
LETTERA FIRMATA
Buonasera, ho chiesto udienza al sindaco di Bussoleno, nel mese di ottobre circa, per avere chiarimenti riguardo l’aumento di alcune spese a proposito di trasporto e dopo scuola (che teoricamente sarebbero state gentilmente offerte dal comune in cambio del trasferimento dei bambini da Bussoleno a Foresto al fine di mantenere aperta la suddetta scuola) tuttavia mi trovo nuovamente divisa su una questione scolastica di mia figlia. Premetto che la scuola primaria di Foresto sia impeccabile, mia figlia è molto contenta, perciò ogni servizio, lo pago volentieri. Purtroppo durante l’incontro ho dovuto far presente al sindaco (di fronte ad altre famiglie) di non essere nella condizione di poter supportare la spesa per come il comune ha scelto di ripartirla. Nell’anno scolastico 2024/2025 ho pagato per mia figlia €195 complessivi di doposcuola mentre nell’anno scolastico 2025/2026 la spesa sarebbe €522. Secondo il comune questa spesa può essere suddivisa in due rate. A far data da oggi, giorno in cui viene comunicato, con scadenza prima rata al 31/1, con la prima rata di €232 e seconda rata il 30/04 pari a €290. Ho espresso al sindaco la problematica per cui, pago volentieri un servizio che funziona correttamente e per il quale mia figlia trae beneficio, ma non tutte le famiglie sono nelle condizioni di predisporre un bonifico del genere, nonostante il sindaco abbia tenuto conto delle “tredicesime” (e cito testualmente) facendo i conti in tasca ad ognuno. Mi rincresce constatare questo genere di indifferenza nei confronti di un cittadino e nello specifico di una madre monoreddito, dipendente part- time. (Situazione posta all’attenzione del sindaco di fronte a tutto il resto delle famiglie) Nonostante abbia messo in luce al sindaco in persona la mia difficoltà a sostenere questa bipartizione della spesa, (spiegando che avrei preferito un pagamento mensile, meno gravoso) mi sono sentita rispondere che, hanno tenuto conto del fatto che a dicembre sarebbero pervenute le tredicesime, perciò per le famiglie sarebbe stato meno gravoso. Ma ad aprile? Una madre monoreddito part-time Dove li trova €300? Dunque, il comune sceglie quanto pagare e a quanto pare come pagare, siccome, per qualsiasi altro pagamento come trasporto e mensa, si necessita di un’applicazione o un pagamento Pagopa; in questo caso va più che bene il bonifico, senza nemmeno l’indicazione precisa di una causale, ignorando quello che è il sistema attuale della piattaforma Pagopa, prevista per ogni genere di servizio dato dalla pubblica amministrazione. In onestà non credo che riuscirò a rispettare i termini di questo pagamento. E non per poca volontà, ma per poca possibilità; avrei potuto provvedere diversamente se il comune mi avesse messo nelle condizioni di poterlo fare.
























Poi ti dicono di fare figli perché siamo destinati ad una nazione di vecchi…andate a fare in
Non è una tassa, è un servizio. Senza voler fare i conti tasca a nessuno, se non riesci a trovare 300€ per la scuola di tua figlia, la prima causa non è il comune. In Italia sono troppi a piagnucolare e poi quando vai a indagare scopri che possiedono immobili, vanno in ferie per settimane, cambiano smartphone ogni anno ed evadono tutto ciò che riescono. Poi però si lamentano che mancano i servizi o sono cari.
La Signora non ha “piagnucolato” un servizio gratis e sinceramente non so e non mi interessa sapere quante settimane di ferie fa, o quanti telefoni cambi all’anno.
Ha scritto che avrebbe preferito un pagamento mensile, meno gravoso per la sua situazione.
Poi per le furberie se ne può parlare, ma non mi sembra questo il caso.
