BUSSOLENO, LA NO TAV NICOLETTA DOSIO EVADE DAGLI ARRESTI DOMICILIARI: “L’UNICA COSA È RESISTERE”

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riceviamo da NOTAV.INFO

La conferenza stampa di questo pomeriggio a Bussoleno è stata aperta da Nicoletta Dosio, che ha violato gli arresti domiciliari, notificati ieri mattina all’alba, nonostante il rischio di arresto immediato per evasione. La sua decisione è spinta dalla ferma volontà di non diventare la “carceriera di se stessa”, afferma Nicoletta.

“Non ci vogliamo piangere addosso e agiamo in tal senso perché costretti da uno Stato che non intende prendere in considerazione le nostre valide istanze e lavora esclusivamente verso il profitto, senza dare alcun cenno di ricredersi. L’unica cosa è resistere”.

Il popolo NoTav non è vittima del fattore nimby, la nostra è una lotta per un modello di vita e di sviluppo diverso da quello che ci impone il sistema capitalista.

Continua la Dosio: “La nostra forza sta nella comunità che mi dà spinta e determinazione, ma anche serenità. Non sono preoccupata per quello che mi aspetta, perché accanto a me ci sono tanti compagni e compagne, che per me sono come una famiglia. Non l’avrei fatto se non ci fosse stato il sostegno di tutto il movimento NoTav e di tante altre persone provenienti da lotte differenti, che come me hanno deciso di rifiutare questo meccanismo repressivo”.

Prosegue Alberto Perino: “Non è più accettabile questo sistema, che viene utilizzato da Procura e Questura di Torino per riuscire a bloccare il movimento NoTav. Per questo, ieri abbiamo accompagnato tutti insieme Nicoletta nella sua evasione”.

Siamo costretti a difenderci e siamo pronti a resistere, poiché procedimenti come questi si vedevano al tempo del fascismo, oggi semplicemente vengono chiamate misure cautelari. Riteniamo che questi metodi siano ingiusti ed è per questo che abbiamo il dovere di disobbedire a queste disposizioni.

Continua Perino: “Quello a cui assistiamo non è più un’amministrazione, bensì una vera e propria oppressione. Siamo vicini a tutti quelli che nel mondo cercano di resistere alla violenza del potere del sistema capitalista”.

Prosegue sul tema anche Giorgio Cremaschi, che afferma: “Siamo di fronte allo stravolgimento degli Istituti Democratici. Per Nicoletta e per molti altri non vi è ancora stato nemmeno un processo e tanto meno una condanna, eppure piovono misure restrittive pesantissime. E’ per questo che possiamo definire la Valle di Susa la cavia di tutte le politiche repressive contemporanee. Disgustosa è stata la dichiarazione del ministro Del Rio di ieri, nella quale ha affermato che i 16 anni di carcere inflitti a Moretti per la strage di Viareggio, sia stata una pena spropositata. Ma se si fa un calcolo del numero delle vittime per il numero degli anni, si evince che ad ogni vittima sono stati calcolati solamente 6 mesi di carcere. Mentre invece per azioni di opinione in Valle di Susa si comminano fermi di polizia, arresti domiciliari, obblighi di firma, facendo così saltare qualsiasi senso di eguaglianza sul piano del diritto.”

La resistenza continua al fianco di Nicoletta e di tutti coloro colpiti dalle misure cautelari, con iniziative di solidarietà e sostegno.

(Foto da Facebook Notavtour – Io sto con chi resiste)

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