CORONAVIRUS, IN VALSUSA CARENZA DI TAMPONI: “ASL TO3 MAGLIA NERA DEL PIEMONTE”

LA REPLICA DELL'ASL TO3: "NON È VERO, ABBIAMO SCORTE SUFFICIENTI E  ABBIAMO ORDINATO ALTRI REAGENTI IN QUESTE ORE"

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn

RICEVIAMO DALLA DOTTORESSA CHIARA RIVETTI (Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte)

TORINO – Se i tamponi non vengono eseguiti rapidamente, non vengono individuati i pazienti positivi, né isolati i loro contatti e l’infezione può diffondersi liberamente. Quindi c’è maggiore rischio di ricoveri, e il personale sanitario, che ha dimostrato grande spirito di servizio ed abnegazione nella fase 1, sarà di nuovo messo alla prova.

Ma la preghiera di eseguire, in modo mirato tamponi, tamponi e ancora tamponi pare sia caduta nel vuoto. In particolare all’Asl To3. Dove il personale, che ci sia o no un nuovo picco, è comunque sempre al limite: dei numeri, delle forze, della sopportazione.

Secondo i dati del D.I.R.M.E.I (Dipartimento Interaziendale Malattie ed Emergenze Infettive) l’Area dell’Asl To3 può avvalersi del solo laboratorio di Rivoli, che garantisce 34 test/die/100.000 abitanti mentre il DPCM del 26/4/2020 indica il fabbisogno ottimale in 250 tamponi/die/100.00 abitanti. Sempre secondo il D.I.R.M.E.I, l’Asl To3 lamenta la carenza di 1108 tamponi al giorno, la carenza più grave della Regione.

Ad oggi, si sono accumulate nei SISP della TO3 1530 segnalazioni che vanno verificate, di queste 615 sono di pazienti con sintomi: i numeri non scendono nonostante l’attività frenetica dei sanitari. E per aggiungere buone notizie, ieri il laboratorio di Rivoli ha esaurito i reagenti per i tamponi: sembra l’incubo di marzo che si ripete, identico. Con l’aggravante che adesso avremmo dovuto prevedere scorte adeguate.

Periodicamente un centinaio di tamponi vengono inviati da Rivoli al San Luigi di Orbassano, che a breve non sarà più in grado di soddisfare le richieste, per un aumento della domanda interna.

La frammentazione dell’attività diagnostica tra laboratori causa allungamenti dei tempi di esecuzione e soprattutto di refertazione, senza considerare che il trasposto tra ospedali, se non organizzato in modo ottimale, rischia di compromette la corretta conservazione del campione, data la fragilità del RNA virale.

I Sisps del territorio boccheggiano: l’elenco dei pazienti segnalati dai medici di famiglia per eseguire i tamponi includono i nomi di coloro che il tampone l’han già fatto, ne conseguono telefonate inutili e perdite di tempo.

Nel piano per lo sviluppo delle attività di laboratorio nella Regione Piemonte in relazione all’emergenza Covid è previsto che il superlaboratorio Arpa di La Loggia e quello Universitario di Novara forniscano, insieme ai laboratori privati, derogando alle Asl la facoltà di stipulare le convenzioni.

La Direzione Aziendale della T03 si è attivata per applicare il piano? Ulteriori domande necessitano di una risposta: è previsto un potenziamento dei laboratori della To3, in modo che l’Asl possa diventare autonoma? E il potenziamento dei laboratori prevede anche l’assunzione di nuovo personale?

