CARABINIERE UCCISO, PROF DI GIAVENO SCRIVE FRASE SHOCK: “COLPO IN TESTA AL REO”

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Patrizia Starnone, la prof di Giaveno sull'americano arrestato: «Dovevano sparargli in testa»

di CORINNE NOCERA

GIAVENO – “È scioccante il fatto che sia stata scattata, pubblicata e che qualcuno si indigni pure dopo l’efferato crimine perpetrato contro il nostro carabiniere. Cari agenti delle forze dell’ordine, quando è necessario e non vi è altra scelta un colpo in testa al reo, come fanno in ogni altro Paese”. È questo il post pubblicato su Twitter da Patrizia Starnone, 46enne torinese che insegna Diritto al liceo Pascal di Giaveno. Dopo il caso della docente novarese Eliana Frontini che ha esultato sui social per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, un’altra docente, questa volta di Giaveno, finisce nel mirino per un commento su Twitter di domenica 28 luglio. Una replica immediatamente diventata centro di critiche sui social.

L’insegnante ha infatti invitato le forze dell’ordine a valutare “un colpo in testa al reo, come fanno in ogni altro Paese”. Come riporta Tgcom 24 “il messaggio di Patrizia Starnone è comparso sotto il post nel quale la Lega chiedeva che cosa i follower pensassero della foto dell’americano bendato durante l’interrogatorio in caserma”. Al quotidiano Repubblica la professoressa (che fino al 2012 ha esercitato come avvocato) ha spiegato che nel suo intervento si riferiva “non alla foto, ma al massacro di un carabiniere in servizio. È in un caso di pericolo come quello che, dico, le forze dell’ordine, hanno il diritto di intervenire, come scelta estrema con l’uso delle armi. Lo dice anche il codice penale: l’uso delle armi è consentito quando non ogni altro mezzo non è più sufficiente a tutelare la persona”.

LA LETTERA DELLA PROF DI GIAVENO: “NON MI RIFERIVO AL RAGAZZO BENDATO”

La donna si giustifica dicendo che avrebbe potuto scegliere dei vocaboli meno “coloriti”, ma questa spiegazione non è bastata per placare gli animi dei tanti utenti social. Infatti dichiara che sarebbe stata costretta a blindare il profilo Twitter per i continui insulti diffamatori, anche su Instagram.

“La mia colpa è aver difeso le forze dell’ordine. Procederò legalmente perché esser equiparata a chi ha offeso l’onore, il decoro, la dignità di un giovane carabiniere brutalmente massacrato, chi ha offeso l’intera Arma dei carabinieri e la famiglia della vittima, non può essere assolutamente equiparato al mio tweet che è stato strumentalizzato. Credo che nei miei confronti sia stato usato un comportamento squadrista”, riporta a Tgcom 24.

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18 COMMENTI

  1. Penso ai sudditi di Trump, come trattano i prigionieri …….sospetti di terrorismo e non a Guantanamo………Riguardo alla foto dell’omicida bendato, non mi esprimo per non essere denunciato….Il mio pensiero va ai familiari colpiti da queste tragedia.

  2. con la bravata fatta dai carabinieri di pubblicare questa fotografia, si sono giocati il risultato del processo…ora gli USA faranno la stessa pressione che hanno fatto la Knox, e questi due delinquenti torneranno a casa sani e salvi… non viviamo nel Medioevo, ci sono dei diritti da rispettare, i carabinieri non possono torturane nessuno, neanche umiliandolo con delle fotografie come quella… gli interrogatori devono svolgersi nel rispetto dei diritti umani, sarà poi il tribunale a decidere quanto tempo questi due devono stare in galera… solo che purtroppo si sta diffondendo l’abitudine di chiamare i giornalisti anche quando non è necessario e pubblicare foto come questa anche attraverso i social… Intanto il ragazzo non doveva essere bendato, e doveva avere un avvocato, e poi siamo l’unico Paese al mondo dove i processi si fanno sui giornali o in tv a quarto grado, e così vengono pubblicate o diffuse notizie riservate che dovrebbero restare all’interno dei tribunali… Ora vedrete se non andrà a finire come con Amanda Knox, e se la sono cercata purtroppo, pubblicando quella orribile foto. E così, purtroppo, il carabiniere ucciso difficilmente otterrà giustizia, quando invece questi ragazzotti dovrebbero beccarsi l’ergastolo.

    • Contatti i gestori del social e fai denuncia ai Carabinieri, credo che sia facile verificare da quale indirizzo ip e computer sia partito il post. Io a scanso di equivoci pubblicherei pure copia della denuncia così si calmano tutti i commentatori. Comunque nessuna delle 2 insegnanti ha negato di averlo scritto il commento “incriminato”.

  3. Piccoli salvini crescono.
    Se il corpo insegnanti del nostro sventurato Paese è arrivato ad esprimere elementi di questo genere forse potrebbero salvarci gli operatori scolastici (un tempo bidelli), affidandogli l’incarico di distribuire settimanalmente qualche benevola e salutare botta in testa in sala professori.

  4. Credo che di strafalcioni ne siano stati scritti troppi, incuranti che la vera vittima e quel povero carabiniere.
    NON si e parlato dei grandi quantitativi di droga che entrano nel nostri paese, dei parassiti di spacciatori che la smerciano, dei drogati che ne fanno uso ecc.
    Sulla lente di ingrandimento solamente le professoresse, che hanno espresso il loro diritto d’opinione, e quel povero carabiniere che ha messo la benda negli occhi a quel ragazzo per coprire i dati sensibili. Benvenuti in Italia,
    orgogliosi di essere italiani.

