CORONAVIRUS E STUDENTI CONTAGIATI: ECCO COME LE SCUOLE DEVONO AGIRE

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dalla REGIONE PIEMONTE

TORINO – La Direzione Sanità della Regione Piemonte ha inviato alle aziende sanitarie regionali l’aggiornamento degli indirizzi operativi per la gestione dei casi positivi nelle scuole. Il provvedimento, sottoscritto dal direttore del Dipartimento interaziendale per le emergenze sanitarie (Dirmei), Carlo Picco, dal responsabile scientifico del Dirmei, Giovanni Di Perri, dal commissario dell’Area Giuridico Amministrativa dell’Unità di crisi, Antonio Rinaudo e dal responsabile del Settore Prevenzione, Bartolomeo Griglio, applica la nuova circolare del Ministero della Salute alla luce dell’evoluzione del quadro epidemiologico sul territorio regionale e dell’aumento esponenziale del numero di richieste di test diagnostici legati prevalentemente al setting scolastico.

In particolare, viene disposto che non possono essere effettuati tamponi in assenza della prenotazione da parte del pediatra di libera scelta o del medico di medicina generale, mentre le misure da adottare in presenza di casi positivi vengono rimodulate secondo le indicazioni qui di seguito sintetizzate.

STUDENTE RISULTATO PISITIVO A TAMPONE A SEGUITO DI SEGNALAZIONE DA PARTE DELLA SCUOLA

  • Immediato isolamento del soggetto per 14 giorni.
  • I conviventi saranno sottoposti a tampone nell’arco di 4-7 giorni (tempi compatibili con
    l’incubazione della malattia).
  • Nel caso il tampone dei conviventi dia esito negativo, non vi siano sintomi e le condizioni logistiche dell’abitazione garantiscano l’isolamento dal soggetto infetto sarà possibile adottare la cosiddetta quarantena attiva (esclusivamente casa-lavoro, lavoro-casa) con sorveglianza attiva sempre per 14 giorni.
  • Immediata quarantena per tutti i compagni di classe per 14 giorni e disposizione da parte del Dipartimento di Prevenzione della quarantena con sorveglianza passiva per i compagni.
  • I familiari dei compagni di classe del soggetto positivo essendo contatti d contatto stretto non sono sottoposti ad alcuna restrizione qualora non vi siano sintomi compatibili con il Covid-19 o indizi di ordine epidemiologico.
  • Immediata quarantena per gli operatori scolastici sulla base delle valutazioni anamnestiche ed epidemiologiche, gli stessi potranno essere classificati, o come “contatto stretto” oppure “contatto casuale”, nel primo caso, conformemente a quanto riportato per i compagni di classe saranno sottoposti a quarantena per 14 giorni, nel secondo caso saranno sottoposti a tampone nell’arco di 4-7 giorni (tempi compatibili con l’incubazione della malattia) e, in caso di tampone negativo e in assenza di sintomi sarà possibile adottare la cosiddetta quarantena attiva (esclusivamente casa- lavoro, lavoro-casa) con sorveglianza attiva sempre per 14 giorni.

STUDENTE RISULTATO POSITIVO CON SINTOMI RILEVATI PRESSO IL PROPRIO DOMICILIO

Nel caso in cui i tempi di insorgenza della sintomatologia manifestata dallo studente consentano di escludere un coinvolgimento della scuola, cioè siano intercorse più di 48 ore dall’ultima frequenza scolastica, si applicano le seguenti misure.

  • Immediato isolamento del soggetto per 14 giorni.
  • I conviventi saranno sottoposti a tampone nell’arco di 4-7 giorni (tempi compatibili con l’incubazione della malattia).
  • Nel caso il tampone dia esito negativo, non vi siano sintomi e le condizioni logistiche
    dell’abitazione garantiscano l’isolamento dal soggetto infetto sarà possibile adottare la cosiddetta quarantena attiva (esclusivamente casa-lavoro, lavoro-casa) con sorveglianza attiva sempre per 14 giorni.
  • Nel caso in cui non sia possibile escludere un coinvolgimento della scuola, si applicano le misure di cui al punto precedente.

