CASELETTE DEDICA LA SALA CONSIGLIARE A BRUNO CACCIA

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dall’UFFICIO STAMPA DEL COMUNE DI CASELETTE

CASELETTE – La sala consigliare è stata intitolata al Procuratore Bruno Caccia. Da un’idea del Consiglio Comunale dei Ragazzi, l’amministrazione comunale ha colto l’occasione per dedicare un luogo simbolo del paese ad una figura così importante.

Una decisione presa per due ragioni specifiche – ha spiegato il sindaco Pacifico Banchieri – la prima per l’input arrivato dai ragazzi dell’istituto comprensivo che compongono il consiglio comunale, la seconda perchè lavoriamo da tempo per dare segnali sulla legalità. Lo facciamo aiutati in maniera significativa dall’associazione calabresi e coordinandoci con il Comune di Alpignano. Dedicando la nostra sala a Bruno Caccia, ucciso nel 1983 dall’n’drangheta, vogliamo dare un segnale importante che parte da Caselette, ma riguarda tutto il territorio per dire che noi ci opponiamo alle infiltrazioni mafiose“.

Andrea Oliva, sindaco di Alpignano: “Per raccogliere dei buoni frutti, bisogna prima trattare bene il terreno e seminare. Noi amministratori prima di tappare le buche nelle strade, dobbiamo concimare tre aspetti: civile, culturale ed educativo“.

Istituto comprensivo che poi è intervenuto con la vicepreside Wilma Gallo e il sindaco dei ragazzi Emanuele Palermo: “Siamo onorati che la nostra proposta sia stata accolta. Un passo molto significativo per ricordare l’operato del Procuratore Bruno Caccia, simbolo di onestà e giustizia in tutte le sue forme“.

Pasquale Lo Tufo, presidente dell’associazione Calabresi di Alpignano-Caselette: “Grazie a queste amministrazioni che ci hanno accompagnato sempre in questi progetti sulla legalità. Promuoviamo la nostra terra d’origine per finanziare iniziative come questa, che per noi sono fondamentali. Anche perchè la Calabria è fatta sopratutto di persone per bene“.

Ha voluto esserci anche Giovanni Impastato, fratello di Peppino, assassinato nel 1978 dalla mafia: “Queste sono iniziative speciali perchè alimentano la nostra memoria storica. Ne abbiamo bisogno. Perchè attorno a me vedo sempre più persone indifferenti. Ed entrare in una fase di rassegnazione può portare al rischio di non uscirne più. Quindi incoraggiamo queste iniziative“.

Poi è toccato a Paola Caccia, figlia del Procuratore ucciso dall’n’drangheta: “Sono io che ringrazio voi. Un onore per me e la mia famiglia. È la prima volta che viene intitolata a mio padre una sala consigliare. Questo è molto significativo anche simbolicamente, qui si amministra e si prendono decisioni. Quando nella mia famiglia dobbiamo decidere, pensiamo sempre a cosa avrebbe fatto papà al nostro posto. Questo mi è sempre servito ad avere coraggio nei momenti difficili. Quello che è fondamentale è educare i ragazzi a capire che hanno delle responsabilità e che devono saper scegliere come comportarsi in base a valori importanti“.

Conclusione affidata a Nino Boeti, presidente del Consiglio Regionale del Piemonte: “Ho pensato molte volte che ci può essere una similitudine tra i partigiani e gli uomini che hanno dedicato la propria vita per garantire giustizia e legalità. Bruno Caccia fu il primo magistrato ucciso nel Nord Italia dalla mafia perchè era incorruttibile“.

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