BUSSOLENO, PIENONE ALL’INCONTRO CON IL LEADER DEI 5 STELLE DI MAIO: “MANDIAMO A CASA QUESTO GOVERNO”

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di PINO SCARFÒ

BUSSOLENO – Sala gremita ieri sera al Polivalente di Bussoleno, per assistere all’intervento del leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio sul “no” al referendum costituzionale.

Tra gli innumerevoli scatti fotografici di Luca Perino, fa gli onori di casa il senatore Marco Scibona, che approverebbe le modifiche sulla carta costituzionale, purché condivise e nell’interesse dei cittadini: “Quelle che ci vengono proposte sono state eseguite soltanto dalla maggioranza parlamentare”.

In sala, insieme a tanti attivisti e simpatizzanti No Tav, il leader del movimento Alberto Perino che ribadisce il suo secco “no” alle modifiche che si vorrebbero apportare alla Costituzione, definendole un preludio al totalitarismo.

La parola passa alla portavoce del M5S della Camera, Fabiana Dadone, che, avendo sentito il parere dei costituzionalisti, giudica la modifica costituzionalmente sgrammaticata non essendo comprensibile a tutti; e alla docente di diritto costituzionale Alessandra Algostino, che ritiene le variazioni proposte un modo per concentrare il potere a pochi: “La democrazia è pluralismo e dissenso”.

Il microfono viene dato a Di Maio, che rifiuta perentoriamente i cambiamenti in atto nel documento. A suo giudizio, il Paese avrebbe ben altre priorità a cui pensare e se proprio si dovesse cambiare qualcosa nella Costituzione, accenna all’introduzione di articoli per offrire ai cittadini, ad esempio, la possibilità di indire referendum durante il mandato di un politico per decidere se “mandarlo casa”. Sostiene che la maggioranza politica di questo Paese sta mettendo in “cassaforte” i mali peggiori della classe politica italiana, costituzionalizzandoli, “perché sanno che il loro teatrino non regge più. Sanno che alle prossime elezioni politiche potrebbero perdere e quindi devono alzare la posta, devono trovare un altro luogo dove andare a blindare quello che sono sempre stati. Sono persone che non hanno mai avuto il consenso del popolo, che si sono guadagnati la poltrona con scambi di voti, con promesse mai mantenute, con l’informazione controllata, con una serie di privilegi che li hanno salvati dalla galera”.

Invita il pubblico a votare “no” il prossimo 4 dicembre per mandare a casa questo governo, chiedere le elezioni politiche, andare alla guida del Paese e modificare tutte le leggi, che definisce folli, che sono state fatte in questi anni.

Riferendosi ai politici, aggiunge che ci sono persone che fanno parte di uno schema che non vogliono abbandonare e sono disposti a tutto pur di salvarsi: “Lo stanno facendo stravolgendo la Costituzione, cambiando la legge elettorale e lo faranno anche mettendo le mani in tasca ai cittadini per salvare la banca della ministra Boschi”. Accenna a una nuova tassa che potrebbe toccare i conti correnti per salvare le banche fallite, “togliendo soldi ai risparmiatori. Salvando la Costituzione, avremo gli strumenti per vincere le elezioni e cambiare le cose”; chiosa Di Maio.

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