OPERATORE SCOLASTICO RISULTATO POSITIVO A TAMPONE PRESSO LA SCUOLA

  • Immediato isolamento del soggetto per 14 giorni.
  • I conviventi saranno sottoposti a tampone nell’arco di 4-7 giorni (tempi compatibili con
    l’incubazione della malattia).
  • Nel caso il tampone dia esito negativo, non vi siano sintomi e le condizioni logistiche
    dell’abitazione garantiscano l’isolamento dal soggetto infetto sarà possibile adottare la cosiddetta quarantena attiva per i conviventi (esclusivamente casa-lavoro, lavoro-casa) con sorveglianza attiva.
  • Se sono rispettate le misure di prevenzione, non si applicano provvedimenti di quarantena nei confronti degli studenti o degli altri operatori scolastici.
  • Nel caso in cui vi sia il fondato sospetto del mancato rispetto delle misure anticovid, gli studenti delle classi e gli operatori scolastici identificabili quali contatti stretti saranno sottoposti a quarantena.
  • Per i familiari dei predetti, trattandosi di contatti di contatti stretti valgono le disposizioni di cui sopra.

 

In generale, ove le risorse lo consentano, potranno continuare ad essere effettuati tamponi
diagnostici sulle classi con finalità di contact tracing per aumentare la probabilità di individuare
nuovi focolai.

Si applica la quarantena della durata di 14 giorni e non quella alternativamente prevista di dieci giorni sino a quanto non si avrà la disponibilità dei test rapidi, in quanto, nell’attuale contesto, in assenza del test rapido, i possibili fisiologici ritardi sia nell’esecuzione dei tamponi che nella risposta da parte dei laboratori, potrebbero vanificare i benefici legati alla riduzione della quarantena a dieci giorni.

ALLEGATI

Tabelle riepilogative della situazione nello scenario attuale e in quello previsto non appena saranno disponibili i test rapidi.

Aggiornamento Misure Covid 19 Scuola 2020-2021
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9 COMMENTI

  1. Gli studenti si contagiano non perchè vanno a scuola, ma perchè dopo la scuola adottano comportamenti scellerati diffusori del virus. Fanno assembramenti di sera tardi quando sanno che le forze dell’ordine non controllano, raduni di fumate di spinelli nelle piazze dei paesi, di moto truccate che andrebbero messe sotto sequestro, e non prendono nessun tipo di precauzione contro il virus proprio come i giovani di alcune generazioni fa rifiutavano le precauzioni contro l’hiv e morivano. Solo che i giovani di oggi se contraggono il virus, spesso guariscono, e a morire sono i loro nonni o genitori, dipende da che età hanno e da quali patologie hanno perchè purtroppo dai 40 anni in su un po’ tutti abbiamo delle patologie e dobbiamo riguardarci di più, anche se poi, alla fine, quello che facciamo da giovani lo paghiamo nella vecchiaia. Dunque è ora di ripristinare l’educazione civica nelle scuole e utilizzare , in questo periodo, quell’ora per farli tornare a contatto con la realtà, farli uscire dal loro mondo virtuale e spiegare loro che le persone che a Bergamo come in tutto il resto del mondo sono finite nelle bare, erano e sono persone vere, come loro, con due braccia, due gambe, una testa pensante e dei sentimenti, e che non esistono cittadini di serie A e di serie B in base all’età o alle patologie pregresse, per cui i più deboli vanno protetti con tutti i mezzi che abbiamo, non veicolando loro un virus potenzialmente letale, fintanto che finalmente non ci sarà un vaccino che dovrebbe sicuramente essere obbligatorio per tutti, visto che tutti sono reticenti a rispettare le regole igieniche per non diffondere il virus.

