CARA REGIONE, QUANTA SUPERFICIALITA’ SULLA PISTA DI BOB: A CESANA INTERESSA IL FUTURO DELL’IMPIANTO, NON IL SITO ARCHEOLOGICO

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn

di ROBERTO SERRA

Leggendo l’intervento pubblicato da ValsusaOggi del Consigliere Regionale a 5 Stelle Francesca Frediani, sulla pista di bob e il sito archeologico, ho avuto un attimo di disorientamento e mi son domandato: “Ma di che pista si parla?”.

Personalmente come Sindaco di Cesana nel periodo Olimpico mi sento tirato in causa e quindi diventa doverosa una ricostruzione onesta e reale di quanto avvenuto.
Uno dei limiti di certi politici (ahimé che si dimenticano che dovrebbero fare gli amministratori perché è per questo che sono stati votati o nominati!!!) è di affrontare i problemi senza una precisa cognizione di causa o con una superficialità disarmante.

Non entro in merito alla polemica, ma mi limito con la massima precisione possibile a ricostruire quanto successo.
Tralascio – anche se sarebbe necessario approfondire molto di più l’argomento – del perché Cesana nel 2002 fu scelta quale località per la costruzione della Pista di Bob e gl’impegni assunti, ma siccome l’argomento per tutti è piuttosto scottante è meglio ripiegare sulle tombe di pastori o forse di soldati del IV d.C.

Necessaria è comunque la ricostruzione del succedersi degli eventi e le conseguenti decisioni: dopo aver individuato prima Beaulard e dopo Oulx/Sauze quali sedi per la pista, si arrivò Cesana oramai con l’acqua alla gola e con l’imperativo di essere operativi nell’inverno 2004/2005 (test event necessario per l’omologazione della pista).

Pur non avendo il Comune competenza diretta nella realizzazione, sia il sottoscritto che tutto lo staff tecnico dirigenziale comunale seguì passo a passo la costruzione.
Per quanto riguarda l’area archeologica in oggetto, devo innanzi tutto ricordare a chi fa finta di non saperlo che nell’organico di sorveglianza imposto dall’ente appaltante (Agenzia Torino 2006) era prevista la presenza sistematica di un archeologo sul campo.

Inoltre l’area interessata non è mai stata interessata dal tracciato della pista, ma è emersa su un pianoro posto a lato della pista e destinata ad area di parcheggio di mezzi e strutture olimpiche temporanee, da ripristinare dopo l’evento.

In corso dei lavori di livellamento del terreno affiorarono reperti archeologici attribuibili come detto a tombe di pastori o soldati databili attorno al IV secolo d.C. Immediatamente i lavori in quell’area furono sospesi e la Direzione Lavori, l’Agenzia Torino 2006 e il TOROC, comunicarono al Comune di Cesana, alla Soprintendenza di Stato settore Archeologico, alla Provincia (proprietaria della pista) e alla Regione l’avvenuto ritrovamento.

Di conseguenza fu immediatamente convocata la conferenza dei servizi per le decisioni del caso. Il sito fu messo immediatamente in sicurezza e vennero avviate tutte le procedure per garantire la massima tutela del ritrovamento, sotto la costante direzione e presenza in loco del servizio archeologico.

Il ritrovamento ebbe il massimo riscontro pubblico e fu ripreso sulla stampa non solo locale.
Dopo numerosi sopralluoghi e riunioni ufficiali in Cabina di Regia e in Conferenza dei servizi, fu deciso visto i tempi limitati per la realizzazione dell’impianto di bob di recintare l’area e di estrapolarla dal contesto. Contemporaneamente su direttiva della Soprintendenza e con la sorveglianza diretta sul terreno di uno staff di archeologi i reperti furono ricoperti di terreno e rimandata l’operazione di recupero al periodo post Olimpico.

Ovviamente quanto sopra è desumibile dai verbali ufficiali della Cabina di Regia (Regione), Conferenza dei Servizi (Regione), TOROC e Agenzia Torino 2006.

Mi permetto quindi al termine di questa doverosa precisazione, di riprendere il discorso del ruolo della politica e del politico.

La pista di Bob è certamente il più importante problema del post Olimpico,
alcuni dati significativi da sempre di pubblica conoscenza possono rendere l’idea:
1) Costo previsto 60 milioni di € costo a consuntivo 107 milioni di € e forse non bastano
2) Costo di smantellamento ipotesi prevista in analisi di progetto in conferenza dei servizi 16 milioni di €
3) Costo di gestione annuo (perdita secca) 600 000 €, sia che l’impianto funzionasse o che rimanesse fermo, Costo valutato e accettato da tutti
4) La scelta dell’ammoniaca fu attentamente ponderata e confermata come unica possibilità per garantire gli standard di raffreddamento richiesti
5) Impegno da parte di Stato, Regione, e Provincia di mantenere funzionante l’impianto fino al 2021 (15 anni)
6) Politici e Rappresentanti d’Istituzioni che parteciparono e sottoscrissero gli impegni:
Ministro Frattini, Onorevole Pescante (Sottosegretario), Generale Della Salvia, Presidente CONI Carraro, Presidente FISI Coppi, Presidente Regione Ghigo fino al 2004 poi Presidente Mercedes Bresso, Presidente Provincia Mercedes Bresso poi Presidente Saitta, Ect ect…..

