CORONAVIRUS, A BUSSOLENO 49 CASI: “PRESTO I TAMPONI RAPIDI”

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COMUNICATO DELLA SINDACA BRUNA CONSOLINI

BUSSOLENO – In questo periodo, in cui i dati nazionali evidenziano un segnale di rallentamento nella crescita dei contagi da Covid-19 e una situazione non troppo drammatica per quanto riguarda i ricoveri in ospedale e nei reparti di terapia intensiva, nella nostra Valle e, in particolare, a Bussoleno la crescita non si sta ancora arrestando.

Partiamo dai dati: su 920 persone sottoposte al test presso i centri dell’Asl To3; circa settanta solo nell’ultima settimana); molti si sono sottoposti a test rapidi presso i centri privati, ma di questi non è dato conoscerne il numero. Permangono 49 persone positive al test molecolare (si tratta del valore più alto a cui siamo arrivati), di cui 3 ricoverate in ospedale. Anche questo dato sulla positività può essere considerato sottovalutato. Sono in quarantena 39 persone, in quanto venute a contatto con un positivo e, quindi, potenzialmente esposte al rischio infettivo.

Dai contatti con la popolazione, sappiamo che molte persone adottano dei sistemi prudenziali di autotutela e, quindi, il numero reale di persone in quarantena è più altro. In questi due ultimi mesi, 43 persone possono considerarsi guarite a seguito di un doppio tampone negativo oppure di un periodo di isolamento di 21 giorni con assenza di ogni tipo di sintomo da Covid-19.

Purtroppo, fra i tanti problemi di questa epidemia c’è anche quello di una attendibilità parziale dei dati ufficiali. Oltre all’economia sommersa, c’è anche la pandemia sommersa! Questa debolezza conoscitiva ha delle conseguenze anche sulla valutazione delle azioni da mettere in atto: dalle misure restrittive sugli spostamenti al numero di tamponi, dalla gestione dei posti letto al personale sanitario. Infuriano le polemiche intorno ai dati sulla pandemia di Covid-19.

Si discute sulla loro trasparenza e il loro significato, sull’uso che ne viene fatto ora e su quello che non ne è stato fatto prima per prevenire l’attuale seconda ondata. Servono dati disaggregati che permettano proiezioni più accurate e tempestive e che siano disponibili il più ampiamente possibile.

Quali considerazioni possiamo fare nel nostro piccolo comune? Da parte di tutti c’è una forte aspettativa per poter effettuare test al tampone e ottenere una risposta in tempi ravvicinati.Innanzitutto, chiunque risulti positivo (per uno screening aziendale, per la presenza di alcuni sintomi, per un contatto stretto con persone positive) inizia a dover gestire una serie di problemi: non solo ottenere le cure adeguate al momento, ma anche rimanere all’erta per poter riconoscere un eventuale peggioramento e per proteggere i famigliari.

Dal colloquio individuale, ho potuto riscontrare tante situazioni diverse: c’è chi si mette in isolamento in una stanza cercando di evitare il più possibile i contatti; c’è chi pensa, invece, che probabilmente la promiscuità ha già diffuso il contagio e isola la persona anziana o fragile affinché possa rimanere sana; c’è chi svolge un lavoro particolarmente a rischio e cerca di mantenere le distanze possibilmente in appartamenti diversi; c’è chi si è isolato nel camper con gli amici colleghi di studio per non contagiare i famigliari.

In alcuni casi si genera una concatenazione di quarantene successive: prima per un contatto di lavoro, poi per un contatto del figlio a scuola o viceversa. L’attesa della conclusione dei 21 giorni per le persone asintomatiche è abbastanza estenuante e spesso si cerca di avere con un tampone negativo la possibilità di riprendere un po’ di normalità.

In questa ultima settimana, il tracciamento con il test sta diventando un’operazione più gestibile in quanto il potenziamento delle postazioni dell’Asl To3 permette generalmente di prenotare senza troppa attesa presso i centri di Susa, Avigliana e Rivoli e di ottenere l’esito in due o tre giorni. A fronte di carenza del sistema sanitario istituzionale, molti si sono rivolti a centri privati per effettuare a proprie spese test rapidi (a prezzi abbastanza differenziati: da 30 euro presso la Croce Rossa a 45 o 70 o 100 presso privati) ottenendo l’esito in poche ore.

L’Amministrazione in collaborazione con La Croce Rossa e in sintonia con i Comuni vicini renderà possibile la fruizione dei test rapidi anche a Bussoleno con una postazione specifica sulla base di un protocollo concordato con l’Asl To3. Chi risulterà positivo al test rapido sarà segnalato al SISP e verrà contattato per il test molecolare in modo da consentire il tracciamento.

Per quanto riguarda il decorso dei sintomi covid-19, fortunatamente nella stragrande maggioranza dei casi le persone rimangono a casa, con le prescrizioni farmacologiche e con un supporto telefonico giornaliero da parte dei medici di famiglia. Quasi tutti si stanno dotando non solo del termometro ma anche del saturimetro e, superati i momenti di spossamento, riescono a riempire le giornate con attività casalinghe.

Per quanto riguarda le terapie ordinarie, al momento tutte le risorse sono trasferite alle cure covid per cui c’è una quasi totale sospensione delle attività sanitarie di tipo specialistico e laboratriale, fatta eccezione per le patologie veramente gravi e questo si traduce, quindi, in una carenza a seguire in modo adeguato lo stato di salute, soprattutto dei più deboli.

