BRASSO E IL FUTURO DELLA VIALATTEA: “SE DIMINUIRANNO GLI SCIATORI NEI GIORNI FERIALI, DOVREMO APRIRE MENO IMPIANTI, ANCHE NEI FESTIVI. È UN DANNO ENORME TRASFORMARE GLI HOTEL IN ALLOGGI, NOI CI PERDIAMO 150MILA EURO ALL’ANNO”

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di GIOVANNI BRASSO (Presidente della Sestrieres Spa)

Anche in Piemonte, come in altre regioni, qualcosa è stato fatto sulla questione neve; si sono fatti degli investimenti, soprattutto nelle stazioni pubbliche o pseudo pubbliche. Ma permettetemi di dire, senza paura di essere smentito, che, al di là della grande innovazione apportata dall’entrata in vigore della legge regionale n. 2 del 26-01-2009 e dell’innovazione culturale che ha riguardato la questione del pagamento parziale della neve programmata, molto del resto è stato fatto in modo scoordinato, irrazionale, forse più per rincorrere risultati propagandistici e consensi che effettive e concrete esigenze tecnico- economiche.

E’ vero che nel mondo delle stazioni sciistiche esistono realtà diverse e che quasi ogni realtà ha una propria logica ed un proprio perché, ma è anche vero che gli investimenti pubblici, soprattutto in questi momenti di grande crisi, devono garantire dei ritorni oggettivi in termini economici e occupazionali, devono fare da traino per investimenti privati almeno di pari importanza ma soprattutto non devono contribuire alla creazione di fabbriche di debiti; è altrettanto vero, inoltre, che i mutamenti climatici e ambientali, nonché l’innalzamento della quota neve, portano con sé una selezione naturale dei territori sui quali vale o non vale la pena investire denaro pubblico.

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Per quanto riguarda le strategie societarie, devo ribadire che in questi anni abbiamo adottato una politica aziendale e gestionale estremamente pragmatica che ha dato buoni risultati.

Occorre aprire la stagione quando esistono le giuste condizioni di innevamento e di presenze; si devono aprire gli impianti necessari per soddisfare le esigenze degli sciatori effettivamente presenti sul comprensorio e non di quelli potenziali ma che sono a Torino, Milano o Genova; si devono preparare le piste, prima quelle assistite dall’impianto di innevamento e poi quelle innevate naturalmente ma che garantiscano una logica fruibilità nel tempo.

Nel corso della passata stagione, anticipando l’apertura, posticipando la chiusura e aprendo impianti con eccessiva esuberanza, abbiamo registrato un aumento dei costi che in qualche modo ha ridotto sensibilmente i buoni risultati della stagione stessa e, cosa ancor più grave, ha messo in forse, fino a marzo, la pianificazione degli investimenti programmati per l’estate del 2014.

Abbiamo a suo tempo ritenuto che questo esperimento fosse da fare, ma abbiamo poi dovuto registrare che non ha portato ad ottenere i risultati sperati; il restante sistema economico, infatti, ci ha seguito solo parzialmente e con significativo ritardo, rendendo così vani i sacrifici sostenuti dalla nostra società. E’ stato giusto e doveroso provarci, per il futuro staremo tuttavia più attenti e comunque ci muoveremo solo sulla base di concrete certezze.

Siamo moderatamente soddisfatti del lavoro svolto e dei risultati ottenuti e oggi possiamo tranquillamente affermare che la fase del riassetto aziendale e del consolidamento è conclusa. Per il futuro e per l’avvio della seconda fase, quella della crescita e dello sviluppo, dovremo tener conto di molti fattori, fra i quali per brevità, a solo titolo di esempio, cito:

• dovremo valutare attentamente l’evoluzione della crisi economica e socio-politica del Paese;

• dovremo verificare come verrà affrontata con spirito consortile la comunicazione istituzionale, magari utilizzando risorse pubbliche e private (vedi il famoso “vieni in Trentino” esposto durante le partite di calcio, durante gli stacchi Sky tv ed al Giro d’Italia). Non possiamo pensare che “l’effetto traino” dell’evento olimpico, nella comunicazione, possa durare per sempre.

• dovremo valutare come sbarcheranno sul territorio gli investimenti pubblici, pochi o tanti che siano; a questo proposito ci aspettiamo che in massima parte vengano destinati al miglioramento delle strutture impiantistiche e ricettive che sono il volano dell’intera economia del territorio;

•dovremo registrare come la “Scuola” intenderà agevolare l’avvicinamento degli studenti agli sport della montagna che per loro sono e saranno anche in futuro, fonte di divertimento ma che potranno anche essere un’opportunità di lavoro, e già da subito rappresentano un importante sostegno per un’economia alternativa, quella del turismo, peraltro negli ultimi anni in costante crescita nel nostro territorio;

• dovremo capire come, a livello normativo, verranno disincentivati nelle località turistiche i cambi di destinazione d’uso; a questo proposito vi ricordo che il cambio di destinazione d’uso di un albergo da 100 posti letto in un condominio da 25 appartamenti rappresenterebbe un quasi sicuro tornaconto per l’imprenditore, un minimo tornaconto per le civiche amministrazioni (legato agli oneri e delta oneri di urbanizzazione) ma rappresenterebbe un danno per la società degli impianti, valutabile in circa 150.000 Euro annui; questo cambio di destinazione d’uso però rappresenterebbe soprattutto un ben più grave danno per il sistema economico locale. Se vogliamo tenere in considerazione gli studi effettuati sulle ricadute provenienti dalla gestione degli impianti di risalita, questo danno al territorio sarebbe valutabile in circa 1.500.000 di Euro annui.

La diminuzione degli sciatori presenti in settimana non può che comportare, come già detto, una conseguente riduzione del numero degli impianti in esercizio nei giorni feriali e, se questo non bastasse per riequilibrare i conti della società, anche nei giorni festivi.

Soffermiamoci ora sugli aspetti socio-politico-economici legati all’attività che la nostra società esercita sul territorio ma se vogliamo all’attività che tutte le società degli impianti esercitano sui propri territori.

Sestrieres SpA vuole dire, circa:
– 350 dipendenti nel periodo invernale
– 13.000.000 di passaggi sugli impianti
– 1.200.000 presenze di sciatori
– 32.000.000 di fatturato 2013
– 350.000.000 di ricadute economiche sul territorio

Vialattea vuole dire, circa:
– 170 strutture ricettive
– 20 scuole di sci e snowboard
– 15 sci club agonistici
– 70 rifugi e/o ristoranti sulle piste
– 700 esercizi commerciali

Quanto sopra oltre ovviamente al numero di persone impiegate nell’indotto; senza dimenticare la salvaguardia degli investimenti immobiliari fatti in larga parte dai piemontesi e l’importante gettito fiscale.

Per i motivi di cui sopra rivendico per la Sestrieres, ma anche per tutte le aziende di trasporto a fune piemontesi ed italiane, non tanto il ruolo di essere leader in questo o in quell’altro settore, ma quello di essere il più importante strumento in grado di far ricadere ricchezza sul territorio di appartenenza; in questi termini desidero che la nostra azienda venga valutata e considerata.

Giovanni Brasso
(sintesi del discorso tenuto al Teatro Regio di Torino il 21 ottobre per la presentazione della prossima stagione invernale)

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