BUSSOLENO, LE RATE PER IL DOPOSCUOLA E LE TREDICESIME: IL SINDACO REPLICA ALLA MAMMA

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Il sindaco di Bussoleno, Antonella Zoggia, e la scuola di Foresto

di ANTONELLA ZOGGIA (sindaco di Bussoleno)

BUSSOLENO – È mia abitudine, in qualità di Sindaco, privilegiare con i miei concittadini un rapporto il più possibile diretto e proprio per questo mirato ad una soluzione rapida e condivisa dei problemi.
Ricorro all’utilizzo delle pagine social istituzionali come strumento di informazione e
trasparenza, al fine di raggiungere il maggior numero possibile di cittadini. In particolare, tale modalità consente di informare anche coloro che non utilizzano abitualmente i mezzi di
comunicazione cartacei, e di intervenire in modo puntuale nei casi in cui si rendano necessari chiarimenti a seguito di comunicazioni imprecise, incomplete o errate, affinché i cittadini possano disporre di elementi corretti e verificabili.
La recente pubblicazione di una lettera sul doposcuola a Foresto mi impone di fare chiarezza. La scelta fortemente voluta dall’Amministrazione di mantenere in vita la scuola di montagna di Foresto nasce dalla consapevolezza del ruolo vitale che una scuola riveste per una frazione.
Una scuola non è solo un luogo di istruzione: è presidio sociale, punto di riferimento, segno
concreto di futuro e di comunità. La sua presenza garantisce coesione, contrasto allo
spopolamento e dignità ad un territorio già fragile.
Al contrario, la chiusura della scuola sarebbe stato un atto irreversibile, che avrebbe segnato definitivamente il declino della frazione, già pesantemente penalizzata dalla quasi totale assenza di servizi. Difendere la scuola di Foresto significa difendere la vita stessa della frazione.
Al momento del nostro insediamento, la Scuola di Foresto si trovava in una situazione
estremamente critica: nessun bambino iscritto alla classe prima. In quelle condizioni, e con la conclusione del ciclo della pluriclasse allora attiva, la chiusura del plesso sarebbe stata
inevitabile nel giro di due anni.
La principale causa delle mancate iscrizioni ci era ben nota: l’assenza del tempo prolungato,
un servizio che sul territorio di Bussoleno viene concesso ad un solo plesso, quello di Piazza
Cavour. Questa disparità rendeva la Scuola di Foresto meno attrattiva, nonostante fosse stata oggetto di interventi di ristrutturazione importanti, disponesse di spazi adeguati in un contesto favorevole e tutte le caratteristiche necessarie per accogliere i bambini nel migliore dei modi.
Convinti che la Scuola di Foresto rappresentasse una risorsa fondamentale per la comunità e per il futuro del paese, la nostra Amministrazione ha scelto di intervenire con decisione,
mettendo in campo una soluzione concreta: offrire alle famiglie la possibilità di usufruire di un servizio di doposcuola gratuito, scelta che ha comportato un notevole sacrificio economico per le casse comunali.
Sulla lettera in questione
Merita una menzione speciale la curiosa abitudine ed é questo il caso, di far pubblicare articoli rigorosamente anonimi, accompagnati però dalla rassicurante formula “lettera firmata”. Una sorta di firma invisibile, che c’è ma non si vede.
Ritengo altresì discutibile l’utilizzo dell’espressione “richiesta di udienza” per fissare un
semplice incontro con la sottoscritta. Personalmente, il mio ruolo non si fonda su formalità o cerimonie, ma su disponibilità, dialogo diretto e correttezza nei rapporti.
I fatti documentati
I 195.00 euro che la signora ha pagato nell’anno scolastico 2024/2025 non si riferiscono al
servizio di doposcuola che per il primo anno è stato completamente a carico del bilancio
comunale. Si tratta invece dell’importo relativo al servizio di mensa per i tre giorni di
doposcuola, pagato secondo le fasce di agevolazione ISEE, mentre il Comune ha sostenuto la differenza tra il costo reale del pasto fatturato dalla ditta affidataria e la quota pagata dalla signora.
Né la sottoscritta né altri amministratori hanno mai “promesso” o garantito la gratuità del
servizio per gli anni futuri, lo testimonia la corrispondenza con le famiglie a far data dal 3 di
giugno 2025.
Martedì 3 giugno 2025
Alla signora, come alle famiglie con bambini iscritti, viene inviata una comunicazione in cui
viene anticipato che è intenzione del Comune continuare a fornire il servizio di doposcuola a
partire dal 22 settembre con una rilevante quota a carico del bilancio comunale e con una
quota mensile a carico delle famiglie compresa da 55,00 euro a 65,00 euro proponendo tra
l’altro, per contenere l’impatto economico sulle famiglie, la possibilità di optare nei tre giorni di doposcuola per il cosiddetto “pasto domestico”.
Lunedì 16 giugno 2025