LA REPLICA DELL’ASL TO3: “NON È VERO, ABBIAMO SCORTE SUFFICIENTI E  ABBIAMO ORDINATO ALTRI REAGENTI IN QUESTE ORE”

COMUNICATO STAMPA DELL’ASL TO3

L’Asl To3 smentisce nella maniera più assoluta che all’interno dell’azienda sanitaria e in particolare nel Laboratorio di Rivoli manchino o siano mancati reagenti per processare i tamponi (dei quali invece disponiamo di scorte più che sufficienti), come invece riportato in maniera totalmente infondata da una sigla sindacale.
Nel corso dell’ultima settimana, a fronte di una richiesta di tamponi da parte della popolazione che si è sostanzialmente triplicata (dai 250 iniziali a circa 700 al giorno), l’Asl To3 ha invece provveduto ad accrescere la propria capacità di processare i tamponi, anche attraverso l’introduzione di turni notturni per il personale impegnato. È stato inoltre effettuato presso le aziende produttrici un ordine suppletivo di reagenti, che è in consegna in queste ore.
Infine, nei prossimi giorni, l’Asl aumenterà ulteriormente e in maniera considerevole la capacità di analisi dei tamponi grazie all’acquisto, già deliberato, di un nuovo macchinario (anche questo in consegna), con assunzione di nuovo personale e con l’acquisto di test antigenici rapidi.
In questo modo la capacità di processazione in proprio passerà dai 250 tamponi al giorno, quantità prevista nella programmazione concordata con il Dirmei (e che l’Asl ha sempre rigorosamente rispettato), ad una media garantita di circa 800 tamponi al giorno.
Tale puntualizzazione va a vantaggio della chiarezza e della necessità di evitare inutili allarmismi.
CC_Documento Dirmei Area Laboratori

 

FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

9 COMMENTI

  1. Tra direttori generali, direttori amministrativi, direttori sanitari, dirigenti a vagonate, funzionari,……..se questi sono i risultati qualcuno dovrebbe cambiare cadrega.

    • C’è anche il Direttore di quell’ente di prevenzione emergenze che, come ha raccontato una trasmissione d’inchiesta, nel 2010 aveva presentato un piano che diceva che entro il 2006 bisognava dotarsi di mascherine.
      Ciò perchè il piano 2010 era il copia/incolla del piano 2006, che evidentemente non avevano nemmeno letto.
      Ma più che cambiare cadrega sarebbe meglio andassero a portare i secchi alla vendemmia

  2. Il 30 settembre ho avuto i primi sintomi, il 5 ottobre, appena è salita la febbre, ho sentito il mio medico che ha richiesto il tampone. Il 9 ottobre (4gg dopo) ho fatto il tampone che però si è perso nei meandri della ASL TO3. Non ho mai ricevuto nessun esito, ne io ne il mio medico che passa le giornate a chiamare il SISP senza però nessuna risposta. é inutile che l’ASL smentisca, è chiaro che qualcosa non sta funzionando. E secondo me è anche chiaro che qualcuno dovrà pagare prima o poi per questa inefficienza.

    • Questo suo racconto fa venire la nausea: finchè uno ha due soldi in tasca, finisce di fare tutto a pagamento altrove, perchè un ospedale e un’asl più raffazzonati non esistono nemmeno nelle zone più disagiate d’Italia eppure il direttore si autoelogia di continuo per i risultati ottenuti.

  3. Forse è per questo che in Valle di Susa ci sono meno contagi? Perchè non vengono fatti i tamponi?? che vergogna, ospedali male organizzati, mancanza di tamponi, e intanto i più deboli rischiano la vita. Ieri mi sono recata al reparto radiologico di Susa. Arrivati li scopriamo che bisogna di nuovo uscire per andare da tutt’altra parte a misurarsi la febbre, così se per caso una persona fosse positiva ha il tempo di diffonderla in tutto l’ospedale di Susa perchè non sono nemmeno in grado di mettere un misuratore di febbre per reparto, all’ingresso…

  4. I responsabili della debacle della sanità di questo territorio non molleranno la cadrega, la valutazione del loro operato non si basa sui disastri che combinano. Cambiano cadrega solo se i loro sponsor, i loro sostenitori, politici, religiosi, sindacali, massonici o altro, perdono il loro ruolo protettivo.
    I disastri sanitari in Piemonte, sono eloquenti.

