CENSIMENTO DEI CAMPANILI DELLE FRAZIONI DI BARDONECCHIA

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di MARCO DI GENNARO

BARDONECCHIA – Nel mese di luglio l’associazione torinese “CampaneTo”, gruppo di musicisti e studiosi di arte campanaria, ha effettuato la catalogazione dei concerti campanari presenti nelle frazioni di Bardonecchia e, in particolare, di Melezet, Rochemolles e Les Arnauds.

Il gruppo opera in collaborazione con l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Torino e negli ultimi anni sta portando avanti un progetto riguardante il censimento di tutti i concerti campanari della zona annotando per ogni campanile il numero di campane, le iscrizioni, le dediche presenti sui bronzi, le note e le suonate tradizionali del territorio.

Oltre al censimento dei singoli bronzi in diversi campanili della diocesi di Torino sono state reinserite le melodie tipiche della zona andate perse negli anni ’80 con l’elettrificazione dei vari concerti e con il venir meno dei campanari locali.

Nella torre di Sant’Antonio Abate di Melezet è presente un concerto di quattro campane di cui la maggiore, nota SOL, datata 1818 come scritto sul bronzo, è stata fatta fondere dal fonditore Vallier sotto il regno di Vittorio Emanuele ed è la campana che annuncia l’angelus al mattino, mezzogiorno e sera. La seconda campana, fusa nel 1804, è dedicata alla Madonna (Sancta Maria ora pro nobis) affinchè liberi il paese dagli incendi e dalle tempeste (ut a tempestate et incendio liberemur). La terza è una delle più antiche ed è datata 1696. La più piccola invece è stata fusa nel 1988 ed è dedicata alla Madonna Addolorata, a Sant’Antonio da Padova e ai Santi Rocco e Sebastiano. Reca impressa la frase latina “Angelus Domini Nuntiavit Mariae” (l’angelo del Signore portò l’annuncio a Maria) e viene utilizzata per annunciare il mezzogiorno. Purtroppo il concerto al momento può suonare solo tramite elettropercussore ad eccezione della campana piccola dotata di motore.

La chiesa di San Lorenzo di Les Arnauds ha tre campane di cui la maggiore, una delle più antiche della valle, datata 1696 e dedicata a San Lorenzo, reca la frase latina “Ave Maria Gratia Plena Dominus Tecum” e l’invocazione al Signore affinchè liberi dal fulmine e dalla tempesta il paese (“a fulgure et tempestate libera nos Domine”). La campana media è stata donata nel 2019 in sostituzione della precedente che si era rotta. Reca impressa la frase “a gloria di Dio e per radunare i fedeli”, i nomi degli offerenti (don Gianpaolo di Pascale e Giorgetta Lantelme), la data di inaugurazione (10 agosto 2019) e la dedica alla Madonna e a San Lorenzo. La campana piccola, fusa nel 1722 da Vallier, reca impressa la frase “ave Regina Coelorum” e i nomi degli offerenti (Giovanni Maria Vachet e Caterina Guy). Le tre campane sono comandate da una moderna centralina che ne assicura i suoni per l’angelus e per le funzioni religiose.

Ultima tappa delle ricerche è stato il campanile di San Pietro in Rochemolles dove è presente un concerto di tre campane a corda. La maggiore, nota FA#, peso 580 kg, opera del fonditore torinese Pietro Migliara che la fuse nel 1846, è dedicata alla Madonna e a Santa Emerenziana e reca impressa la frase “Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat”. Nella parte inferiore sono riportati i nomi del curato Agostino Mallory, del sindaco Giuseppe Durando e degli offerenti Giuseppe e Caterina Garcin. La seconda campana datata 1853 è dedicata alla Trinità come si legge dall’iscrizione “Gloria tibi Trinitas” mentre la campana piccola, anno 1808, all’ Addolorata. I tre bronzi vengono suonati a distesa e a baudetta in occasione della patronale e della celebrazioni dei mesi estivi.

Al reperimento delle iscrizioni e delle dediche è seguita l’esecuzione di suonate “a baudetta” e a distesa (con campane in movimento) che hanno permesso la rilevazione delle note dei singoli bronzi. I video delle varie melodie saranno presto disponibili su yt cercando “campane di Bardonecchia” e specificando il nome della frazione desiderata.

Le catalogazioni sono state fortemente incoraggiate dal parroco don Gianpaolo di Pascale con la preziosa collaborazione di Angela Ventricelli assieme a Giorgetta Lantelme.

 

 

 

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