BUSSOLENO, GLI EUROPARLAMENTARI NO TAV HANNO INCONTRATO IL MOVIMENTO: “PUNTIAMO SULLA COMUNICAZIONE PER FAR SAPERE A TUTTA L’EUROPA L’INUTILITÀ DELLA TORINO-LIONE” / FOTO

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di VALENTINA PLANO

Oggi pomeriggio a Bussoleno, presso la sede dell’Unione dei Comuni a Villa Ferro si sono tenuti due incontri importanti sul tema TAV con l’obiettivo di fermare il progetto della nuova linea ferroviaria Torino – Lione.

Nella prima parte del pomeriggio alcuni rappresentanti del Parlamento Europeo (MEPs) in visita in Val di Susa, hanno incontrato il movimento NO TAV, gli amministratori locali, gli amministratori francesi e la popolazione.

Il punto chiave della questione è stato: attraverso quali azioni gli eletti al Parlamento Europeo potranno seppellire il progetto della linea Torino – Lione, mentre la lotta dei movimenti continua.

E’ venuto a galla che occorrono persone dedicate alla questione TAV a tempo pieno all’interno del Parlamento Europeo, perchè per affrontare questo argomento molto delicato occorrono competenze globali.

A livello Europeo la Commissione Trasporti è quella che potrebbe agire su questo tema, perchè è l’unica in cui sono rappresentati tutti i partiti. Occorre spiegare ai parlamentari eletti che i 30 miliardi di euro che verranno spesi per la linea Torino – Lione non saranno più disponibili per altre opere europee, più utili.

E’ emersa “l’importanza di una buona comunicazione che si deve intraprendere e diffondere a livello Europeo, come si sta facendo a livello locale – hanno detto i partecipanti alla riunione – la vicenda TAV deve esser conosciuta  e raccontata a tutta l’Europa pianificando una campagna con i mass media europei. Anche perchè il movimeto NO TAV è molto interessante, essendo un movimento popolare unico nel suo genere ed unico in Europa meritevole di esser raccontato. L’importante è sensibilizzare l’opinione pubblica facendo conoscere la realtà della questione TAV”.

L’aspetto maggiore su cui fare comunicazione – secondo i No Tav – è quello “dello sperpero di denaro pubblico: il costo esorbitante dell’intero progetto è stimato intorno ai 30miliardi (valutazione francese) connesso al malaffare, tema che si ritrova nelle grandi opere, coma la TAV, e colpisce ampiamente il nostro Paese e dil resto dell’Europa”.
Altri aspetti su cui fare comunicazione sono: l’inutilità dell’opera e l’individuazione di alternative valide.

Si è discusso ampiamente anche su argomenti come la distruzione dei territori e l’appropriazione delle ricchezze della comunità connesse ad una velocizzazione della politica. In italia il controsenso è che non si può ristrutturare il tetto di una scuola perchè non si hanno soldi, ma le grandi opere vanno avanti.

Alcuni cittadini hanno affermato che i politici ai livelli alti non sono disponibili alla discussione sull’argomento, ma sono convinti sulla fattibilità dell’opera senza conoiscere le motivazioni del dissenso.

Nell’incontro inoltre si sono prefissati dei punti da seguire d’ora in poi, come quello di riuscire ad incontrare i parlamentari a Bruxelles, far uscire notizie e pubblicazioni in tutte le lingue a livello europeo, e collaborare sempre più in modo coordinato con la Francia per una migliore comunicazione.

Emersa anche la questione salute pubblica: si è discusso di dove andrà a finire lo smarino proveniente dallo scavo del tunnel e della questione democrazia sull’uso di gas cs “cancerogeni, mutanti e vietati in guerra, ma usati nelle manifestazioni in Val di Susa – hanno detto i No Tav – in cui l’incidenza delle malattie cancerogene è superiore alla media nazionale”.

Si è pensato dui organizzare un incontro a Bruxelles con le parti in causa (Movimento NO TAV, Amministratori locali Francesi e Italiani, Olaf, Deputati, Parlamentari, Commissione dei trasporti ecc) per fare “buona informazione” e far pressione su chei è incaricato di prendere delle decisioni.

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In seguito si è tenuto un incontro con il Controsservatorio Valsusa nato due anni fa a Torino. L’Ente ha intrapreso un cammino con il Tribunale permanente dei popoli, chè è un Tribuinale d’opinione, che garantisce la rappresentatività e cura la sessioen sulle violazioni ed idiritti fondamentali delle Comunità.

La logica coloniale dal Sud del Mondo si sta trasferendo al Nord perchè le decisioni sono prese dall’alto (come per le grandi opere): “la questione Tav è solamente la punta dell’iceberg del sistema delle grandi opere sproporzionate alle necessità reali della gente, che sperperano soldi e tempo” hanno detto. Come esempio si è citato il ponte sullo stretto di Messina, le kiniere d’oro in Romania ecc

Dal 5 al 8 novembre a Torino si terrà l’istruttoria della sessione sulle violazioni e domenica 8 novembre ad Almese verrà letto il verdetto del Tribunale permanente dei popoli, che valuterà se nella vicenda TAV Torino Lione sono stati rispettati i diritti.

Stasera alle ore 21 a Bussoleno, presso il teatro Don Bunino si terrà un’Assemblea Pubblica in cui verranno ribaditi e affrontati questi temi e per domani è organizzata una passeggiata in Clarea con ritrovo e conclusione dell’incontro con i rappresentanti del Parlamento Europeo a Giaglione presso il campo sportivo.

 

 

 

 

 

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