CORONAVIRUS, IN ALTA VALSUSA SU 935 TEST SOLO 3 POSITIVI

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di CATERINA AGUS

OULX – Giovedì 18 giugno presso la sala consiliare del comune di Oulx si è tenuta una serata di presentazione per gli addetti ai lavori dei primi risultati del Progetto di Sorveglianza, Informazione e Formazione Covid 19 in Alta Valle, con la partecipazione del personale medico-sanitario che si occupa degli esami sierologici effettuati presso il centro commerciale “Le Baite”, dei rappresentanti delle Unioni Montane dell’Alta Valle, del Direttore di Distretto Valsusa e Val Sangone Mauro Occhi e del dottor Paolo Galizia, medico competente per l’Asl To3 – Distretto di Susa. In poco più di una settimana di attività sono state processate un migliaio di indagini sierologiche che consentono di avere un primo quadro della situazione dell’Alta Valle in merito al Coronavirus, situazione che appare decisamente ottimistica.

Nella prima settimana di sperimentazione sono stati processati 935 test sierologici, con un contributo volontario maggiore nei comuni di Oulx (295), Sauze d’Oulx (130) e Bardonecchia (104) e inferiore nei comuni di Exilles (5), Giaglione (5), Meana di Susa (2) e Moncenisio (1). I tamponi eseguiti risultano essere 50, di cui solo 3 positivi.

L’indagine viene effettuata con la collaborazione della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università di Torino e con la Clinica delle Malattie Infettive dell’Università di Genova ed è stata sottolineata l’importanza di sottoporsi al test, soprattutto da parte di chi ha delle attività commerciali e/o imprenditoriali, allo scopo di lavorare in massima sicurezza, soprattutto nel campo turistico-alberghiero.

Nei vari interventi è stata difatti sottolineata la rilevanza della prevenzione e anche del mantenimento delle misure di sicurezza necessarie per evitare eventuali focolai di contagio. In chiusura della serata è intervenuto anche il consigliere regionale della Lega Valter Marin, il quale ha evidenziato l’impegno della Regione nella riorganizzazione della rete dei laboratori di analisi, l’importanza della medicina territoriale e della telemedicina, che ha consentito ad esempio nell’area di Briançon di seguire in remoto i malati meno gravi di Covid, isolati nelle proprie abitazioni.

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5 COMMENTI

  1. Ma proprio la Lega, che assieme al resto del centrodestra (ma non solo), ha sistematicamente sfasciato la medicina territoriale e non solo (qualcuno ricorda chi ha chiuso il Valdese? Per gli smemorati era il signor “mutande verdi”) viene a raccontarci queste cose?

  2. Una così bella iniziativa destinata a cittadini delle valli che ha visto impegnate molte associazioni di volontariato, la parte della sanità pubblica e i privati virtuosi, deve venire “inquinata” da quella politica che non vede l’ora di prendersi una visibilità che non gli appartiene ma che con fatti alla mano, è stata parte della disfatta della nostra gloriosa sanità pubblica.

  3. Gli assenti hanno torto!
    Tutti quelli che non ne hanno approfittato, che non hanno fatto il test “per paura di risultare positivi e dover poi stare in quarantena…”.
    Ecco, io auspicherei invece che tutti i commercianti e albergatori facessero il test e pubblicizzassero l’esito…un altro modo per richiamare i turisti in valle.

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