La signora ha dato la sua adesione al doposcuola.
Mercoledì 20 agosto 2025
Viene comunicato alle famiglie che il servizio verrà attivato.
Venerdì 29 agosto 2025
Le famiglie che hanno dato la loro adesione vengono nformate che si è riusciti a contenere il costo del doposcuola ad euro 58.00 mensili e che le modalità di pagamento sarebbero state comunicate a breve dall’Ufficio competente.
Lunedì 6 ottobre 2025
Incontro con alcune mamme, tra cui la signora “lettera firmata”, in cui la sottoscritta ed il
Consigliere delegato hanno ribadito quanto riportato nella corrispondenza precedente ed
anticipato la forma di pagamento che gli Uffici finanziari avevano nel frattempo identificato.
Mercoledì 8 ottobre 2025
L’Ufficio Demografici del Comune invia il piano di pagamento delle rette del doposcuola: prima rata entro il 31 gennaio 2026 e seconda rata entro il 30 aprile 2026.
Cosa è accaduto effettivamente
Mi preme evidenziare come la figlia della signora abbia puntualmente e, a quanto dice la
signora stessa con piena soddisfazione, usufruito del servizio di doposcuola dall’attivazione
avvenuta in data 22 settembre 2025 fino ad oggi, senza aver corrisposto un euro pur avendo usufruito del servizio già da quattro mesi, in quanto la data del primo pagamento è stata fissata per motivi contabili e per agevolare le famiglie al 31 gennaio 2026.
Sulle modalità di pagamento
La signora evidenzia inoltre la sua preferenza per un pagamento mensile. L’ipotesi di un
pagamento in un’unica soluzione non pregiudica in alcun modo l’equilibrio economico
famigliare. E’ possibile provvedere ad accantonare mese per mese l’importo fino al
raggiungimento della somma complessiva alla scadenza del 31 gennaio; lo stesso dicasi per la seconda rata.
Allo stato attuale, non è ancora possibile effettuare il pagamento delle rate relative al
doposcuola tramite la piattaforma PagoPA, essendo il Comune impegnato nel processo di
transizione digitale previsto dalla normativa vigente. Sono in corso le necessarie attività
organizzative, tecniche e procedurali finalizzate all’adeguamento dei sistemi,
all’implementazione della piattaforma medesima e all’attivazione delle diverse modalità di
pagamento. L’Ente provvederà a fornire formale e tempestiva comunicazione all’utenza non
appena il servizio sarà reso pienamente operativo.
Per contro le famiglie hanno sempre avuto – e hanno tuttora – la possibilità di contattare gli uffici competenti per richiedere eventualmente forme di rateizzazione alternative, come
avviene per altri servizi comunali.
Relativamente all’espressione “tenendo conto delle tredicesime”, non si è trattato di alcuna pressione, bensì di una considerazione semplice: le famiglie avrebbero avuto, nei mesi precedenti la scadenza, maggiore disponibilità economica e quindi, ipoteticamente, minore difficoltà nel pagamento della rata. Era un’osservazione, non una direttiva.
Reputo che l’espressione della signora “facendo i conti in tasca alla gente” non rispecchi in
alcun modo lo spirito con cui è stata formulata la comunicazione, che aveva come unico
obiettivo quello di offrire un’informazione pratica, senza alcuna volontà di ingerenza nelle
scelte economiche personali.
Considerazione conclusiva
Il servizio di doposcuola non costituisce un servizio obbligatorio, ma una scelta discrezionale dell’Amministrazione, funzionale alle esigenze familiari, alla quale segue una libera adesione da parte delle famiglie. È stata una decisione che ha comportato un notevole sacrificio economico per le casse comunali, con l’obiettivo di salvaguardare la Scuola di Foresto e garantire pari opportunità educative sul territorio.
Rimango convinta che la trasparenza nel comunicare i fatti – documentati e verificabili – sia la migliore risposta possibile a qualsiasi contestazione.
In questa prospettiva, l’Amministrazione conferma l’intenzione di proseguire anche per il prossimo anno scolastico 2026/2027 con l’offerta del servizio di doposcuola presso la Scuola di Foresto, ritenendolo uno strumento di sostegno per le famiglie e di valorizzazione della scuola di montagna.
Sarà quanto prima disponibile sulla pagina istituzionale del Comune una comunicazione
dedicata con l’indicazione di una fascia di costo prevista e delle modalità di iscrizione al
servizio di doposcuola per l’anno scolastico 2026/2027, fascia che sarà confermata in via
definitiva alle famiglie che avranno aderito, così che possano disporre per tempo di
informazioni chiare e trasparenti.
Il Sindaco di Bussoleno
Antonella Zoggia

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23 COMMENTI

  1. Un plauso alla Sindaca e alla attuale amministrazione che a mio avviso stanno svolgendo un ottimo lavoro compatibilmente con le risorse che hanno a disposizione. Sempre tutti bravi a criticare….

