
CASELETTE – Vent’anni di gemellaggio dal 2005 al 2025. Il rinnovo del patto di gemellaggio tra Caselette e la città ungherese di Ricse è stato sancito in una seduta straordinaria del Consiglio Comunale per ribadire questo legame di amicizia. In questi venti anni oltre 250 persone hanno partecipato agli scambi rafforzando i legami tra i due comuni. Il rinnovo del patto riafferma i valori di libertà, democrazia e solidarietà per un’Europa unita.
“In un’epoca di divisioni un segnale arriva dalla nostra Caselette e da Ricse – afferma il sindaco Pacifico Banchieri – Tutto questo nel nome e nel ricordo del sindaco di allora, l’indimenticato Sandro Dogliotti. Venti anni fa una sfida, due piccoli paesi, lontani, con lingue diverse e apparentemente senza nulla in comune, ma con la voglia di condividere. Una sfida che abbiamo vinto, perché si è creato un grande rapporto di fratellanza e vogliamo continuare. Grazie Ricse”. A rafforzare questo legame il lavoro di Simona Musso, Assessora con delega al gemellaggio: “Tra Caselette e Ricse un legame che da due decenni unisce due territori, due popoli, due storie che, pur distanti geograficamente, hanno trovato nella cultura e nella fraternità una via per camminare insieme. Non è un gesto scontato o simbolico: il rinnovo del patto di gemellaggio rappresenta un atto di volontà condivisa, di riconferma di un’amicizia autentica, di una visione che guarda oltre i confini, oltre le differenze, e che si radica nei valori più profondi della convivenza, della solidarietà e dello scambio. Vogliamo che le nuove generazioni di Caselette e di Ricse possano crescere sapendo di appartenere a qualcosa di più grande, sapendo che ci sono luoghi lontani che li aspettano, pronti a condividere esperienze, sogni, percorsi”. L’Assessora poi conclude: “Che questo patto rinnovato sia non solo una firma, ma un impegno sincero e profondo. Che ci accompagni, ci ispiri, ci spinga a fare sempre di più per una cultura della pace, dell’unità e della fratellanza tra i popoli”.
L’idea di un gemellaggio a Caselette nacque nel 2004 per volontà dell’Amministrazione Sandro Dogliotti insediatasi in quell’anno e che l’aveva inserita nel proprio programma elettorale per attuare progetti innovativi di intercultura e di apertura della comunità verso una dimensione europea. L’Amministrazione Dogliotti, per affrontare il complesso iter burocratico che ciò comportava, si avvalse della consulenza della dottoressa Laura Gaudenzi, esperta in legislazione europea ed europrogettazione e dell’interprete Krisztina Egner. In breve tempo il progetto vide la luce.
“Fin dall’inizio il progetto mirava a cercare un paese appena entrato nell’Unione Europea e l’Ungheria era fra questi – ricorda Laura Gaudenzi – Il sindaco di Ricse, István Vécsi, attraverso la sua attività di politica internazionale, aveva già avuto modo di partecipare in più occasioni ad iniziative sul territorio torinese. In una di queste occasioni Collegno lo ospitò a Caselette nell’allora foresteria del Castello Cays. Il sindaco Vécsi passeggiò in solitaria e in incognito anche per le strade del nostro paese e vi trovò delle analogie con il suo piccolo comune, tanto che maturò l’idea di chiedere la possibilità che si creasse un gemellaggio fra le due comunità. Nell’agosto 2004 giunse a Caselette la sua richiesta formale in tal senso, richiesta che fu subito accolta con interesse. Nell’aprile 2005 una delegazione di Ricse venne a Caselette per siglare il Patto di Gemellaggio e nel mese di giugno una delegazione di Caselette si recò a Ricse per la sigla del patto di reciprocità”.
Così iniziò tutto. “Racconto questa storia e vorrei la si leggesse come una storia d’amore – sottolinea Laura Gaudenzi – Oggi, in un contesto europeo molto difficile, problematico, distante dal quadro politico che caratterizzava la favorevole fase storica in cui è nato il nostro gemellaggio, siamo qui a celebrare un anniversario che non ha solo un valore formale. La stipula della riconferma del Patto di Gemellaggio fra Caselette e Ricse, e fra le nostre rispettive comunità, rappresenta anche e soprattutto l’impegno a mantenere vivi i valori fondativi dell’Unione Europea, quelli sanciti dall’Articolo 2 del Trattato di Istituzione: Dignità umana, Libertà, Democrazia, Uguaglianza, Stato di diritto, Rispetto dei diritti umani, Pluralismo, Tolleranza, Giustizia e Solidarietà”.