  5. 9 OTTOBRE
    Vedo in ferie con un amico in moto dal 7 al 9 ottobre dormendo in albergo nella stessa stanza. Al rientro scopriamo che il padre del mio amico ha il covid. Rientrati il 9 sera io a Rivoli, il mio amico a Genova dove risiede.

    10 OTTOBRE
    Il 10 a Genova il mio amico genovese effettua tampone antigenico privatamente. Dopo 2 ore di fila fa tampone con risultato immediato. Alle 12 mi informa. Cerco di capire ocme fare tampone anche io nel Torinese: impossibile nel weekend. Chiamo ospedale di Rivoli che genitlmente mi dice di chiamare numero apposito covid il lunedí. Per ora non ho sintomi.

    12 OTTOBRE
    Il Lunedí 12 (ero ancora in ferie) chiamo il numero segnalatomi. Avró provato almeno 400 volte. A volte da inesistente, a volte occupato, a volte si prega di restare in linea, poi la linea cade. Impossibile parlare. Alle 16 del 12 Ottobre chiamo il medico di famiglia, irraggiungibile. Provo a prenotare privatamente alla CDC, non bado a spese pur di uscirne rapidamente, ma la CDC mi informa che in caso di contatti sospetti i laboratori privati non possono eseguire il test perché non attrezzati a gestire un rischio cosí alto. Mando un email al medico di famiglia. Sempre no sintomi.

    13 OTTOBRE
    Il 13 Ottobre mi chiama la segretaria della dottoressa che é in ferie dicendomi che mi ha segnalato all’ASL come caso sospetto, non posso uscire di casa e l’ASL mi contatterá entro 2 giorni. Nel frattempo continuo a regalere ferie visto che non ho diritto alla mutua. La mia compagna convivente potrebbe teoricamente andare a lavorare, ma la dottoressa le sconsiglia di farlo e le suggerisce caldamente di mettersi in ferie in attesa del mio tampone. Altre ferie buttate. Sempre no sintomi.

    16 OTTOBRE
    La sera del 16 preoccupato (sono passati 3 giorni senza che nessuno dell’asl mi abbia contattato) per non aver ancora sentito l’ASL chiamo la dottoressa di famiglia che mi conferma i problemi che sta avendo l’ASL TO3 suggerendomi di presentarmi al drive-in dell’ospedale di Rivoli per fare il tampone. Sempre no sintomi.

    17 OTTOBRE
    È sabato. Stando alle informazioni che mi ha dato la segretaria dottoressa e quanto trovato su internet il drive in dell’ospedale di Rivoli apre alle 10.30. Decido di andare per le 9:30 e mettermi in coda rischiando nel tragitto una denuncia penale per violazione dell’isolamento fiduciario. Scopro che alle 9:30 il drive-in é giá aperto anche se a detta del sito stesso della ASL TO3 non dovrebbe essere cosí. Mi metto in coda é in solo 45 minuti riesco a far eil tampone. Mi chiedono di compilare un foglio con i miei dati, ma nessuna informazione in merito a persone con cui potrei essere netrato in contatto. Infermieri gentili tutto bene, tampone fatto. Mi segnalano che l’esito sará disponibile entro 3-4 giorni. Mi sembrano un po´ tanti ma penso che con il week-end di mezzo sia normale e inizio a vedere la luce in fondo al tunnel. Ancora zero sintomi.

    18 OTTOBRE
    alle 20:40 vedo un chiamate sul cellulare che arriva da Pinerolo. A quell’ora puó solo essere un call center. Rispondo scocciato e scopro che finalmente é la ASL! con una settimana di ritardo si fanno vivi. Nel frattempo se in 2 persone non avessimo perso 1 settimana di ferie a testa avremmo potuto contagiare il mondo. Signore molto gentile (si percepisce dalla voce essere esausto nel cercare di far funzionare un baraccone senza i mezzi sufficienti) mi chiede se devo ancora fare il tampone, ma la sua intonazione lascia intendere che si aspetta che mi sia giá attrezzato diversamente. Confermo, tampone giá fatto. Saluta cortesemente e riattacca come a voler dire che alle 20:45 la liste delle telefonate ancora da fare é ben lontata dall’essere finita. Io intanto sto sempre bene, tranne che per un po´di muffa che inizia a crescermi addosso.

