
OULX – Scuola dell’infanzia al freddo e ancora chiusa. Lunedì 17 novembre è stato riscontrato il danneggiamento della centralina dell’impianto termico della scuola dell’infanzia di Oulx, in Regione sotto la rocca, con il blocco del funzionamento.
Il guasto non ha consentito l’attivazione dell’impianto di riscaldamento e dell’acqua calda dell’edificio scolastico. Per questa ragione, tenuto conto che la scuola ospita i bimbi dai dai 3 ai 5 anni, il Comune ha emesso una prima ordinanza di chiusura lunedì 18 ottobre, prevedendo l’apertura dal 20 novembre.
Ma ad oggi il problema non è stato ancora risolto: nel frattempo, in tutti questi giorni, le famiglie sono costrette a portare i bimbi da Oulx in altri locali messi a disposizione dal Comune e dalla Direzione Didattica di Oulx (tra cui le nuove aule della scuola dell’infanzia di Sauze d’Oulx), ma solo per l’orario del mattino.
Una soluzione d’emergenza che ha creato disagi alle famiglie, come spiega un cittadino a ValsusaOggi: “Scrivo per informare della situazione critica che si è verificata presso la scuola dell’infanzia di Oulx.
A partire da lunedì 17 novembre, la struttura è stata costretta alla chiusura a causa di un guasto alla caldaia.
Nonostante siano trascorsi dieci giorni, non è stato possibile procedere con la sostituzione, la riparazione o l’installazione di un sistema di riscaldamento alternativo, come ad esempio un muletto.
Di conseguenza, i bambini dell’asilo nido sono stati costretti a trasferirsi temporaneamente in diverse strutture, causando notevoli disagi alle famiglie”.
Ma qual è il motivo del ritardo? Le tante difficoltà riscontrate nella riparazione dell’impianto, e nel reperire i componenti di ricambio della caldaia. Infatti martedì 18 novembre la ditta incaricata per la manutenzione dell’impianto di riscaldamento è intervenuta alla scuola dell’infanzia per la riparazione della centralina dell’impianto termico, ma non ha potuto rimetterla immediatamente in funzione, “vista la gravità e la complessità del guasto”.
Di conseguenza, mercoledì 19 novembre il Comune ha dovuto emettere una seconda ordinanza per prolungare la chiusura della scuola, stavolta fino al lunedì 24 novembre, prevedendo la riparazione, sostituzione dei componenti di ricambio e prove di riavvio della centrale termica entro sabato 22 novembre. Ma il problema è più grave del previsto.
Passata un’altra settimana, infatti, il guasto del riscaldamento a scuola non è stato ancora risolto.
Quindi, per la terza volta, lunedì 24 novembre il Comune ha pubblicato un’altra ordinanza di chiusura, stavolta fino a venerdì 28 novembre.
Quali sono stati i motivi dell’ulteriore ritardo? “Venerdì 22 novembre la ditta è nuovamente intervenuta presso la scuola dell’infanzia, per la riparazione dell’impianto termico – scrive il Comune – ma non ha potuto rimettere in funzione l’impianto termico, stante la gravità del guasto, per la riparazione del quale si potrà intervenire mediante
sostituzione di ulteriori componenti di ricambio e successive prove di riavvio”.
Ad oggi la scuola è ancora chiusa, ma nel caso in cui in problema venisse risolto prima di venerdì 28 novembre, il Comune revocherà con effetto immediato l’ordinanza di chiusura.























Quando i vecchi ci ricordavano che a scuola portavano un ciocco di legno , qui in valle la montagna era assai popolata prima dell’ era industriale , in ogni borgata più grande c’era la scuola e si imparava già da bambini al sacrificio , sicuramente non eravamo obesi anzi si viveva di stenti e tanti bimbi morivano già da neonati , era un mondo crudele in un certo verso ma si imparava a credere per sopperire alle “vite grame”, proseguire gli studi era un miraggio , bisognava essere benestanti o farsi prete , ora i tempi sono cambiati , forse in Francia non succedono certe vergognose situazioni
e pensare che ancora adesso ci si potrebbe riscaldare con le biomasse in montagna come nel Trentino e coltivare l’industria del legname oltre al turismo , avere quella saggezza politica che ormai manca , perché non si è più studiato in una piccola scuola riscaldata da un ciocco di legno….
…si fa riferimento più volte alla “complessità” del guasto…bhe’ 15 giorni mi sembrano eccessivi per reperire qualche pezzo e montarlo…neanche ci fosse da riparare la stazione spaziale…
… e chissà la “complessità” della fattura che verrà presentata alla fine del lavoro dal manutentore…
Forse bisognerebbe riferire la situazione reale… perché così appare….surreale….