CARENZA DI MEDICI, TURNI MASSACRANTI E PROBLEMI: CONTINUA L’ODISSEA DELL’OSPEDALE DI SUSA

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Fuga di medici e carenza di personale, turni sempre più massacranti e servizi sempre più difficili da mantenere. L’odissea per l’ospedale di Susa non è mai finita. A lanciare l’allarme è la consigliera regionale valsusina Stefania Batzella, del Movimento 5 Stelle, che tra l’altro lavora nello stesso ospedale come ostetricia.
L’8 agosto ha effettuato un sopralluogo ufficiale, in veste di consigliere, proprio nel presidio ospedaliero valsusino, per verificare in prima persona i problemi della struttura sanitaria, l’unica del genere rimasta attiva dopo la chiusura di Avigliana e Giaveno (ormai ridimensionati a poliambulatori).

“Si è svolto un colloquio con il direttore sanitario e il direttore intersede – ha spiegato la consigliera in un comunicato – i quali hanno dimostrato apertura al dialogo e al confronto con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi e dell’assistenza”.

“E’ sempre più grave la carenza di personale di comparto ed in particolare quello medico – afferma Stefania Batzella – i medici anestesisti sono appena cinque (più il primario) mentre dovrebbero essere quantomeno otto per poter lavorare in condizioni ottimali. Sono sottoposti a turni massacranti poichè devono occuparsi di vari servizi quali Pronto soccorso, sala operatoria, prestazioni ambulatoriali e di reparto in caso di urgenza. La situazione non cambia per quanto riguarda i medici chirurghi ed ortopedici, i quali presentano una carenza di almeno 4 unità per ciascuna categoria. Il tutto comporta una riduzione di servizi e prestazioni oltre all’allungamento dei tempi di attesa”.

Nessuna buona novità neanche per il punto nascite, argomento al centro dell’ultima campagna elettorale delle comunali di Susa. “Persiste la scarsa affluenza delle gestanti – aggiunge la consigliera – di conseguenza il numero di parti è diminuito drasticamente, poiché le utenti che presentano fattori di rischio vengono indirizzate al presidio sanitario di Rivoli. Queste condizioni determinano un minore afflusso anche per le gestanti che non presentano complicanze. E’ necessario dunque intervenire tempestivamente per rilanciare e potenziare un reparto che fino a due anni fa era il fiore all’occhiello dell’ospedale di Susa”.

Ma la questione ospedale non si esaurirà con una visita ad agosto: la Batzella intende chiedere un nuovo incontro sulla questione Susa, interpellando direttamente il direttore generale dell’AslTo3, Gaetano Cosenza: “L’assessorato regionale alla Sanità insieme al direttore generale . Cosenza ed al direttore di struttura Chiappa dovranno cercare soluzioni adeguate attraverso nuovi progetti, protocolli meno rigidi ed iniziative di informazione alla popolazione per rilanciare l’attività di reparto, di sala parto ed ambulatoriale. Sarà mio compito continuare a vigilare sul buon funzionamento del presidio ospedaliero che rappresenta il punto di riferimento dell’ intera valle di Susa fondamentale per garantire a tutti i cittadini il diritto inalienabile alla salute, alla cura ed all’assistenza”.

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