Mi scusi, ma ha idea di quanto possa essere lo stipendio della signora se ha un part time? Di certo non è miliardaria, e poi gli euro sono più di 500, cioè sicuramente più di mezzo stipendio della signora… che ne sa se ha immobili? E poi, le parla chi l’immobile l’ha ereditato, perchè purtroppo il mio amato papà non c’è più… tra ristrutturazioni indispensabili (nulla di superfluo), manutenzioni, riscaldamento eccetera, mi costa di più di quando vivevo in un condominio IN AFFITTO… Di cosa stiamo parlando? E’ di quelli che pensano che possedere un immobile renda qualcosa al proprietario? L’immobile è un inghiottitore di denaro, oggi c’è da riparare la caldaia, domani da cambiare i rubinetti, dopo domani da fare pulire la canna fumaria, dopo domani ancora da fare ripulire le fosse settiche… e paghi paghi paghi…altro che ferie… e non cambio smartphone ogni anno, aspetto che si rompa uno per comperarne un altro, per non restare isolata in mezzo ai campi, visto che la linea fissa bisogna levarla perchè costa uno sproposito… dunque che ne sa della situazione della signora per essere così critico? Ognuno di noi sa i suoi problemi, e comunque, la scuola dell’obbligo, in quanto tale, dovrebbe essere gratis per tutti, nelle scuole pubbliche ovviamente.
Questo vuol dire rendersi conto…
Non fai figli se non sei in grado di mantenerli. Non funziona che alla fine paga la collettività perché tu non puoi/vuoi pagare i servizi x tua figlia. Si prega di leggere la risposta del Sindaco che rende molto chiara quanto la posizone della signora “lettera firmata” sia la solita posizione furbetta dell’Italiano medio. Se uno non è in grado di mettersi da parte i soldi mensilmente per poi pagare la rata in soluzione unica, mi chiedo che razza di mamma sia.
Se il vostro immobile è un “inghiottitore di denaro” vi invito a venderlo e andare in affitto, dove oltre a pagare comunque le spese che hai elencato che non sono esclusiva dei proprietari, alla fine paghi pure mezzo stipendio di affitto. E lo dico da proprietario di immobile. Comunque della situazione della signora ora sappiamo quanto serve grazie alla risposta del Sindaco che ha chiarito che siamo di fronte al solito piagnisteo ingiustificato.
Ma il sindaco c’è l’ha un cuore e una coscienza?
Beh da qualche parte devono prendere i soldi, per offrire gli stessi servizi gratis ai figli dei richiedenti asilo, no?
Guardi che in un mondo giusto esisterebbero gli aiuti per reddito a prescindere se sei giallo, verde, nero, blu e dove sei nato. Tutto il resto è speculazione (c’è gente che si arricchisce incredibilmente dalla miseria e dalla disperazione altrui).
Certo se poi la regione spende milioni per dare soldi a chi manda i figli alle private, magari anche di ordini religiosi che avrebbero tutt’altra missione che non fare soldi approfittando delle carenze del sistema pubblico e laico.
dello Stato và fuori giri spinto da quello più grande del Governo , spese sempre più alte riversate sui cittadini e l’ istruzione dovrebbe essere completamente a carico del Ministero , ci sono poi le agevolazioni per le scuole private….. per carità come dice il clero che anch’esso le gestisce è giusto nella democrazia ma specialmente considerando il reddito delle famiglie e le carenze in questo caso per le università di formazione specifica industriale , ecco cosa bisognerebbe fare per equità , per dimostrare di essere ancora una repubblica fondata sullo studio, il lavoro , la famiglia
l’ onestà come diritto e dovere di ogni Italiano indipendentemente dal colore della pelle.
lettera scritta in perfetto italiano e ben argomentata (anche politicamente) e ben documentata. L’autore/autrice può sicuramente trovare un impiego più redditizio dell’attuale e risolvere in tal modo i suoi problemi economici.
Giulio, bravo, sono proprio quelli che scrivono correttamente italiano perché hanno correttamente e seriamente studiato che non hanno bisogno di lauree o ministeri per esprimere il loro rincrescimento verso coloro i quali all’interno di una comunità dovrebbero preoccuparsi dei più fragili, ricoprendo il ruolo di primo cittadino e non di primadonna. Chi ha scritto credo che di politica pare non gliene freghi molto.
