CORONAVIRUS, ALPINO DELLA VALSUSA VERSO LA GUARIGIONE: “DOPO IL RICOVERO, ATTENDO L’ULTIMO TAMPONE”

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Michele Franco vive a Sant’Antonino di Susa

di IVO BLANDINO

SANT’ANTONINO DI SUSA – Gli alpini sono forti come una roccia. Lo dimostra la storia del capogruppo dell’Ana di Sant’Antonino Michele Franco, 73 anni, contagiato dal Coronavirus e in via di guarigione. Il 6 aprile ha ricevuto la prima buona notizia dall’Asl: il suo primo tampone è risultato negativo. “Ora attendo l’esito dell’ultimo tampone, fatto il 7 aprile”. Il capogruppo è ottimista, ma non ha passato delle settimane facili.

“I problemi sono iniziati domenica 15 marzo: avevo 38 di febbre – spiega l’alpino – martedì 17 marzo inizio a preoccuparmi perché la febbre non scendeva, allora decido di chiamare il medico di famiglia. Il dottore mi  ha visitato a casa, scoprendo che avevo la polmonite. Quindi vengo portato all’ospedale di Susa per la radiografie e le visite più approfondite”.

Franco entra nella tenda poco distante dal pronto soccorso, gli misurano la temperatura e gli consegnano un foglio per poter entrare. Dopo una lunga attesa, fa la radiografia e il tampone. La prima notte la passa sul lettino del pronto soccorso. Al mattino viene poi trasferito al reparto Covid. “Mi hanno ricoverato in una stanza che aveva due letti, medici e infermieri mi hanno dato immediatamente il supporto di ossigeno per aiutarmi a respirare meglio – racconta a ValsusaOggi – da quella sera ho iniziato le prime terapie con i farmaci anti-virali, che dureranno fino al 23 marzo”.

E proprio lunedì 23 marzo inizia a intravedere un barlume di speranza: “Mi hanno effettuato il prelievo del sangue – spiega l’alpino – il dottore mi ha visitato e mi ha dato la bella notizia dei miglioramenti…potevo lasciare l’ospedale in serata. Verso le 17.30 vengo trasportato a casa con l’ambulanza”.

E adesso? “Sono qui, ma in quarantena e isolato da mia moglie – risponde Michele Franco – il 2 aprile mi sono messo alla guida dell’auto da solo, autorizzato dall’Asl, per essere sottoposto al tampone nell’area apposita sul piazzale dell’ospedale di Susa. Quattro giorni dopo, il 6 aprile alle ore 11, mi hanno telefonato per darmi la bella notizia. Il primo tampone è stato negativo, il 7 aprile ne ho fatto un altro per avere la certezza della piena guarigione…la mia gioia è già incontenibile”.

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