CASELETTE E IL NUOVO PIANO REGOLATORE, L’ATTACCO DEI 5 STELLE: “LA MAGGIORANZA NON HA COINVOLTO LA POPOLAZIONE”

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riceviamo dal MOVIMENTO 5 STELLE CASELETTE

CASELETTE – Mercoledì 30 maggio si è svolto il consiglio comunale di Caselette. Tra i punti all’ordine del giorno spiccava l’approvazione del progetto definitivo del Piano Regolatore Generale Comunale.
Sugli organi di informazione locali è stato pubblicato un articolo redatto dall’ufficio stampa del Comune di Caselette che svilisce notevolmente l’intervento del Capogruppo del Movimento 5 Stelle Caselette Davide Meinardi. Riportiamo per diritto di cronaca qui di seguito la dichiarazione di voto integrale del consigliere Meinardi durante il consiglio comunale e rispediamo al mittente le estrapolazioni di frasi dette qua e là che sminuiscono il significato del suo intervento.

“Dopo 13 anni ed un paio di centinaia di migliaia di euro siamo giunti alla fine di un percorso che ci ha condotti al nuovo P.R.G.C. di Caselette. Ed è proprio da questo percorso che vorremmo cominciare l’intervento. Un iter poco condivisibile in quanto la stesura e lo sviluppo che definisce il futuro di Caselette ha visto poco coinvolgimento della popolazione sia in forma diretta che indiretta. È mancata, infatti, la partecipazione dei cittadini: in quattro anni una sola assemblea (peraltro molto a senso unico). È mancata la partecipazione delle opposizioni: informate sì, ma mai coinvolte ed ascoltate nonostante rappresentino più del 60% dei caselettesi. Non è mancata invece la partecipazione dei professionisti, si è pure fatto ricorso ad una staffetta avendo il primo architetto incaricato lasciato la sua funzione per una misteriosa “rottura del rapporto di fiducia con l’amministrazione”.
Non sono mancate le spese che sfiorano circa 200.000 euro. Non sono mancate le varianti parziali: altri costi. Lungaggini che ci hanno regalato otto varianti in attesa nella stesura del Piano Regolatore. E cosa abbiamo questa sera? Abbiamo un progetto di riqualificazione di un’area che prevede la possibilità di trasformazione da area industriale a residenziale, ottimo tentativo per evitare un ulteriore consumo di suolo, ma che, anche a detta degli stessi proponenti, è un’operazione difficilmente realizzabile tanto che si darà autorizzazione a costruire tre piani fuori terra, cosa del tutto inusuale per il nostro paese. Abbiamo un nuovo insediamento urbano laddove è sconsigliato costruire, tanto che i vincoli sono parecchi, un insediamento giustificato prima con la necessità di costruire una rotonda – e quindi richiedere una dismissione – poi con la necessità o la volontà di non far morire una borgata, quando invece leggiamo in un altro documento programmatico che è vostra intenzione limitare le nuove edificazioni a quelle zone già comprensive di servizi. Quanta coerenza! Abbiamo un conflitto di interessi, in questo momento infatti due – in realtà uno [n.d.r.] – consiglieri sono fuori dall’aula per un terreno che, secondo noi, non dovrebbe essere reso edificabile in quanto ultimo appezzamento di terra libero da poter utilizzare come congiunzione fra la parte bassa ed il centro del paese. Abbiamo un’ipotetica dismissione di un’area del parco del Castello Cays utile per una passeggiata primaverile, quando magari si potrebbe chiedere la parte a ridosso di viale Sant’Abaco e creare un parco di avvicinamento alla montagna. Scelte! Abbiamo una strada utile, questo sì, al decongestionamento di strada Contessa che andrà però a confluire presso un ulteriore nuovo insediamento urbano che ne vanificherà in parte la sua utilità. Per non farci mancare nulla, abbiamo infine una discriminazione sociale, riusciamo infatti a far costruire case di edilizia popolare laddove non sarebbe possibile realizzare case di edilizia residenziale per vincoli legati a regole sulla Salute, case costruite in deroga ai vincoli cimiteriali per capirci, come dire che per i meno abbienti i vincoli sulla salute contino meno, quindi case di edilizia popolare con vista cimitero e camera mortuaria e riduzione di un parcheggio che secondo noi andrebbe valorizzato e soprattutto utilizzato magari impedendo il parcheggio “selvaggio” in viale Sant’Abaco o a random in piazza Cays in barba a vincoli e divieti. Tutto questo, sempre a detta dei proponenti, perché è l’unico modo per recuperare un’area dove insistono tre capannoni in disuso. Se tutti ragionassero così avremmo un surplus di case del 200%. Non giudichiamo, anzi valutiamo sicuramente in modo positivo, quello che è stato fatto dal punto di vista tecnico, del riassetto e del riordino del territorio, ma qui la politica c’entra poco e il merito va ai professionisti. Cos’altro dire? È già stato detto molto in questi anni, vi abbiamo chiesto di ragionare assieme, vi abbiamo pregato di rendere la popolazione più partecipe, di coinvolgere attivamente ed ascoltare tutti i cittadini tramite un percorso condiviso. Ma voi no, dall’alto dei vostri 45 voti in più, come sempre, ve ne siete fregati, convinti di avere la verità in tasca. Ed eccoci giunti all’approvazione. In verità un paio di nostre osservazioni sono state accolte, ma come più volte ripetuto il Piano vi ha visti unici protagonisti e troppe sono le cose su cui non possiamo concordare. Giudichiamo quindi insufficiente, anzi, gravemente insufficiente questo Piano Regolatore per i motivi sopra esposti ed il nostro sarà un voto contrario.

È nostra intenzione organizzare una serata pubblica aperta a tutti i caselettesi nella quale illustrare quali erano le nostre proposte rimaste inascoltate dalla maggioranza.

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