  2. Avrebbero gia’ dovuto pensarci dall’ inizio della pandemia visto che sono passati 5/6 mesi fino l’ inizio dell’ anno scolastico. Valutare didattica on line non di appoggio ma un sistema funzionale , ma poiche’ i genitori lavorano non hanno fatto nulla.Cio’ comporterebbe un modo diverso e impegnativo a livello economico .Parliamo dei nidi anche prima del Covid19. Quante aziende davano lavoro alle donne e erano munite di strutture per tenere i loro bimbi? Io una sola ne conosco LA FORAL che si occupava di abbigliamento e faceva gli abiti della Palzileri sponsor del Vicenza calcio. Questo la dice lunga su uno Stato che non ha mai avuto la volonta’ di inserire la donna nell’ ambito lavorativo e se le riforme avvenute negli anni 60/70 in seguito alle battaglie fatte, hanno fatto sì che la sua condizione e quella della sua famiglia migliorassero, lo Stato senza una manifestazione più o meno accesa non muove un dito per migliorare i bisogni del popolo.Come si puo’ pretendere che aiuti le famiglie e gli studenti(i loro figli) a affrontare un periodo come questo in modo efficiente? Dall’ inizio della scuola sono passati quasi 6 mesi stando a casa a causa del covid19…i ragazzi più o meno giovani stanno vivendo un periodo difficilissimo , col pericolo di un’ inadeguata istruzione. Il periodo e’ duro anche per gli insegnanti perche’ in 6 mesi non sono stati preparati a proseguire l’ insegnamento in modo sicuro e sereno.All’ inizio non erano preparati nemmeno nell’ uso di programmi idonei a comunicare con gli studenti e adesso le cose sono cambiate di poco. Ho davvero difficolta’ a credere che mancano i soldi. Da sempre si aumentano le tasse per pagare un buco economico che non arretra mai. Ogni governo il debito e’ sempre più grande….e ora ci sono aziende che chiudono , famiglie in difficolta’ non solo economica ma anche sociale.Donne che rinunciano a lavorare licenziandosi per seguire i figli piccoli perche’ la situazione ha un livello a alto di rischio….e nel governo , parlano di Mes e quant’ altro, ma i soldi ancora non sono arrivati e se si a pochi….E’ triste vedere tanta gente soffrire sapendo che se lo stato volesse potrebbe davvero aiutarla.

  3. Il Covid attacca principalmente le vie aeree e presenta nella quasi totalità dei casi gli stessi sintomi e decorso dell’influenza e nei casi più severi, della polmonite. La prima regola da sempre per tutte queste patologie è l’ossigenazione tramite ventilazione più libera possibile. Quindi nulla che ostacoli la respirazione e il ricambio d’aria. Il confinamento di nuclei familiari in appartamenti di pochi metri quadrati sigillati per paura del contagio (pensiamo ai condomini delle città, non alle ville della ValSusa) e l’uso indiscriminato della mascherina H24 con continuo ricircolo di virus e batteri e nessun ricambio d’aria pulita sortiscono l’effetto contrario a quello continuamente propagandato. A questo va aggiunta l’abitudine ormai diventata ossessivo-compulsiva di “igienizzarsi” le mani decine di volte al giorno, che finisce per annullare tutte le naturali difese immunitarie che la natura e la biologia ci forniscono. Infine l’ansia e la paranoia che molti individui purtroppo provano, anche per la martellante continua divulgazione di dati allarmistici ai limiti del terrorismo mediatico e sanitario. E purtroppo anche gli alti livelli di stress abbassano le difese immunitarie. Conscio delle contestazioni e delle reazioni scomposte che quanto scritto provocherà, ritengo lo stesso giusto e doveroso, deontologicamente e in coscienza, pubblicare questo commento.

    • Condivido tutto.
      Il buon senso, la calma, il dibattito il confronto e il rispetto ci salveranno. Le reazioni scomposte purtroppo no.
      Per fortuna iniziamo a rendercene conto.
      Grazie.

    • Non credo sia tutto corretto perche’ la mascherina non e’ H24…..anche in passato per non prendere raffreddori o influenza molti dicevano stai distante.Vero e’ che nelle valli ci sono più luoghi all’ aperto che in citta’! Non tutti vivono in case/ville .Inoltre le ville ci sono pure in citta’!

  4. La devastante Combo Gwen-Elisabetta nei commenti è per l’intelligenza quello che è stato Thanos per i film Marvel! Tanto di cappello invece a Medicina non di Regime il cui commento è di valore inestimabile. Encomiabile la proprietà di linguaggio e la chiarezza nell’esposizione (spiegazione tecnica, ma al contempo di facile comprensione), ma soprattutto il coraggio di dire la verità sul virus più nazional popolare e strumentalizzato della Storia.

    • UOMO LIBERO sai dove si trova la citta’ di Bergamo? Ti invito a andare la a dire le tue opinioni anche a Padova se vuoi. Chi crede il virus non esista non puo’ ottenere cure.Il medico e l’ infermiere curano i pazienti dalle malattie e se non c’ e’ malattia non li curano. Quindi non COVID 19 NO CURE se ci si ammala.Il niente non c’è curabile!

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