CACCIATORI ALTA VALSUSA, IL PRESIDENTE DEL CATO2: “PROPAGANDA POLITICA DA BERIA E COURT, SONO UNA MINORANZA”

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di MARCO CENNI (Presidente del Comitato di Gestione CATO2-CATO3)

ALTA VALSUSA – Spiace constatare come la propaganda politica di pochi trovi così ampio spazio anche sui media e quindi mi si conceda una breve replica. I fatti sono ben diversi da quelli sbandierati a puro titolo strumentale dal Presidente dell’Unione Montana Valli Olimpiche Beria d’Argentina e dall’Arch Court nell’articolo pubblicato ieri da Valsusaoggi.

Queste persone sono componenti del Comitato di gestione del CATO2-CATO3 ma continuano a rappresentare soltanto una fazione politica rivendicando, a prescindere da tutte le realtà oggettive, un ruolo di autonomia e di identità dell’Alta Valsusa soltanto perché, visto che siamo in democrazia, non sono stati eletti alla presidenza dell’Ente.

Agli atti non vi è un solo documento che possa comprovare le contrarietà espresse nell’articolo di ieri se non, ma siamo sempre nel solito ambito politico, un paio di lettere di sindaci dell’alta valle alle quali peraltro sono seguiti utili e cordiali incontri chiarificatori con il sottoscritto. Beria e Court dimenticano di elencare le attività e iniziative portate avanti dal Comitato di gestione che presiedo a favore di tutto il territorio dell’Alta Valsusa.

Tra queste segnalo la prevenzione danni all’agricoltura con le recinzioni elettrificate concesse in comodato gratuito, mai adottata in passato e invece avviata, con un notevole impegno economico, da quando esiste il Comitato di gestione accorpato, le opere di miglioramento ambientale finanziate con fondi comprensoriali (tra queste segnalo il contributo di circa 13.000 euro fornito quest’anno al CAI per il ripristino dell’importante sentiero attrezzato “Brigata Alpina Taurinense” nel Comune di Oulx e di cui hanno parlato tutti i principali organi di informazione: https://www.caipiemonte.it/2021/09/03/sentiero-attrezzato-brigata-alpina-taurinense/) ricordando che senza il contributo del CATO2 l’opera non avrebbe potuto essere effettuata, la maggior tutela del patrimonio faunistico visto che, grazie anche alla collaborazione dei nostri tecnici e di un illustre esponente del mondo universitario, è stata proposta e adottata la diminuzione dei tassi di prelievo degli ungulati, in considerazione della presenza ormai consolidata del lupo, e sono stati istituiti i distretti di gestione dei galliformi alpini per una più efficace protezione alle singole popolazioni, l’adozione di criteri meritocratici per le assegnazioni degli ungulati di selezione finalmente trasparenti e oggettivi, i risparmi di spesa adottati nella gestione delle varie attività (utenze telefoniche, assicurazioni, riscaldamento, comunicazioni, personale, ecc..) grazie ai quali si sono potute calmierare anche le quote di partecipazione versate annualmente dai cacciatori e quelle per i trofei dei cervi, un tempo riservati ad una classe elitaria.

Non ci risulta che i cacciatori dell’Alta Valsusa, a parte una sparuta minoranza, si siano lamentati per queste cose, anzi sono moltissimi quelli che si sono complimentati personalmente per l’impostazione adottata da qualche anno. Così come non ci risulta che agricoltori o semplici cittadini che ancora coltivano piccole porzioni di terreno siano scontenti se gli abbiamo finalmente offerto batterie, picchetti e filo elettrificato per limitare i danni da fauna selvatica.

E nemmeno ci risulta che le associazioni ambientaliste oppure semplici cittadini ed escursionisti si siano lamentati per le attività messe in opera nel campo dei miglioramenti ambientali e della sentieristica montana alla quale abbiamo destinato parte dei fondi a bilancio grazie anche all’impegno e interesse del nostro Vicepresidente Piero Scaglia di Bardonecchia, rappresentante del CAI nel Comitato di gestione, che il sottoscritto ha proposto alla vicepresidenza in quanto il CAI è la maggiore associazione ambientalista italiana e per avere anche la rappresentanza di un componente dell’Alta valle ai vertici del Comitato di gestione.

E nemmeno ci risulta che l’Amministrazione regionale con la quale intercorrono rapporti collaborativi e costruttivi sia scontenta della gestione tecnica e amministrativa sinora attuata visto che mai è stato sollevato alcun appunto ai piani di prelievo proposti, ai regolamenti adottati e alle deliberazioni assunte e regolarmente pubblicate in un’ottica di massima trasparenza.

Infine, per quanto riguarda i due casi specifici citati nell’articolo di ieri, preciso che il ricorso al Tar proposto dal Comune di Cesana Torinese a favore di un’area di caccia specifica non rinnovata dal Comitato di gestione sarà discusso nella camera di consiglio del prossimo 5 ottobre (quindi non è vero che sono già state riconosciute le ragioni del Comune) mentre la decisione di consentire la presentazione dei capi abbattuti al Centro di controllo di San Giorio di Susa riguarda soltanto il territorio dei comuni di Chiomonte, Exilles, Giaglione e Gravere (quindi evidenzio nuovamente come le informazioni date da qualcuno siano sempre incomplete e pro modo sua) e si tratta di una questione esclusivamente logistica e di agevolazione, intesa come risparmio di tempo ed economico, per chi dalla parte bassa del CATO2 sta rientrando alla sua residenza e non deve risalire la valle fino a Beaulard.

Quindi, di nuovo, un’iniziativa di buon senso e apprezzata ai nostri utenti, viene contestata a prescindere ed evidentemente strumentalizzata per altri fini.

 

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5 COMMENTI

  1. Ma per evitare tutto questo,basta abolire la caccia…invece che uccidere animali indifesi Sparatevi un colpo da soli!!!!

  2. chiamare le cozze come cavolo vi pare, non ti eri perso al casello dell’autostrada? ci speravo tanto. speriamo per la prossima volta magari con gabriele 2

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