    • Ma non sarà mica così ingenuo da pensare che lo abbiano bendato per proteggere i dati sensibili… quali dati sensibili? mica lo avranno messo dietro la scrivania davanti al video del computer… è stata una ritorsione fatta per la rabbia del collega ucciso, solo che si sono dati la zappa sui piedi da soli… il povero carabiniere morto merita giustizia, ma adesso gli USA cominceranno ad appellarsi ai diritti umani e come Amanda Knox, i ragazzotti torneranno in patria da eroi… bisogna imparare a rispettare le regole, a esercitare autocontrollo anche quando non è facile, allora forse un bell’ergastolo ai due statunitensi drogati non lo levava nessuno…

  5. Dimostrare che i diritti garantiti dall’art. 21 della Costituzione hanno leso altri diritti ovvero questi ultimi sono prevalenti non sarà semplice. Nell’ultimo trentennio la nostra nazione è stata più volte vituperata ogni qual volta è stato commesso il reato di vilipendio.
    L’essere parte del miur non corrisponde all’essere rei sempre e comunque ovvero al non potere esprimere le proprie opinioni. Nel caso di specie il soggetto non ha disposto un insegnamento esecrabile in virtú del proprio titolo accademico ed in sede di lezione. Manca il locus commissi delicti come pure l’animus nocendi. Altresí manca la parte offesa. Mi chiedo se mancando la fattispecie di reato come possa venire instaurato un procedimento. Va ricordato infatti che l’opinione non condivisa non crea automaticamente un danno. In tal senso, se qualcuno vedesse leso un proprio interesse, avrebbe l’onere di prova della lesione dell’interesse di propri diritti della personalitá ovvero di diritti assoluti che rimandano a responsabilità extra contrattuale per illecito civile ( 2043 cc e ss). I reati di opinione talvolta cessano di essere tali in sede di diritto di cronaca oppure per notorietà del fatto e dei protagonisti. Ancora, c’è attualità di quanto parzialmente scritto seppure usando metafore e allegorie di discutibile adiacenza letterale alla sanzione per i reati commessi dagli imputati. Il contesto letterale sui social è libero. A scuola no. Attenzione: salvo alcuni casi di legge non è permessa la censura. In conclusione il fatto non costituisce reato. Ne è leso l’interesse del lettore che puó liberamente scegliere di non leggere più l’autore. Saluti.

    • Se sei un insegnante lo sei anche quando sei in vacanza, e non è un bell’insegnamento per dei ragazzi bulli e già fin troppo violenti nelle scuole, una professoressa che dice di sparare….

  6. Quante PIPPE per una benda in Italia. Abbiamo problemi più seri. Andiamo oltre!!
    Ps: da un sondaggio svolto negli ultimi mesi, le forze dell’ordine nel nostro paese sono al primo posto tra le istituzioni, come fiducia e affidabilità.

  7. se non ci fosse per la vita di un uomo ucciso sul lavoro cui deve andare tutto il nostro rincrescimento e rispetto tutta questa bruttissima faccenda si è sviluppata e gestita come una commedia all’italiana . Partiamo dall’inizio : due carabinieri in borghese e fuori dalla loro giurisdizione si avvicinano in piena notte a due ragazzi su cui avevano avuto una soffiata , stando alle cronache , chiedono i documenti senza farsi prima riconoscere e come prevede l’ingaggio in uso a tutte le forze dell’ordine al mondo , mentre uno presentando il tesserino chiede i documenti , l’altro agente deve rimanere qualche passo indietro e defilato dal collega con la pistola in mano rivolta verso il basso . Questa prassi oltre essere normale in quelle circostanze avrebbe evitato la morte per accoltellamento del carabinere che è stato colpito ben 8 volte quindi un tempo infinito che avrebbe dato modo di reagire all’altro carabiniere se preparato . Basta visionare i filmati su youtube per vedere come si comportano le forze dell’ordine di altri paesi in situazioni anche meno pericolose di questa . Poi con molta efficienza i due presunti colpevoli vengono arrestati e sottoposti ad interrogatorio e qua si piomba nell’assurdo , occhi bendati che potrà essere una coercizione (una volta veniva usata la luce sul viso per ore e senza interruzione) deprecabile ma non invalidante ne dolorosa , poi cadiamo nella più assurda follia della foto in questione pubblicata sui social (qui esce fuori la pericolosità dei social con il più becero esibizionismo) una vera asineria . Mi vengono in mente i forum degli ultimi mesi sulla Difesa Personale in caso di aggressione tra le mura domestiche , dove la maggior parte dei cervelloni intervenuti esprimevano l’opinione che non bisogna reagire ma unicamente chiedere intervento delle forze dell’ordine , GIUSTISSIMO , se però le forze dell’ordine arrivano in tempo (cosa in cui credo poco) e soprattutto sappiano gestire la cosa che alla luce dei fatti mi lascia dubbioso e questo anche se il ministro dell’interno aumenterà gli organici dei tutori della legge . Termino con il brutto pensiero che questo ragazzotto di buona famiglia e con potenzialità economiche notevoli e quindi con principi del foro a disposizione che saranno avvantaggiati dalle asinerie fotografiche , se ne ritornerà sulle spiagge della California ridendosela degli Italiani che oltre alla pizza e mandolino garantiscono impunità ai delinquenti d’oltre oceano . Però da italiano amo pensare che questo ragazzotto visto il suo comportamento da delinquente troverà nel suo paese uno spacciatore che lo prenderà a coltellate o un tutore dell’ordine che userà finalmente una calibro 9mm mettendo fine alla sua inutile vita perché la giustizia arriva sempre e nelle forme più impensate

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