BUTTIGLIERA ALTA, L’ATTIVISTA WICKER A TORINO CONTRO GLI INCENDI NELLA FORESTA AMAZZONICA

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di THOMAS ZANOTTI

BUTTIGLIERA ALTA – L’attivista quattordicenne David Wicker, assieme ad altri suoi compagni, si stanno attivando per aumentare la consapevolezza sugli incendi che avvengono in Brasile nella Foresta Amazzonica. Il giovane valsusino di Buttigliera Alta è entrato in contatto con alcuni ragazzi brasiliani e insieme hanno organizzato quello che sarà un evento di portata internazionale.

Venerdì 23 agosto numerose città in tutto il mondo presidieranno davanti alle ambasciate brasiliane per mettere pressione al governo presieduto da Jair Bolsonaro. Inoltre gli attivisti hanno pubblicato l’evento su Fridays For Future italia, Fridays For Future Europa, Fridays For Future International e in migliaia di gruppi locali in tutto il mondo. Questo è l’evento Facebook per Torino (https://www.facebook.com/events/2472713089615841/) alle ore 17 in piazza Castello.

Nel frattempo gli attivisti si stanno caricando e preparando per il prossimo Sciopero Globale in programma venerdì 27 settembre per le strade di Torino. Come la vuole definire Wicker “Sarà la più grande mobilitazione della storia“.

ECCO IL COMUNICATO INTERNAZIONALE DI #SOS AMAZZONIA

In questo esatto momento degli incendi boschivi, che si espandono a velocità mai viste prima, stanno distruggendo la foresta pluviale amazzonica a un ritmo allarmante. La nostra casa è letteralmente in fiamme e i polmoni del nostro pianeta si stanno riducendo in cenere.
Solo lo scorso mese, mentre l’IPCC stava rilasciando il suo nuovo rapporto speciale nel quale ribadisce l’urgenza di azioni per combattere il collasso climatico, vastissimi incendi stavano divampando nell’Artico.

Questi sono solo alcuni dei più recenti esempi della crisi climatica, causata dal cambiamento climatico. Stiamo andando incontro una incontrollabile sequenza di eventi che distruggerà i nostri ecosistemi e, di conseguenza, la nostra sopravvivenza su questo pianeta.

La foresta pluviale amazzonica è la più estesa e con la maggior biodiversità al mondo. L’impatto degli incendi che stanno interessando l’Amazzonia è duplice, dato che la foresta pluviale da un canto svolge un ruolo cruciale come assorbitore di carbonio, catturando CO2 dall’atmosfera; dall’altro, bruciando, rilascia massicce quantità di gas serra; accelerando così il feroce ciclo del riscaldamento globale. Ma mentre è in atto questo disastro climatico, i media hanno scelto di tacere.

Da quando il Presidente del Brasile Jair Bolsonaro è salito al potere, gli incendi boschivi sono incrementati costantemente, alimentati sia dalle siccità ma anche dalle terribili politiche ambientali dell’esecutivo brasiliano, che vede la foresta amazzonica solo come una mucca da mungere. Nel frattempo l’economia globale continua a consumare prodotti brasiliani, e siglare trattati commerciali, come ha fatto l’Unione Europea con gli stati del gruppo Mercosur, accordo che causerà altri serissimi danni all’Amazzonia e a tutta l’agricoltura sudamericana.

Il 23 agosto, i gruppi di Fridays For Future di tutto il mondo, tutti uniti dallo stesso simbolo, manifesteranno dinanzi alle rispettive ambasciate brasiliane. Anche se proveniamo da tante nazioni e tante culture diverse, e abbiamo differenti visioni del mondo, lotteremo uniti per un unico obiettivo: esprimere il nostro sconcerto e la nostra rabbia per le politiche del governo Brasiliano, le quali stanno drammaticamente accelerando la crisi climatica.

Chiediamo che l’esecutivo della capitale Brasilia si allinei con gli obiettivi che Fridays For Future si aspetta da tutti i governi:

  • Contenere l’aumento della temperatura media globale entro gli 1,5°C, rispetto al livello pre-industriale.

  • Garantire giustizia climatica, nel rispetto dell’equità.

  • Seguire la Scienza più autorevole e unita attualmente disponibile.

È nostro dovere manifestare solidarietà nei confronti del popolo brasiliano, specialmente le comunità di frontiera e le popolazioni indigene, le quali sono le più colpite dalla distruzione della Foresta Amazzonica. Questo non è solo un problema locale, ma una questione che ha ripercussioni globali e, pertanto, noi sollecitiamo i decisori politici di tutto il mondo a prendere la dovute azioni e a denunciare la distruzione di questo essenziale ecosistema.

Le parole di Daniela Borges di Fridays For Future Brasile: “Noi vogliamo un governo che riconosca l’importanza della natura e che si impegni a proteggere la nostre più grandi ricchezze naturali. Vogliamo un governo che marchi stretto le compagnie che abusano delle nostre risorse naturali e che metta al primo posto i diritti delle popolazioni indigene“.

Le parole di David Wicker di Fridays For Future Italia: “I guadagni a breve termine non devono mai prevalere sulle devastanti perdite future, a danno delle generazioni presenti e future. I nostri polmoni vanno in fumo. Perché non stiamo facendo niente per impedire che diventino cenere?“.

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9 COMMENTI

  1. Presentarsi all’evento, muniti di annaffiatoio da 10 litri , pieno di acqua, a significare la piena solidarietà per i pompieri, ” bucciando ” nello stesso tempo, nell’acqua , lo smartpone appena comprato da papà.

    • Per carità, tanto scalpore per un (bambino) che manifesta Contro l’inquinamento, basta articoli e vai in piazza senza social per manifestazioni organizzate sicuramente non da te. Chi vuole fare il salvatore del pianeta (che di sicuro non sarai tu, ma spinto chissà da che movente sociale,) butta per primo il cellulare, vai a piedi per non inquinare, i miei figli la pensano come te, sono educati nel rispetto ambientale, lo fanno in tutte le scuole.

  2. Ma mentre è in atto questo disastro climatico, i media hanno scelto di tacere.
    Da quando il Presidente del Brasile Jair Bolsonaro è salito al potere, gli incendi boschivi sono incrementati costantemente, alimentati sia dalle siccità ma anche dalle terribili politiche ambientali dell’esecutivo brasiliano, che vede la foresta amazzonica solo come una mucca da mungere.
    CERTAMENTE DIETRO A BOLSONARO CI SONO ENORMI INTERESSI, SICURAMENTE NON BRASILIANI, IN QUANTO I BRASILIANI CONTINUANO A VIVERE NELLA MISERIA PERCHE’ I RICAVI VANNO FUORI DAL BRASILE , MULTINAZIONALI , GRANDI GRUPPI DI SPECULATORI,ECC. ai brasiliani solo le briciole, forse!

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