    19 OTTOBRE
    È Lunedí. L’esito del tampone viene inviato solo al medico di famiglia. Mi alzo radioso con la speranza che potrebbe essere il nostro ultimo giorno di clausura e ferie buttate. D’altronde a Genova i genitori del mio amico han ripetuto il tampone all’ASL di sabato 17 come me e questa mattina lunedí 19 hanno giá avuto il risultato (ancora positivi anche se stanno bene). Oggi sará la volta buona. Chiamo il medico nel pomeriggio, segreteria. Lascio un messaggio. Nulla… Alle 19:23 si infrange ogni speranza. La segrataria mi scrive per email tutto in maiuscolo a ricalcare il comprensibile stress di questi giorni: BUONASERA NON C’è ANCORA ESITO TAMPONE

    20 OTTOBRE
    Sono un po´giú di morale. orami sono oltre 10giorni che apsetto di sapere se ho o meno questo covid. Se continuiamo cosí si ammaleranno tutti. RImpiango la scelta di qualche hanno fa di rientrare in Italia dopo qualche hanno trascorso in Germania. Sicuramente questo non sarebbe accaduto la. Insulto un po´la politica italiana pur conscio che non cambierá le cose, ma d’altronde il TV fuma a forza di propinarmi serie Netflix e di meglio da fare non ne ho. Ho paura di disturbare la dottoressa. Mando un email. Nessuna risposta. Intanto la mia saluta psichica comincia a vacillare, ma non penso sia un sintomo del Covid.

    21 OTTOBRE
    Questa é la volta buona. Aspetto ale 16 con impazienza. Chiamo. Il sistema é in tilt non riescono ad accedere. Aspetto 10 minuti al telefono che sembrano un eternitá, convinto sia la volta buona. Mentre aspetto la segretaria mi informa che mancano ancora i risultati dei temponi eseguiti il 13 ed 14 ottobre ed é quindi molto improbabile che ci sia il mio del 17. Sprofondo. Incredibile. il TG1 a pranzo non aveva fatto altro che lodare l’eccellenta sanitá italiana. Il pc si riprende: esito non disponibile.

    22 OTTOBRE
    Eccoci quá, secondo voi oggi arriverá il risultato? Io non ci credo piú…

  6. QUESTA E’ LA NOSTRA STORIA: MIO FIGLIO, IN QUARANTENA FIDUCIARIA PER UN CASO POSITIVO IN CLASSE, EFFETTUA IL TAMPONE LUNEDI’ 19/10 C/O L’HOT SPOT STOLASTICO DELL’ASL TO3 (REGOLARMENTE SEGNALATO SUL PORTALE SIA DALLA SCUOLA CHE DALLA PEDIATRA E MAI CHIMATI DALL’ASL). QUATTRO ORE DI CODA! AD OGGI, 26/10 TUTTI I SUOI COMPAGNI SONO RIENTRATI A SCUOLA CON ESITO NEGATIVO (ANCHE CHI ERA POSITIVO) E NOI NON POSSIAMO RIENTRARE PERCHE’ NON ABBIAMO L’ESITO DEL TAMPONE (DOPO BEN 7 GIORNI!!), ANCHE SE SONO TERMINATI I 14 GIORNI DI QUARANTENA FIDUCIARIA (QUESTO DICE IL DPCM DEL 13/10/2020). NESSUNO RISPONDE NE’ TELEFONICAMENTE, NE’ A MEZZO EMAIL, NEANCHE ALLA PEDIATRA. NESSUNO CI DA RISPOSTA E NESSUNO CI DICE COME COMPORTARSI IN QUESTO CASO. QUESTA ASL E’ UNA VERGOGNA!

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.