CHIUSA SAN MICHELE, L’ULTIMO SALUTO A RENATO CANTORE: “SENZA DI LUI IL PAESE È PIÙ POVERO, HA DATO TANTO ALLA COMUNITÀ”

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di IVO BLANDINO

CHIUSA SAN MICHELE – Nella chiesa parrocchiale dei santi Pietro e Paolo, sabato 15 luglio, hanno avuto luogo i funerali di Renato Cantore, l’escursionista mancato mercoledì in frazione Basinatto nei pressi della Sacra di San Michele. Renato, conosciutissimo ed apprezzato cittadino di Chiusa, era salito sui sentieri con la moglie per una gita, ma un malore improvviso non gli ha dato scampo.


Prima di andare in pensione, Renato Cantore era stato capo reparto della Savio ed era attivo in vari gruppi e associazioni, come la Sportiva, lo sci club…era stato anche donatore di sangue. “Renato era sempre disponibile per qualsiasi lavoro nella parrocchia – ha ricordato durante le esequie don Romeo Zuppa – non si tirava mai indietro e collaborava con tutti”.

La chiesa era gremita: molti amici hanno voluto stringersi nel dolore attorno ai parenti e all’amata moglie Maria Rosa, ai figli Graziano e Fabiano, ai suoi affezionati nipoti Gabriele e Noemi.


Renato si occupava come volontario della Casa Alpina Giovanni XXIII di Bessen Haut: con scrupolosa attenzione rendeva ancora più bella la Sacra di San Michele durante il periodo natalizio, preparando il presepe: “Ha amato non solo la famiglia, ma anche la sua comunità”.

Nella sua profonda omelia, don Zuppa ha ricordato ai presenti che in un momento cosi grande di dolore “solo il Signore può consolare e aiutare a proseguire il cammino, come avrebbe fatto Renato, uomo di profonda fede”.

La liturgia è stata animata dalla Società Corale Aurelio Sestero, diretta dal maestro Antonio Cuatto: all’organo c’era il musicista Borello. Nella corale erano presenti il fratello di Renato, Lino, e il nipote Marco: la famiglia ha espressamente chiesto che fossero cantato alcuni brani particolarmente toccanti, come “Il Signore è il mio Pastore”, “Eccomi” e “Signore delle cime”…Renato, tra le tante sue passioni, era un profondo amante della montagna.

Prima che il feretro uscisse della chiesa per avviarsi al cimitero, il prof. Lorenzo Bonaudo ha magistralmente eseguito alla tromba, il brano “Montagne del me Piemunt”: è stato impossibile intrattenere le lacrime…le struggenti note di questo tradizionale canto piemontese, hanno reso ancora più commovente la conclusione della celebrazione eucaristica.

“La Chiusa oggi è più povera – dicevano alcuni amici uscendo dalla chiesa – perché ha perso un amico, uno che credeva nel suo paese non solo a parole, ma con fatti concreti”.

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