CORONAVIRUS, I CONTAGIATI IN VALSUSA E VAL SANGONE: COMUNE PER COMUNE

Al primo posto Condove, poi Giaveno e Susa

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Ecco i dati ufficiali sul numero di abitanti positivi al Coronavirus in ogni paese della Valsusa e Val Sangone. La Regione nel conteggio ufficiale calcola tutti gli abitanti (non solo i residenti, ma anche i domiciliati) in ogni paese.

FONTE DATI: Unità di Crisi – Regione Piemonte.

Potete verificarli direttamente cliccando su questa mappa.

CORONAVIRUS, I CASI IN VALSUSA E VALSANGONE: COMUNE PER COMUNE

CORONAVIRUS: I CONTAGIATI IN VALSUSA E VAL SANGONE FINO AL 22 GENNAIO (Fonte Regione Piemonte)

BUSSOLENO50
GIAVENO46
AVIGLIANA39
SUSA31
BRUZOLO26
TRANA21
BUTTIGLIERA ALTA19
NOVALESA19
ROSTA18
SANT'ANTONINO16
SANT'AMBROGIO15
CAPRIE13
RUBIANA13
SANGANO12
BARDONECCHIA10
ALMESE9
BORGONE SUSA9
CASELETTE8
CHIANOCCO7
CHIOMONTE7
COAZZE7
CONDOVE7
VENAUS7
CHIUSA SAN MICHELE6
VILLAR DORA6
OULX5
VAIE5
REANO4
SAN DIDERO4
MEANA DI SUSA3
SAUZE D'OULX3
EXILLES2
VILLAR FOCCHIARDO2
CESANA TORINESE1
CLAVIERE1
GIAGLIONE1
MATTIE1
SALBERTRAND1
VALGIOIE1
GRAVERE0
MOMPANTERO0
MONCENISIO0
SAN GIORIO DI SUSA0
SAUZE DI CESANA0
SESTRIERE0
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3 COMMENTI

  1. Aspettare un vaccino in grado di sconfiggere il nuovo coronavirus potrebbe essere inutile. Secondo il virologo Giulio Tarro, infatti, “se il virus ha come sembra una variante cinese e una padana, sarà complicato averne uno che funziona in entrambi i casi”. È quello che avviene “per i vaccini antinfluenzali che non coprono tutto”.
    GUARDA ANCHE: Coronavirus, Von der Leyen: «L’Unione Europea ha bisogno di un nuovo Piano Marshall»

    Il virologo, primario in pensione dell’ospedale Cotugno di Napoli, è stato in prima linea contro diverse malattie: “Ho isolato il vibrione del colera a Napoli, ho combattuto l’epidemia dell’Aids e ho sconfitto il male oscuro di Napoli, il virus respiratorio ‘sincinziale’ che provocava un’elevata mortalità nei bimbi da zero a due anni affetti da bronchiolite”, racconta a Businessinsider. E ricorda come “né per la prima Sars, né per la sindrome respiratoria del Medio Oriente sono stati preparati vaccini, si è fatto, invece, ricorso agli anticorpi dei soggetti guariti”.

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    Il virologo Tarro: “Per sconfiggere il virus serve la cura, non il vaccino”

    Francesca Bernasconi 5 ore fa

    2/2 pagine

    Cosa si fa in Europa per sostenere i redditi da lavoro

    Covid 19, 38.092 i guariti, ma ancora troppi morti: 572

    Secondo il virologo, invece, a mettere in crisi il sistema sanitario sarebbe stata una serie di concause: “Il problema – spiega – è nel restante 4% che si è scatenato contemporaneamente. In pratica in meno di un mese abbiamo avuto gli stessi malati di influenza di un’intera stagione. Un’ondata a cui era impossibile far fronte a causa dei tagli alla sanità degli ultimi anni. Secondo l’Oms, tra il 1997 e il 2015 sono stati dimezzati i posti letto in terapia intensiva. E, peggio, non siamo stati abbastanza veloci a riparare i danni”. L’Italia avrebbe perso troppo tempo a dichiarare l’emergenza e ad adottare le misure necessarie per far fronte all’emergenza: “Perché quando abbiamo avuto le notizie dalla Cina, i francesi sono intervenuti subito sui posti in terapia intensiva e noi no?- si chiede- Abbiamo preferito bloccare i voli con la Cina: una misura davvero inutile. Per non parlare poi del caos mascherine. La verità è che all’inizio non le avevamo quindi si diceva che dovessero usarle sono medici e pazienti, poi siamo diventati produttori di mascherine e quindi diciamo che servono a tutti”.
    Infine, secondo l’esperto, anche la strategia comunicativa del governo avrebbe qualche falla: “L’allarme è fonte di stress e lo stress, paradossalmente, determina un calo delle difese immunologiche. Lo sanno tutti gli esperti, eppure ogni giorno assistiamo a questi inutili numeri che comunica la Protezione civile”. E aggiunge: “Sono dati che non vogliono dire nulla: non conosciamo il numero preciso dei contagiati e di conseguenza ci ritroviamo di fronte a un tasso di mortalità altissimo”.

    2/2 pagine

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