  2. In fondo ad un paese sono sufficienti le manifestazioni allegoriche e gli eventi mondani, perché poi alla gente è quello cioè che piace. Ho vissuto a Bussoleno per anni e non ho mai visto alcun sostanziale cambiamento. In materia edilizia è sempre stato un no su tutto. A livello reddituale andate a guardare le soglie ISEE per capire che se avete soldi campate sennò potete morire di fame. In bocca al lupo a chi ci vive ancora.

  3. Complimenti, come primo cittadino anziché convocare la persona e proporre delle soluzioni, le ha praticamente reso l’idea di arrangiarsi. Ottima soluzione, così avviene la crescita all’interno di una comunità.

    • Beh, chi di giornale ferisce, di giornale perisce. Se la signora era veramente interessata a risolvere il problema di persona, chiamava la sindaca di persona.

  4. Nella mia precedente opinione sulla protesta di questa mamma non avevo criticato l’ operato del Sindaco , sono sempre per coerenza dalla parte
    dell’ ingranaggio più piccolo del motore dello Stato , brava la Sindaca che ha puntualizzato , chi è nel giusto non si nasconde e argomenta perché non si fraintenda .

  5. Informazioni chiare e trasparenti da parte del Comune. Il servizio è assicurato, con i limiti posti dal bilancio comunale e dalla situazione sociale.

  6. Il Sindaco è abile nella parola giusto per farsi applaudire, ma devo far notare:
    1) lettera firmata in un articolo pubblico è coerente a riservarsi un minimo di privacy, visto che poco dopo afferma di conoscere la mittente è pure un commento inutile;
    2)”L’ipotesi di un pagamento in un’unica soluzione non pregiudica in alcun modo l’equilibrio economico
    famigliare. E’ possibile provvedere ad accantonare mese per mese l’importo fino al raggiungimento della somma complessiva alla scadenza del 31 gennaio” questa affermazione, aggiunta alla supposizione sulla tredicesima, evice che il Sindaco minimizza le problematiche economiche diffuse nelle famiglie, facilitate da ratei più piccoli. Come ha detto un altro commentatore, riassumento il cliente si deve attaccare al tram. Le istituzioni difendono sempre l’indifendibile. Ma l’importante è dire “sindaca”….

    • Qui la difesa dell’indifendibile la stai facendo te. La signora sapeva dal mese di Giugno che avrebbe dovuto pagare quel servizio e anche quanto avrebbe dovuto pagare al mese. Ha avuto quindi ben almeno 6 mesi per mettersi da parte 50€ al mese. Peraltro il servizio è stato erogato per 4 mesi (da Settembre a Gennaio) senza che fosse stato pagato 1 solo centesimo. Più “dilazionato” di così. È ora di piantarla di riversare sugli altri le proprie mancanze. Se uno non si può permettere di mantenere i propri figli non è colpa del Comune e non è responsabilità del prossimo di farsene carico. La figlia ha una mamma e avrà sicuramente anche un papà. Si guardino allo specchio.

      • “È ora di piantarla di riversare sugli altri le proprie mancanze” esattamente, in questo ed altri casi gli enti si fanno beffe dei paganti “tanto avete la tredicesima”. Si vede che tu e il sindaco arrivate bene a fine mese, perché gli imprevisti ci sono ed è sempre più difficile risparmiare. Il vostro stipendio rimane al passo dell’inflazione…ma molti assolutamente no. Ma è evidente che la sensibilità delle classi dirigenti ritorna solo dopo che tutti hanno patito di fame e guerre. Falla a te stesso la morale, perbenista col portafogli degli altri!

        • Prima di rispondere, leggi. Ha avuto mesi per mettersi da parte piccole somme per arrivare al momento del pagamento con il necessario. Non è compito del Comune fare la carità, né degli altri cittadini che pagano il dovuto.

  7. Buongiorno signora sindaca
    Mi preme spiegare che quand’ero piccola la tredicesima era una piccola valvola di respiro per noi famiglia di 7 persone, con la lira la vita era ben diversa, ma ora la tredicesima vola.
    Non conosco lei né la signora non sono del suo Comune, ma mi viene da pensare a quanti bimbi con ADHD O DISPRASSIA, DISLESSIA ecc ci siano in questi decenni, quanto siano costosi gli incontri medici,quindi non azzarderei nemmeno il fatto della tredicesima volante.E ‘ quello che penso

  8. Brava Sindaca! La signora (si fa per dire) che vilmente si autografa ” lettere fidmata” non è altro che la solita polemica senza arte nè parte.
    Non ci faccia caso e vada avanti così.

  9. Al di lá delle lamentele e delle conseguenti repliche, temo che la scuola di Foresto dovrá inevitabilmente essere ripensata per altra funzione.. come giá avvenuto per il Plana o in Via d’Azeglio.. Ma Foresto è dura roccia.. Falesie e la ferrata… si può tranquillamente partire da qui..

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