, che bene o male ricordo essere un “simbolo di legge”, si è espressa invece tramite impallinatura, così come si evince dall’allegata documentazione fotografica, materializzata da una mezza dozzina di pallettoni conficcati, neanche poi tanto centrati, che devono anche aver offeso la pianta di sostegno e che ahimè “firmano inequivocabilmente il gesto epico compiuto”.

L’opera di impallinatura del cartello, a mio modesto parere, non è da TUTTI e può essere ristretta e compiuta soltanto da chi è titolare di un porto d’armi, ovvero dalle Forze dell’Ordine e di Vigilanza, da chi ha regolari porti d’arma per difesa “esterna”, dalla “Corporazione” dei Cacciatori, oltreché dai delinquenti che non hanno notoriamente bisogno di porto d’armi.

Lascio ampia e discrezionale libertà di scelta sugli autori del gesto epico in questione, richiedendo se possibile e a chi di dovere, almeno un “piccolo” accertamento di responsabilità, ma il contesto dell’accaduto, l’apposizione del divieto di transito, il periodo dell’accaduto, le modalità e gli strumenti utilizzati, la reiterazione di fatti, ecc. ecc. non mi lasciano scampo di avere la sottostante opinione personale.

Forse in Piazzale Grand Hoche di Beaulard (ma anche altrove, a partire da Roma e Torino, quali sedi legislative e in tutte le Scuole di ordine e grado) hanno ben da meditare e prendere provvedimenti su fatti di insofferenza-rifiuto come quello proposto all’attenzione, che denotano e declinano insieme, e ancora una volta ahimè, l’esibizione di somma ignoranza, sconfinata arroganza e smisurata intolleranza, circa il rispetto delle Leggi e dei Regolamenti Istituzionali (siano essi comunali, provinciali, regionali, statali, comunitarie ecc. ecc.).

Stiamo gradualmente scendendo in un altro oscuro Medioevo epocale, non sicuramente di tecnologia, ma sicuramente di cultura e di umanità sociale.

Angelo Bonnet (Bouné)

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