Benvenuto ai delegati di Ricse anche dal gruppo di minoranza di Vivere Caselette, con l’intervento di Paola Bertolotto (eccone una parte): “In un tempo in cui l’Europa – e il mondo – si trova a fare i conti con una crescente polarizzazione politica, economica e sociale, i gemellaggi tra piccoli Comuni rappresentano molto più che uno scambio folkloristico. Sono atti concreti di resistenza civile, piccoli gesti di diplomazia dal basso che incarnano lo spirito originario dell’Unione Europea. Quando due paesi, magari lontani geograficamente e storicamente, decidono di mettere in contatto le proprie comunità locali, stanno in realtà compiendo un’azione profondamente politica, nel senso più nobile del termine. Perché cos’è la politica se non costruire ponti anziché muri, relazionarsi anziché sospettare, dare volto e voce all’altro invece di chiuderlo in uno stereotipo. Le comunità come le nostre, relativamente piccole, non vanno sottovalutate. Sono spesso proprio loro che custodiscono un senso profondo di appartenenza, memoria e identità. Quando queste comunità si incontrano, il dialogo non è teorico, ma fattivo. E umano: si svolge nelle scuole, nelle realtà d’impegno sociale, nelle amministrazioni locali. In questo modo, il gemellaggio diventa un laboratorio di democrazia partecipata e di pace. È in quest’ottica che noi di Vivere Caselette vogliamo vivere il gemellaggio. Come un segno, proprio oggi quando più che mai, i segni contano”.
Poi la parola al Consigliere di maggioranza di Uniti per il Paese, Stefania Saia: “Nelle parole di ringraziamento del nostro amico, il sindaco di Ricse, István Vécsi, ho ritrovato il senso profondo di un gemellaggio: non sono solo scambi di formalità ma momenti di conoscenza reciproca profondi e autentici. Come tutte le amicizie, in vent’anni il sentimento si fortifica oppure si affievolisce, se non curato come una pianta. Sicuramente il nostro è il primo caso: si sono creati dei rapporti unici e sinceri non solo tra le Amministrazioni comunali, ma tra le associazioni, le scuole e i cittadini. Anche noi, eletti da poco meno di un anno, vogliamo mantenere viva questa amicizia e arricchire sempre più la conoscenza reciproca: solo questa può sviluppare l’armonia tra i nostri popoli”.
E proprio la scuola è stata protagonista, presente con il Consiglio Comunale dei Ragazzi e le insegnanti dell’Istituto Comprensivo. Un bellissimo libro-guida realizzato dagli studenti e poi le loro domande e curiosità sulle usanze del paese di Ricse. “Il seme che avete piantato venti anni fa è germogliato e ancora qui – il saluto di Carlo Tappero, sindaco di Val della Torre – sempre nel ricordo di Sandro Dogliotti”. Infine la parola al sindaco di Ricse, István Vécsi: “Vent’anni dopo, stesso luogo, stesso entusiasmo. Voglio ricordare con affetto Sandro Dogliotti e la sua lungimiranza. Noi e Caselette facciamo vedere ai politici più grandi di noi come si lavora insieme e lo si insegna alle nuove generazioni”. Dopo la seduta del consiglio comunale è stato possibile visitare una mostra sulla storia dei 20 anni di gemellaggio.
La Costituzione ai 18enni di Caselette
Il Consiglio Comunale per il rinnovo del patto di gemellaggio è stata anche l’occasione per consegnare in anticipo (consegna che avveniva il 2 Giugno), una copia della Costituzione Italiana ai neo 18enni caselettesi: “I diciotto anni segnano simbolicamente l’ingresso nel cosiddetto mondo “dei grandi”. Con la maggiore età si può prendere la patente, si può donare il sangue e si può anche andare a votare – l’augurio del vice sindaco Simona Gallicchio – È un traguardo che merita di essere celebrato e ricordato quindi cari ragazzi, care ragazze, oggi ricevete un dono speciale: la Costituzione della Repubblica Italiana. Non è solo un libro di leggi, ma il cuore della nostra democrazia, la base della nostra convivenza civile, il patto che ci unisce come cittadini. Compiere diciotto anni significa acquisire diritti, ma anche responsabilità. Da quest’anno, sarete pienamente parte della vita democratica del nostro Paese e potrete contribuire con le vostre scelte a costruirne il futuro. Per farlo con consapevolezza, è importante conoscere i principi e i valori che ci guidano da quasi ottant’anni. Dentro questa Costituzione troverete parole come libertà, uguaglianza, solidarietà, giustizia. Parole che devono diventare azioni, ogni giorno, attraverso le vostre scelte, i vostri gesti, il vostro impegno. Tenetela stretta, leggetela, discutetela. Fatela vostra. Perché la Costituzione vive solo se voi la fate vivere. Buon cammino da cittadini”.

