Come se nel 2026 fosse facile trovare un altro lavoro… il più delle volte dobbiamo tenerci stretto quello che abbiamo, che ci piaccia o no, perché non è che in Italia ci siano migliaia di posti di lavoro che aspettano noi… Forse lei, che è un uomo, dovrebbe provare cosa significa essere donna, sola, con figli a carico… Tenga presente oltre tutto, che le donne, in media sono pagate meno degli uomini…
Quanta retorica. In Italia il lavoro c’è, tutto sta a imparare a fare qualcosa e cercarlo, e non è diverso da cosa avveniva 10 o 20 anni fa. E poi smettiamola con sta pantomima che le donne “guadagnino di meno”. A parità di mansioni, responsabilità, anzianità e ore di lavoro guadagnano come qualunque collega maschio, visto che alla maggior parte dei dipendenti si applica un CCNL. Le statistiche sono falsate dal fatto che le donne tendono a fare più part time degli uomini, ma la paga oraria è la stessa. Io ho un sacco di colleghe donne e a pari livello e mansione guadagnano esattamente quanto me. Ultimo, ma non per importanza, non è compito del Comune o della collettività farsi carico dei figli altrui.
La retorica la usi te, ma estrapolata dai peggiori bar e webzine.
Aggiungo, spiegando, che la tua retorica minimizza con parole superficiali quella che è la realtà italiana: i ccnl non servono a una mazza se non accrescono stipendi, mentre la quota oraria di un part-time non la decide certo il lavoratore ma va a comodo del datore, anche se è pagata uguale al tempo pieno. Meno ore= meno soldi. Ci arrivi?
Sei tu che non ci arrivi che stesse condizioni=stessa paga, lo dice il CCNL e il genere c’entra una cippa. Se un’azienda ha una posizione aperta per un lavoro part-time al 50%-60%-70%, quel lavoro sarà part-time, che si presenti un uomo o una donna. Idem per un tempo pieno. E una volta che si è firmato un contratto, nessuno può cambiarti le ore settimanali senza il tuo esplicito consenso, che tu sia uomo o donna. Non è che buttandola in caciara ottieni la ragione.
Posto che i Comuni purtroppo battono cassa con i cittadini perché di fatto dal Governo non arriva più alcun sostegno, forse il Sindaco di Bussoleno non ha tasse come Imu, Tari eccetera, più assicurazione per chi ha auto, bollo auto, elettricità e riscaldamento a prezzi stratosferici, per i quali la maggioranza di noi comuni mortali neanche la vediamo la tredicesima, è già tutta impegnata prima ancora di entrare nelle nostre casse… Detto ciò, la scuola elementare è scuola dell’obbligo, si raccontano in TV mille storie contro chi sceglie l’homeschooling, i bambini devono socializzare eccetera, poi però arrivano cifre da pagare che per alcuni genitori sono semplicemente impossibili… Sarebbe giusto che lo Stato aiutasse i Comuni a coprire TUTTE le spese per la scuola dell’obbligo, invece non è più così e arrivano stangate come quelle che ha ricevuto questa mamma, che oltre tutto ha dovuto metterci la faccia e raccontare le sue problematiche a tutti quanti, w la privacy!! Signora, se fosse possibile, sposti sua figlia a scuola a Bussoleno, sempre che le costi di meno, e se Foresto chiuderà per i costi troppo elevati pazienza, non è sua responsabilità salvare una piccola scuola. Cordiali saluti.
Sarebbe anche giusto che gli italiani la piantassero di evadere le tasse a più non posso salvo poi piangere che mancano i servizi gratuiti o a prezzo calmierato. Metà degli italiani paga zero di IRPEF. Non poco, zero. Dati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. E spesso sono pure quelli che si lamentano di pagare troppe tasse. Zero. Tutti poveracci? Io non credo. Pretendere tutti i servizi gratis quando l’Italia è tenuta in piedi solo da una parte dei lavoratori dipendenti e dalle imprese mi sembra quantomeno pretenzioso. Sarei proprio curioso di leggere la dichiarazione dei redditi di gran parte degli indignati sotto a queste notizie.
Bisognerebbe mettere un limite di caratteri ai commenti, per evitare che si scrivano degli sproloqui noiosissimi…
Basta non leggere
Non leggere? Difficile resistere alla nociva tentazione….
[…] incomplete o errate, affinché i cittadini possano disporre di elementi corretti e verificabili. La recente pubblicazione di una lettera sul doposcuola a Foresto mi impone di fare chiarezza. La scelta fortemente voluta dall’Amministrazione di mantenere in vita la scuola di montagna di […]