
BUSSOLENO – Con l’avvicinarsi delle feste di San Giovanni, San Pietro e Paolo e Santa Maria Assunta, la Società Filarmonica riscopre ogni anno un’ormai antica ritualità comune a tante altre realtà valsusine: la tradizionale distribuzione dei sonetti che annuncia l’imminenza della festa e la necessità di vivere e respirare le nostre Comunità. La Banda, da sabato 20 giugno fino al Concerto dell’Assunta dell’8 agosto, percorrerà per molte giornate le strade di Bussoleno, Chianocco e Foresto portando con sé l’allegria e la spensieratezza in cambio di un soldino, di un bicchiere in compagnia oppure anche solo di un sorriso e due parole.
Ma che cos’è il Sonetto? Niente di così eclatante, un semplice testo, che molto spesso racconta della Banda stessa, in versi leggeri e con il positivo intento di far evadere un momento il lettore dalla quotidianità, ricordandogli al contempo le cose buone che ancora possono fare la differenza. E la musica che lo accompagna? Beh, quella sta al gusto dei suonatori e di chi li conduce: dalla marcetta al ballabile spesso suonati senza troppe velleità perfezionistiche, complice anche il caldo e la fatica del muoversi su e giù per piazze e strade, e allo scopo principale di preannunciare il passaggio. Senza alcun intento moralizzatore, ci mancherebbe, è il caso di spendere due parole in più sul significato
di questa tradizione che non può certamente essere ridotta alla sola necessità della Filarmonica di promuoversi e di richiedere sostegno. L’intima volontà che continua ad animare coloro che di anno in anno la portano avanti è infatti legata a principi di conservazione ben più importanti: tramandarla ai più giovani, cercare di strappare almeno un sorriso oppure un saluto dai più indifferenti, semplicemente Esserci, tutte azioni che simboleggiano il tendere la mano al proprio “vicino di casa” nell’nteresse di tutta la
collettività.
In un mondo avviato ormai verso orizzonti e aspettative completamente differenti da quelle che avevano i bisnonni e nonni, vi è più che mai l’urgenza di riscoprire il bello della vicinanza, delle differenze, della concretezza e dell’empatia, soprattutto nei piccoli paesi che più che mai necessitano di adesione, partecipazione, inclusione e identità per tornare ad essere luoghi vivi e propositivi. Tradizione, dunque, non come mera nostalgica celebrazione di un mondo che non esiste più, ma riscoperta e ricondivisione di valori un tempo dati per scontati, perché vecchi come il mondo, che oggi, purtroppo, rischiano di squagliarsi nel gran calderone del nulla.
L’auspicio, con questo 210° Sonetto donato ai concittadini, è che si torni ad un maggior coinvolgimento delle persone comuni nella vita dei nostri paesi. Anche un momento di festa “alla buona come una volta”, infatti, può certamente rappresentare un primo passo per coltivare la grande cultura della conoscenza, del confronto, della partecipazione e del legame disinteressato; tutti pilastri fondamentali del bene comune. Tornado a focalizzarci su tematiche prettamente musicali, questo 210° anniversario darà modo alla Società Filarmonica di riscoprire e di rilanciare un’altra tradizione che per lungo tempo ci ha identificati come Comunità di Valle: la musica da ballo di matrice francoprovenzale suonata, fin dall’avvento delle bande nell’ottocento, con gli strumenti a fiato. Più un linguaggio che un genere; un “modo di suonare” svariati temi, che nel corso del tempo e con l’evoluzione dei gusti sono entrati in un “canone” caratterizzato da quel tipico intreccio tra ritmiche e controcanti che un tempo molto caratterizzava la provenienza di suonatori di questa oppure quella località, proprio come, giusto per offrire una similitudine linguistica, a
differenziarsi era pure il “patois”.
Nell’ambito di questo lungo periodo estivo legato alle tradizioni e all’identità non è quindi assolutamente possibile perdersi la serata del 29 giugno offerta dal Comitato Festeggiamenti di Chianocco che, complice la Filarmonica con un gruppo di musicisti ben navigati sul tema, offrirà presso il Capannone di Chianocco una serata di ballo, di ascolto e di festa. Suoneranno per voi Gianluca Calonghi, Maurizio Vayr e Paolo Bussolotti ai clarinetti, Gabriele Bianco Dolino e Alessandro Alpe alle trombe, Andrea Berno e Daniele Ferrando ai tromboni, Luca Amprino e Mauro Martoia agli euphonium, Luca Gavazza alla tuba e Aureliano Purrotti alla fisarmonica.
E non finisce qui. Prima di concludere la maratona estiva con il grande Concerto dell’Assunta, inserito quest’anno nel cartellone di eventi Acsel, che vedrà la straordinaria partecipazione di uno dei più rinomati quintetti d’ottoni a livello internazionale, i Gomalan Brass, la Banda tornerà ad essere protagonista in occasione di un’altra festa legata ad una splendida borgata. Sabato 18 luglio, tempo permettendo, “Concerto dla Madlena” in quei di Pavaglione dove si potranno apprezzare note estive nell’aria della sera e la giusta dose di convivialità.






















