CORONAVIRUS, I CONTAGIATI IN VALSUSA E VAL SANGONE: COMUNE PER COMUNE

Al primo posto Condove, poi Giaveno e Susa

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Ecco i dati ufficiali sul numero di abitanti positivi al Coronavirus in ogni paese della Valsusa e Val Sangone. La Regione nel conteggio ufficiale calcola tutti gli abitanti (non solo i residenti, ma anche i domiciliati) in ogni paese.

FONTE DATI: Unità di Crisi – Regione Piemonte.

Potete verificarli direttamente cliccando su questa mappa.

CORONAVIRUS, I CASI IN VALSUSA E VALSANGONE: COMUNE PER COMUNE

CORONAVIRUS: I CONTAGIATI IN VALSUSA E VAL SANGONE FINO AL 20 SETTEMBRE (fonte Regione Piemonte)

AVIGLIANA 8
BARDONECCHIA 6
SUSA5
BUTTIGLIERA ALTA5
BUSSOLENO4
GIAVENO3
CASELETTE1
SANT'AMBROGIO1
VILLAR DORA1
RUBIANA 1
SAN DIDERO1
TRANA1
SANGANO1
SESTRIERE1
ALMESE0
BORGONE0
BRUZOLO0
CAPRIE0
CESANA0
CHIANOCCO0
CHIOMONTE0
CHIUSA0
CLAVIERE0
COAZZE0
CONDOVE0
EXILLES0
GIAGLIONE0
GRAVERE0
MATTIE0
MEANA0
MOMPANTERO0
MONCENISIO0
NOVALESA0
OULX0
REANO0
ROSTA0
SALBERTRAND0
SANT'ANTONINO0
SAN GIORIO0
SAUZE DI CESANA0
SAUZE D'OULX0
VAIE0
VALGIOIE0
VENAUS0
VILLAR FOCCHIARDO0
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3 COMMENTI

  1. Aspettare un vaccino in grado di sconfiggere il nuovo coronavirus potrebbe essere inutile. Secondo il virologo Giulio Tarro, infatti, “se il virus ha come sembra una variante cinese e una padana, sarà complicato averne uno che funziona in entrambi i casi”. È quello che avviene “per i vaccini antinfluenzali che non coprono tutto”.
    GUARDA ANCHE: Coronavirus, Von der Leyen: «L’Unione Europea ha bisogno di un nuovo Piano Marshall»

    Il virologo, primario in pensione dell’ospedale Cotugno di Napoli, è stato in prima linea contro diverse malattie: “Ho isolato il vibrione del colera a Napoli, ho combattuto l’epidemia dell’Aids e ho sconfitto il male oscuro di Napoli, il virus respiratorio ‘sincinziale’ che provocava un’elevata mortalità nei bimbi da zero a due anni affetti da bronchiolite”, racconta a Businessinsider. E ricorda come “né per la prima Sars, né per la sindrome respiratoria del Medio Oriente sono stati preparati vaccini, si è fatto, invece, ricorso agli anticorpi dei soggetti guariti”.

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    Il virologo Tarro: “Per sconfiggere il virus serve la cura, non il vaccino”

    Francesca Bernasconi 5 ore fa

    2/2 pagine

    Cosa si fa in Europa per sostenere i redditi da lavoro

    Covid 19, 38.092 i guariti, ma ancora troppi morti: 572

    Secondo il virologo, invece, a mettere in crisi il sistema sanitario sarebbe stata una serie di concause: “Il problema – spiega – è nel restante 4% che si è scatenato contemporaneamente. In pratica in meno di un mese abbiamo avuto gli stessi malati di influenza di un’intera stagione. Un’ondata a cui era impossibile far fronte a causa dei tagli alla sanità degli ultimi anni. Secondo l’Oms, tra il 1997 e il 2015 sono stati dimezzati i posti letto in terapia intensiva. E, peggio, non siamo stati abbastanza veloci a riparare i danni”. L’Italia avrebbe perso troppo tempo a dichiarare l’emergenza e ad adottare le misure necessarie per far fronte all’emergenza: “Perché quando abbiamo avuto le notizie dalla Cina, i francesi sono intervenuti subito sui posti in terapia intensiva e noi no?- si chiede- Abbiamo preferito bloccare i voli con la Cina: una misura davvero inutile. Per non parlare poi del caos mascherine. La verità è che all’inizio non le avevamo quindi si diceva che dovessero usarle sono medici e pazienti, poi siamo diventati produttori di mascherine e quindi diciamo che servono a tutti”.
    Infine, secondo l’esperto, anche la strategia comunicativa del governo avrebbe qualche falla: “L’allarme è fonte di stress e lo stress, paradossalmente, determina un calo delle difese immunologiche. Lo sanno tutti gli esperti, eppure ogni giorno assistiamo a questi inutili numeri che comunica la Protezione civile”. E aggiunge: “Sono dati che non vogliono dire nulla: non conosciamo il numero preciso dei contagiati e di conseguenza ci ritroviamo di fronte a un tasso di mortalità altissimo”.

    2/2 pagine

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