
di CINZIA DEBERNARDI
CONDOVE – In un tipicamente estivo sabato 9 agosto chi è andato a Prarotto, borgata di Condove, ha potuto godere di una giornata allegra, gioiosa, calda e dai marcati sapori dell’accoglienza e dell’amicizia. Infatti, grazie all’unione di intenti dell’entusiasta Comitato Amici di Prarotto e del signor Marco Bronzino, la festa patronale ha offerto proposte per tutte le età e per tutti i gusti.
Sul piazzale della cappella, in cui al mattino è stata celebrata la Messa, tante persone si sono deliziate con i menù, tipicamente piemontesi, del ristorante Amici della Montagna e poi, mentre nell’aria si diffondevano i profumi dalle bancarelle del mercatino dei prodotti tipici, si sono dilettate nel gioco delle bocce quadre o in altri giochi organizzati, per grandi e piccini, dai solerti volontari del Comitato Amici di Prarotto che tanto si prodiga per far rivivere, curare e preservare la borgata e le sue bellezze. A far da sottofondo ai giochi i Sunadur ‘d Moce hanno suonato simpatiche ballate che, magari, all’inizio del secolo scorso sono state proprio la colonna sonora di qualche romantica storia d’amore fra giovani borghigiani. Dopo una lauta merenda sinoira, nel cortiletto del locale ristorante ben due concerti hanno regalato tante risate e molta ironia. Dapprima l’affiatato quintetto valsusino Fak’it Nabie – A piemunteis Rock & Blues band ha cantato, in piemontese, sulle note di celebri canzoni rock e blues. È stata poi la volta dei Trelilu, quartetto comico musicale piemontese, che calca i palchi qua e là per il Piemonte, e non solo, da svariati anni, che con una carrellata di scenette alternate a esilaranti canzoni hanno fatto divertire il pubblico. E per finire la giornata, ormai sotto un tappeto di stelle e al cospetto di una luna dai colori viranti al rosso, si è svolta una gara di tiro alla fune. Quattro squadre (i Cinghiali, i Franchi, Le facce Brutte e Le Lecce), composte da muscolosi tiratori, si sono sfidate in turni da due minuti l’uno, sotto l’occhio vigile del giudice, gli incitamenti dei capisquadra, degli allenatori e degli spettatori. E poi tutti a cena.
Davvero una giornata solare che ha ravvivato i toni della convivialità e dell’affetto per i Luoghi che sono stati vissuti, fieramente e con sacrificio, da intere generazioni contadine che consideravano “casa” e “famiglia” quelle borgate della montagna condovese che continuano ad essere amate dai loro discendenti.































