CONDOVE, I NUOVI PROGETTI NELL’EX VERTEK: “NESSUN CENTRO COMMERCIALE”

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di NORMA RAIMONDO

CONDOVE – La Cln Magnetto Wheels, che ha rilevato l’ex Vertek dal gruppo Lucchini, ha tutta l’intenzione di restituire a Condove un’azienda in salute. Prova ne sono la variante al piano regolatore richiesta all’amministrazione comunale per la destinazione ad uso artigianale degli immobili che confinano con via D’Azeglio e l’inizio dei lavori di arretramento del muro di cinta, con allargamento della sede stradale esistente.

“Smentiamo subito le voci udite in paese – precisa il vicesindaco Jacopo Suppo – che paventano la realizzazione di un nuovo centro commerciale. Nessun nuovo supermercato arriverà, nè altri negozi. Molto più semplicemente, la variazione d’uso del piano regolatore è uno strumento che serve per regolare l’infrastrutturazione del territorio, in uso all’amministrazione comunale qualora vi siano esigenze di pubblica utilità. Noi due anni fa abbiamo fatto una variante per ridurre le aree edificabili, scelta che ci è costata un minore gettito di 20mila euro a livello di Imu, ma ci ha garantito anche la soddisfazione di poter dire che meno consumo di suolo rende l’ambiente più dignitoso”.

Suppo si affretta a precisare come la variante non sia stata proposta dall’amministrazione Sarti. “È l’esigenza di un privato cui il piano regolatore comunale consente di fornire una risposta. La legge dice che se un privato fa una richiesta di questo tipo l’amministrazione può chiedergli di partecipare alle spese. Ciò non significa che poi il privato possa fare ciò che vuole, l’area industriale non diventerà di certo un’area commerciale, ma era necessaria una bonifica. Tutta quella zona che negli anni ’50 era adibita alle rettifiche dovrebbe essere destinata a nuove attività artigianali o sociali, che potrebbero anche non necessariamente essere legate all’automotive, settore in cui opera il gruppo Magnetto, ma che avranno comunque positive ricadute sul territorio”.

Per Suppo è ancora presto per parlarne, anche se transitando lungo via d’Azeglio, nei pressi dei campi da tennis, il nuovo ingresso riservato ai prossimi insediamenti, separato dalle attività principali che manterrano l’accesso principale da via Torino, è già intuibile.

“Non vogliamo strumentalizzazioni – continua il vice sindaco – sia chiaro che il Comune autorizza, ma tutto viene fatto seguendo il normale iter burocratico, che prevede vari step tra cui il primo passaggio in consiglio comunale, il successivo invio in Regione e, salvo intoppi, il ritorno in seduta consiliare per l’ultimo assenso. Noi non avevamo soldi per garantire la copertura economica dell’inizio lavori: avendo variato il Prgc solo due anni fa, per il triennio 2018/2020 non erano previsti altri investimenti per una nuova modifica. La legge ci consente di utilizzare questo strumento e l’azienda è disponibile a farsi carico della somma preponderante. In questi mesi ci siamo incontrati più volte, in un’occasione è anche stato coinvolto l’intero consiglio comunale, ed abbiamo avuto modo di discutere queste possibili attività”. Insomma, le prime basi sono state gettate, ora si seguirà l’iter necessario. L’amministrazione porta comunque a casa un buon risultato, in quanto l’investimento economico prevalente sarà a carico della nuova proprietà, per una somma di circa 17 mila euro. I restanti 4 mila euro saranno invece attinti dalle casse del bilancio comunale.

“Si tratta dell’ennesima occasione per sistemare l’area – conclude Suppo – verrà dato incarico a dei professionisti che si confronteranno con la proprietà e con il Comune per portare avanti la variante. Riteniamo la proposta un buon segno di attenzione nei confronti del territorio condovese oltre che manifestazione dell’itenzione dell’acquirente di potenziare il sito produttivo. La “nostra” fabbrica sta ripartendo e questa non è che un’ulteriore dimostrazione. C’è da esserne davvero felici, guardando anche a quello che sta capitando nei paesi a noi vicin “.

Insomma, a Condove si sta lavorando congiuntamente per riportare l’ex Monce, se non ai fasti di quando occupava 700 addetti, perlomeno sotto i riflettori della buona economia valsusina.

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