Purtroppo si sono verificati dei decessi che si sommano a quelli tipici di questo periodo di passaggio di stagione. L’Amministrazione è vicina a tutte le persone che soffrono la perdita dei cari e a quelle che sono in ansia per non poter incontrare i parenti in ospedale o presso i centri assistenziali.

Ritengo di raccontare fatti noti un po’ a tutti, in quanto la diffusione del contagio è talmente capillare che ognuno di noi è a conoscenza di qualche persona che ha passato o sta passando questa esperienza. Rimane importante essere consapevoli della situazione in cui tutti ci troviamo.

Mi fa piacere citare uno scritto che ho letto da poco: “bisogna diventare le due e, quella con l’accento per essere e quella senza accento per unire”. Essere: nel significato di avere il senso e il peso della realtà, evitando di negare quanto ci circonda. Unire: nel significato si mettere insieme le energie e le forze per non lasciare nessuno indietro o da solo, per trovare un modo per stare vicini anche a distanza.

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10 COMMENTI

  1. 49? Saranno almeno 49.000!
    Lo dicono tutti che i casi sono infinitamente di più! Tacciono sui veri dati per ammazzarci tutti!!!!

    • Infatti, è poi come mai, negli ospedali non ci sono cinesi? Eppure mi pare che già solo a Torino la comunità cinese è abbastanza grande o no? Mi sembra che tante cose c’è le stanno nascondendo e siamo in tanti a riflettere su cose un po’ strane. E i migranti che transitano su e giù per la valle sono veramente tutti sani? Beh lo spero tanto per loro, visto che arrivano già da zone di guerra, di fame però c è sempre quel qualcosa che non torna….

  2. E’ molto interessante che venga pubblicato il commento di covidiota, mentre se si fanno considerazioni serie vengono censurate, come il solito.
    Non ho paura di dire che a Bussoleno sono state organizzate manifestazioni indegne, non per gli argomenti che si possono condividere o no, ma per gli assembramenti. Poi tutti quanti si ammassavano davanti ai bar senza mascherine per l’happy hour, quello che chiamavamo aperitivo…i ragazzi, fino a tutto ottobre, nei week end e nelle serate, giravano per il paese formando gruppi numerosi senza mascherine; poi, a ridosso di Halloween, si vedevano i giovani, molto ligi al DPCM, acquistare nei supermercati carrettate di alcoolici, per festeggiare in casa, ovviamente creando altri assembramenti, e infine, purtroppo, alcuni commercianti, pur dispensando cibo o altri servizi che li avvicinano ai clienti, hanno mascherine non adeguate che lasciano il naso scoperto, e lo sanno tutti che se la mascherina non copre anche il naso non serve a nulla. Questa è la situazione, e sono sicura che il Sindaco di Bussoleno ha visto le stesse cose, una generazione di egoisti che se ne infischiano di uccidere i loro genitori e nonni, purtroppo a volte seguendo l’esempio di adulti altrettanto egoisti. E’ ora che le forze dell’ordine, compresa la polizia locale, girino anche nelle ore serali e multino chi ha comportamenti scellerati, se no è inutile interrogarsi sul perchè i contagi salgono, lo sappiamo tutti il perchè, ma si fa finta di non saperlo. Cordiali saluti.

  3. Gwen! Per fortuna che tu mi capisci!Hai fatto un elenco così completo e dettagliato che nemmeno io sarei stato in grida di fare! Devo Maledetti untori!

  4. Di fronte alle assolute certezze e all’ossessione perversa per il virus di Gwen …in confronto il povero Covidiota è un negazionista!

    • Non ho nessuna ossessione, semplicemente non bisogna abbassare la guardia perchè il virus, che a lei piaccia o no, c’è e uccide… avrebbe ucciso di meno se tutti quanti avessero preso più seriamente la situazione, evitato feste e manifestazioni varie, assembramenti e ognuno avesse indossato la mascherina quando non si poteva tenere la distanza… oggi si stanno raccogliendo i frutti di ciò che molto infelicemente è stato seminato, senza pensare a chi , anziano o giovane, ha patologie già invalidanti e quindi è più delicato, senza contare che, anche alcuni giovani senza patologie precedenti sono purtroppo morti di covid 19. Non si tratta di essere ossessionati, ma di rispettare la propria vita e quella altrui, soprattutto delle persone più indifese.

  5. Per tutti quelli che si chiedono se Covidiota fa ironia sul virus e da cosa abbiano avuto origine i suoi commenti, ecco l’esempio perfetto…rileggete quanto scritto da Gwen: il Covidiota probabilmente fa ironia su gente veramente malata di testa, e non di Covid, come Gwen, lei invece è seria e crede veramente alle follie che scrive e che vuole imporre agli altri.

    • La invito a cercare un articolo pubblicato ieri su testate nazionali relativo ad un bimbo di 12 anni che stava lasciando la vita, per complicanze ai reni e ai polmoni, proprio a causa del covid 19. E, se troverà l’articolo, capirà che il bimbo era sano fino a prima di contrarre il virus, salvato in extremis da medici veramente in gamba. Se quel bimbo fosse stato suo figlio, ragionerebbe ancora così? Dunque, io sarò malata di testa, ma chi non prende sul serio la situazione, non indossa la mascherina, non si disinfetta regolarmente le mani, fa assembramenti etc, se dovesse contagiare qualcuno come la figlia di una mia amica che purtroppo è nata con una malformazione al cuore e di conseguenza è più delicata di altri avendo subito un intervento, avrebbe la coscienza a posto? Sempre ammesso che nella società attuale il concetto di coscienza come campanello d’allarme che ci aiuta a non fare del male al prossimo esista ancora. Cordialità.

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