CORONAVIRUS, AL GALILEI DI AVIGLIANA LEZIONI E COMPITI ONLINE

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dall’ISTITUTO TECNICO GALILEO GALILEI

AVIGLIANA – Al Galileo Galilei di Avigliana, istituto tecnico frequentato, per la sua posizione, da studenti provenienti dalla Val di Susa e dalla cintura di Torino, si fa sul serio. Sono infatti iniziate le lezioni a distanza, grazie alle nuove metodologie delle lezioni virtuali, che vedono ogni mattina, secondo il normale orario scolastico, in collegamento i docenti e gli allievi.

Il Galilei ha intrapreso un percorso – spiega il dirigente scolastico Gian Carlo Vittone – che sarà completato la prossima settimana, quando tutti gli allievi disporranno di un account istituzionale che consentirà loro di accedere non solo alle videolezioni, come già fanno ora, ma anche a tutti i contenuti della piattaforma g-suite messa a disposizione da Google“.

Sono Google Meet e Google Classroom gli strumenti che insegnanti e allievi utilizzano per comunicare: “Condivisa con entusiasmo da tutti – prosegue il Prof. Aldo Emanuele, vicepreside dell’istituto – un momento di criticità come quello di questi giorni può diventare un’occasione perché tutti si impadroniscano di strumenti ormai indispensabili, semplici per i ragazzi, nativi digitali, ma a cui è bene si avvicinino anche gli adulti. Una modalità che può essere mantenuta anche dopo questa emergenza in aggiunta alle lezioni tradizionali.”

Puntuali ogni mattina e ad ogni cambio d’ora, i ragazzi si affacciano dalle loro stanze reali facendosi vedere sulle finestre virtuali del computer dei docenti: “Questa modalità – prosegue il Preside – è un’ottima occasione per continuare ad offrire agli studenti il servizio che meritano e anche un modo per stare loro vicini“.

Greta, studentessa di uno dei diversi indirizzi di studio presenti al Galilei, si dice felicissima di questo metodo. “È un modo non solo per non annoiarci e non perdere la continuità con quello che abbiamo studiato fino a prima di questa emergenza, ma serve anche a continuare a tenerci in contatto tra di noi che proveniamo da paesi diversi“.

Se gli studenti non possono andare a scuola, la scuola va dagli studenti.

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