BUSSOLENO, IL LIBRO SU EMILIO SCALZO: INTERVISTA A CHIARA SASSO

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di ANDREA MUSACCHIO

BUSSOLENO – Una storia di lealtà, cadute e, perché no, sopravvivenza. Questo e molto altro nel nuovo libro A Testa Alta di Chiara Sasso. La nota scrittrice valsusina ha raccontato nella sua ultima opera il percorso di vita di Emilio Scalzo, attivista No Tav che si trova attualmente agli arresti domiciliari per aver disatteso misure cautelari, per reati riferiti all’opposizione al Tav e per solidarietà con i migranti. Il testo si avvale della prefazione di Livio Pepino e della postfazione di Nicoletta Dosio. Di seguito l’intervista all’autrice, Chiara Sasso.

Dove è nata l’idea di scrivere un libro sulla vita di Emilio Scalzo?

Io ed Emilio ci conosciamo ormai da molti anni. Sinceramente è stata una scelta casuale. Lo scorso agosto sono andata a trovarlo nella sua abitazione. Come sempre l’ho trovato molto generoso, vulcanico. Ha iniziato a parlarmi della sua vita. Una vita incredibile. Basti pensare che ha evitato problemi come la droga o il carcere, a differenza dei suoi otto fratelli. Ha sempre praticato una vita onesta. Adesso, a causa delle due restrizioni per aver aiutato ad attraversare i migranti al confine e la sua opposizione al Tav, si trova agli arresti domiciliari. Quasi un paradosso.

Come possiamo sintetizzare la storia di Scalzo?

In Val di Susa tutti conoscono la storia della famiglia Scalzo. Una famiglia composta da nove fratelli, di cui otto sono finiti in situazioni complicate o, addirittura, tragiche. Eppure lui no. Lui, come detto poc’anzi, è sempre riuscito a fare una vita onesta. Solo Emilio è riuscito a stare fuori da vicende brutte come la droga. Ma nonostante questo, ha dimostrato di avere un grande cuore. In questi anni ha sempre cercato di aiutare i suoi fratelli, ma anche persone sconosciute o semplicemente sfortunate.

Se dovesse dare un aggettivo a questa storia, quale sarebbe?

Non riscatto. Sicuramente. Quello di Emilio non è un riscatto, lui non deve riscattarsi. Questa è una storia piena di orgoglio. Emilio Scalzo ha fatto del bene a tante persone. Lui può davvero andare “a testa alta”. Tra l’altro, è stato proprio lui a suggerire il titolo del libro.

Un motivo per comprare il suo libro?

Leggendo A Testa Alta ci si può tuffare negli anni Settanta ed Ottanta della Val di Susa. Anni in cui migliaia di famiglie partirono dal sud per raggiungere il nord Italia. Ricordiamo nuovamente che, tra queste famiglie, c’era anche quella di Emilio Scalzo. Ma non solo. Una parte del libro tratta l’entrata nel movimento No Tav di Emilio. Infine, vorrei ricordare che gli incassi del libro vanno a sostegno del movimento No Tav e delle associazioni che aiutano concretamente i migranti.

A TESTA ALTA, IL NUOVO RACCONTO DI CHIARA SASSO

A Testa Alta è il racconto del percorso di vita di Emilio Scalzo. Conosciuto in tutta la valle di Susa come pescivendolo per aver praticato negli anni il suo lavoro, insieme alla moglie Marinella, nei mercati della valle. Ricordato per essere stato negli anni giovanili un promettente giocatore di calcio, e in seguito nella squadra Veterani del Piemonte.  In gioventù ha avuto una parentesi nel pugilato agonistico. Dal 2005 diventa attivista “infaticabile” del movimento No Tav conosciuto da movimenti sociali, associazioni, gruppi ambientali e solidali in tutta Italia. Generoso e legato alla famiglia saprà farsi carico dei problemi dei suoi otto fratelli, fra mille peripezie, carcere, droga, latitanza, senza venir catturato dalle lusinghe dei facili guadagni, da quella che lui stesso chiama “la via dell’aceto”. Abituato a schierarsi sempre verso i più deboli, sarà facile dal 2017 condividere l’aiuto ai migranti di passaggio dall’alta valle verso la Francia. Attualmente si trova in arresti domiciliari per aver disatteso misure cautelari, per reati riferiti all’opposizione al Tav e per solidarietà con i migranti.

“..Per tutta la vita mi è passato a fianco il male del mondo, la via dell’aceto posso dire di conoscerla. Se ora avete trovato il vostro nemico in me perché sono un Notav e taglio le reti, va bene così, ma credetemi fa un po’ ridere”.

Chiara Sasso vive e lavora a Bussoleno impegnata in associazioni, fa parte fin dagli inizi del Movimento No Tav, è fra i fondatori del Valsusa Filmfest, fa parte del coordinamento nazionale della Rete dei Comuni Solidali e della Rete del Caffe Sospeso. Ha scritto numerosi libri su tematiche sociali (l’elenco completo www.chiarasasso.it).

 

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