Come è possibile riscontrare il parterre è veramente composto di nomi illustri e tuttora sul palcoscenico politico, eppure, sono trascorsi 8 anni dalle olimpiadi e il fiore all’occhiello di questi signori di allora è appassito o è passato di moda, la memoria è labile e gli impegni nell’italico marasma sfumano e dimenticando o ignorando volutamente il passato qualcuno si risveglia per scrivere e sceneggiare un altro film.

Certamente il sito archeologico è importante ma fortunatamente l’abbiamo preservato, forse è meglio lasciare per tempi migliori la possibilità di riportarli all’onor del mondo (scusate il gioco di parole).

Non giochiamo scenograficamente su un qualcosa si importante, ma non assolutamente compromesso, spostando l’attenzione dell’opinione pubblica dal problema per distrarla dalla scelta di: “COSA FARE DELLA PISTA DI BOB?”

Ovviamente il Comune di Cesana molto coerentemente ha cercato in passato soluzioni anche se in certi casi quasi ingenue quali un consorzio di albergatori che si faceva carico assieme al Comune della gestione, e commercializzazione tecnica e turistica della struttura. Riporto questa proposta per dimostrare quanto comunque la realtà locale ci teneva e ci tiene all’opera e a tutto quanto è connesso. La domanda comunque sorge spontanea dove sono finiti quei signori sopra elencati?

Mah sembra che abbiano altro da fare…

Trovo pertanto quasi offensivo che da parte di un esponente politico regionale nonché neo Assessore al Turismo e Cultura vengano affermazioni del tipo gli “uffici regionali non sono mai stati coinvolti nei tavoli di lavoro per la realizzazione della pista.”
Tradotto dal solito sfumato e pilatesco linguaggio politico, “ sfumiamo la risposta e sfiliamoci…”

Invito pertanto l’Assessore di munirsi di pazienza – magari anche studiare un po’.
Consultare i funzionari che partecipavano alla conferenza dei servizi e con buona volontà rileggersi i verbali e le decisioni prese in conferenza dei servizi.
Colgo comunque l’occasione per un doveroso riconoscimento alla competenza e l’abnegazione di quei funzionari che allora con massima professionalità permisero di realizzare le “migliori Olimpiadi Invernali”.

Come Assessore coglierei l’occasione invece di affrontare il problema del futuro della pista, Cesana lo pretende, Mi permetto che di ricordare che Cesana ha messo a disposizione per la realizzazione della pista una delle più belle aree di tutta la Valle di Susa e non solo, a fronte di promesse tutte disattese, Cesana si ritrova sola, con una pista in abbandonata e disfacimento.

Pertanto non glissiamo anche sui problemi secondari, la governance di un territorio si fa affrontando i problemi, ricompattando lo staff (le assicuro che ha una ottima squadra).

Contestualmente dalla Consigliera Frediani mi sarei aspettato un intervento concreto, con proposte di sostanza visto che fra l’altro vive in Val di Susa e che la stessa dovrebbe conoscere come le sue tasche. Invece di usare ogni argomento con toni scandalistici per fare polemica superficiale e distorta solo per parlare l’ennesima volta del consueto monotema antiferroviario.

Non basta “sfogliare” Google per conoscere la storia e i fatti. Anche un bel salto in biblioteca o parlare con chi ha i capelli bianchi forse darebbe risultati, se uno volesse però davvero informarsi. Certamente e per fortuna il sito archeologico ha dormito per 1600 anni, e per questo può resistere ancora qualche anno.

L’Alta Valle come anche la Bassa Valle hanno bisogno di concretezza, managerialità, intraprendenza e non di sterili e scenograficamente modeste iniziative.
Qualcuno ci ricorda che quando Bisanzio bruciava in Senato si disquisiva sul sesso degli angeli…?


Roberto Serra

Sindaco di Cesana durante le Olimpiadi 2006

FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

2 COMMENTI

  1. Al cittadino “Luigi”
    La sua ironia mi sembra pateticamente pretestuosa, non dimentichi che scherzare sul pane è veramente di cattivo gusto, le consiglierei un pò meno di ambiguità e più impegno propositivo.
    Cordialmente la saluto e mi permetto un ultimo e piccolo rilievo: perchè si nasconde dietro ad nome e non s’identifica mettendoci la faccia. Certamente i suoi apprezzamenti sarebbero molto più presi, forse, in considerazione.
    roberto serra sindaco di Cesana Torinese nel periodo Olimpico

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.