CONDOVE HA FESTEGGIATO IL CARNEVALE DELLE BARBUIRE / FOTO

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CONDOVE – L’allegra e dissacrante masnada delle “Barbuire” è tornata domenica 26 febbraio per percorrere i vicoli della borgata Lajetto, sopra Condove, fra scherzi irriverenti e comportamenti trasgressivi, retaggi di epoche antiche e di misereveoli condizioni di vita, mentre i “Belli” hanno portato come sempre un tocco di satira nei confronti delle classi abbienti, il tutto accompagnato dalla banda dei «Sonador ëd Mòce» che hanno suonato l’originale «Marcia dle Barbuire». A capo di tutti è emersa, anche fisicamente, la figura simbolica: il “Pajasso”, raffigurazione di una sorta di uomo selvatico vestito di pelli e reso più imponente dall’imbottitura con la paglia. Come ogni anno, è lui il portatore del gallo sacrificale, è lui che con le sue urla gutturali comanda e quieta, almeno per un po’ la baraonda dei “Brutti”, formata da coppie di “Vecchi e Vecchie”, e alla fine del percorso è stato solo lui, rappresentante della natura incontaminata, a compiere il rito arcaico liberando poi le “Barbuire” in una sarabanda finale di balli e scherzi.

Poi è calato nuovamente il silenzio sulle case e sui prati, le fontane hanno ripreso a zampillare indisturbate, per attendere tutti insieme l’arrivo della primavera.

“A tutti i componenti dell’Associazione delle Barbuire che hanno fatto rivivere per l’ottavo anno consecutivo il carnevale alpino di Lajetto: un enorme e collettivo grazie – spiegano dall’associazione “Le Barbuire del Carnevale del Lajetto” – un ringraziamento a tutti quelli che ci hanno dato una mano, dalla ProLoco alla Protezione Civile, dalla CRI ai Sonador ëd Mòce, dal Comune di Condove a Sandro del Ristorante Phoenix, da Piero e Sandra Pettigiani, da Tino Aime a i produttori locali del mercatino, dalla famiglia che ci ha ospitato all’incredibile pubblico, dai fotografi a… tutti quelli che dimentichiamo”.

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