BIMBA MORTA A GIAVENO: L’AUTOPSIA NON SVELA LE CAUSE / SUI SOCCORSI, I GENITORI FANNO UNA DENUNCIA AI CARABINIERI

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GIAVENO – L’autopsia effettuata alla bimba di due mesi morta sabato, non ha svelato le cause del decesso. Il corpicino della piccola non ha malformazioni, né traumi. Non sarebbero emersi legami neanche con il lavaggio nasale, a cui la bimba era stata sottoposta dalla mamma prima di avere il malore. Sarà quindi fondamentale aspettare altre due o tre settimane, per sapere gli esiti dell’esame istologico. La bambina era morta mentre i genitori le facevano il bagnetto, dopo essere stata soccorsa dal 118 e portata prima all’ospedale di Rivoli e poi al Regina Margherita di Torino. I genitori hanno fatto un esposto ai carabinieri, per arrivare alla verità sulla morte della figlia, accusando un presunto ritardo nei soccorsi e nelle cure.

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6 COMMENTI

  1. E’ sicuramente una tragedia e spero che se ne scoprano le ragioni!
    Trovo però oscena l’abitudine a scagliarsi sempre contro i soccorritori, tanto più che spesso si tratta di volontari…..

      • Non è una scusante il fatto di essere volontari, sono d’accordo, ma bisogna vedere ‘da dentro’ come funziona il sistema. Quando si chiama il 118 risponde un centralino a grugliasco, che provvede a inviare il mezzo disponibile geograficamente più vicino, nella fattispecie a giaveno c’è una sede di croce rossa, ma può succedere che l’ambulanza di giaveno in quel momento sia fuori per un altro intervento, e allora sempre il centralino allarga il raggio di ricerca fino a trovare un mezzo disponibile, il quale magari deve fare chilometri per arrivare.
        Tanto per citare un episodio, io sono volontario a Villardora, mi è capitato di fare un intervento a Valgioie, quasi al colle braida, pur con le sirene e tutto il resto un’ambulanza è pur sempre un furgone, e per arrivare in certi luoghi ci vuole il suo bel tempo, e non è raro sentirsi dire che ci abbiamo messo troppo…
        La soluzione sarebbe semplice, mettere più ambulanze sul territorio, ma le ambulanze non vanno da sole, hanno bisogno di autisti e barellieri, e con impegni di lavoro, famiglia e tutto il resto non sempre i volontari che ci sono riescono a coprire più di tanto.
        Nelle varie sedi si fanno i salti mortali per avere i turni coperti, ma capita che in certi momenti non si riesca ad avere neanche un equipaggio, la soluzione anche qui ci sarebbe, invece di criticare la lentezza degli altri, iscrivetevi ad un corso e diventate soccorritori pure voi…

        • Esatto Alessandro, ha centrato il problema!
          Infatti non volevo dire che essere volontari sia una scusante che permette di fare le peggio cose ma…..se ci sono dei problemi organizzativi, e io volontario mi faccio “un mazzo così” per cercare di dare un servizio, se poi devo anche rischiare la denuncia….beh…..mi passa la voglia e vado a fare altro….
          E in questo modo la situazione peggiora ulteriormente.

          Magari prima di scagliarsi addosso ai volontari, aspettiamo di sapere gli esiti degli esami e di scoprire la “vera” causa della morte….e poi potremo valutare le eventuali responsabilità.

        • condivido, aggiungo anche che, vista la situazione, i genitori potevano correre loro subito all’ospedale , tenendosi in contatto con il 118

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