CANTIERE TAV DI CHIOMONTE E SALUTE: “NON SIAMO TRANQUILLI” / IL COORDINAMENTO SANITARIO VALSUSA CONTESTA LA VALUTAZIONE DEL PROF. PIRA

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Il dottor Tomalino, componente del Coordinamento Sanitario Val Susa

RICEVIAMO DAL COORDINAMENTO SANITARIO VALLE DI SUSA

Dopo l’incontro di presentazione dei dati sulla VIS (Valutazione di Impatto Sanitario) condotta sul cunicolo della Maddalena dal Prof. Pira, sulla base dei dati di monitoraggio forniti da TELT, ci sentiamo in dovere di precisare alcune questioni. L’incontro di cui sopra è avvenuto nella sede dell’Ordine dei Medici di Torino, un terreno per così dire “neutrale” ed era un incontro a porte chiuse, fra soli medici. Ci è quindi molto dispiaciuto che la notizia sia apparsa su alcuni giornali, in articoli che sbandierano l’assenza di ogni rischio per la salute e nei quali si potrebbe leggere, tra le righe, il nostro assenso a questa interpretazione. Perchè così non è. Ci vediamo costretti a entrare pubblicamente nel merito della VIS con le seguenti considerazioni, che sono state già espresse durante l’incontro con il Prof. Pira:

1- nella VIS viene definito come ante operam il periodo gennaio-dicembre 2012; il monitoraggio di molti inquinanti, tra cui il particolato, è iniziato solo a marzo 2012 (per l’amianto addirittura dopo); ad aprile 2012 sono iniziati i lavori di allestimento del cantiere, mentre l’area era già occupata dalle forze dell’ordine dal 2011; per la maggior parte del periodo di ante operam, se non per la sua totalità, si sono quindi svolte nell’area attività lavorative, mentre secondo le Linee Guida ministeriali questa fase deve concludersi prima dell’inizio delle attività; quindi non è stato eseguito un monitoraggio ambientale ante operam vero e la sua assenza non consente di valutare l’entità dell’inquinamento prodotto dai lavori;

2 – nel giudicare la pericolosità dei livelli di inquinanti, nella VIS si fa sempre riferimento al rispetto dei limiti di legge, ma questi non sempre coincidono con livelli di sicurezza per la salute pubblica , come nel caso delle polveri sottili, per le quali, secondo l’OMS, sono già evidenti danni alla salute per esposizioni a concentrazioni molto al di sotto dei limiti di legge; è evidente che, non disponendo dei valori ante operam, non è possibile valutare la pericolosità di livelli di inquinanti contenuti nell’ambito dei limiti di legge;

3 – ciononostante i livelli di PM2,5 sono quasi raddoppiati nel 2013 rispetto al 2012 a Chiomonte (avvicinandosi molto alla soglia di legge dei 25 mcg come media annuale), ma il monitoraggio di queste polveri sottili è stato interrotto a luglio 2013, senza che ne siano chiari i motivi;

4 – i dati sulla salute della popolazione in corso d’opera, al momento molto preliminari, contengono comunque alcuni elementi che andrebbero verificati e approfonditi in futuro, prima di esprimere un parere.

Per le suddette considerazioni non possiamo certamente dirci tranquillizzati. Ci auguriamo inoltre che in futuro si evitino dichiarazioni provocatorie come quelle rilasciate da Paolo Foietta, che parla di “allarme procurato”, o dal ministro Galletti che parla di pericolo amianto “inesistente”. Il ministro ha scoperto che sotto il massiccio d’Ambin non c’è amianto; i medici della valsusa lo sapevano già nel 2005, infatti i timori erano riferiti soprattutto al tracciato in sinistra Dora, poi abbandonato anche per questo motivo.

Sulla proposta di aprire un tavolo di confronto, sotto l’egida dell’Ordine dei Medici, faremo le nostre valutazioni, ma la parte più importante del monitoraggio sul cunicolo della Maddalena ormai è fatto e non si può tornare indietro. Nell’ipotesi di proseguimento dei lavori, sia alla Maddalena che in altri cantieri, auspichiamo una corretta raccolta dei dati di monitoraggio e maggiori garanzie, la più importante delle quali deriverebbe senz’altro dall’affidamento del monitoraggio ambientale, nelle sue diverse fasi, ad un ente indipendente e sopra le parti.

​​​​​​Il Coordinamento Sanitario Valle di Susa

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1 COMMENTO

  1. Aggiungerei un dettaglio.
    Il paludamento pseudo scientifico/deontologico della sortita pilotata da Telt è stato immediatamente smascherato dall’improvvida dichiarazione puramente mediatica del solito Arch. Foietta (curiosamente diminutivo di foia, Cfr. Treccani: eccitazione sessuale, fregola, calore frenesia, smania degli animali), affettuosamente traducibile con “voglietta di scopicchiare” nonché dell’acronimo di Freedom of Information Act ovvero D.lgs. 25 maggio 2016 n. 97 art. 5, provvedimento che dovrebbe facilitare l’accesso ai dati della pubblica amministrazione rimasto ad oggi inapplicato.
    Quasi una burla pensando all’ostinata reticenza di Ltf, antenata di Telt, e dell’Osservatorio.

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