CORONAVIRUS, L’ASL TO3 ATTIVA UN GRUPPO DI PSICOLOGI PER GESTIRE LA PAURA

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dall’ASL TO3

COLLEGNO – Offrire un supporto psicologico immediato e qualificato alle persone che hanno subito un evento traumatico è la missione del Team di Psicologia delle Emergenze che negli ultimi anni è stato costituito all’interno dell’Asl To3: un gruppo formato da una dozzina di psicologi specialisti che viene attivato d’urgenza quando si verificano situazioni eccezionali che possono avere un forte impatto sia sui cittadini che sul personale sanitario coinvolto.

L’Asl To3 è l’unica azienda sanitaria in Piemonte ad aver predisposto un percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) di questo tipo, con linee di intervento definite. Il servizio, che ha come responsabile il direttore della struttura di Psicologia, il dottor Alessandro Bonansea, ed è coordinato operativamente dalla dottoressa Paola Chiadò Piat, è presente in tutto il territorio dell’Asl, con referenti in ogni distretto a Collegno, Orbassano, Pinerolo, Susa e Venaria Reale.

Il Team, che in questi anni è stato impegnato in più situazioni critiche, è entrato in azione nelle ultime settimane anche per affrontare l’emergenza Covid-19 dal punto di vista psicologico, occupandosi delle persone che hanno particolari disturbi di ansia o sono state colpite da attacchi di panico con il diffondersi del virus e dando supporto al personale sanitario. In questo momento, infatti, circa il 30% dei pazienti presi in carico dal servizio, sia minori che adulti, presentano problematiche legate alla paura del Coronavirus, sofferenze spesso silenziose, ma che incidono in modo rilevante sui comportamenti quotidiani, rischiando di prendere il sopravvento come angoscia diffusa, difficoltà ad uscire di casa e fobie.

“L’assistenza nella gestione di un’emergenza deve tenere conto di più fattori afferma il Direttore generale dell’Asl To3 Flavio Boraso – In questo caso, oltre al virus, dobbiamo affrontare un nemico a cui non siamo abituati, che è il panico generato nelle persone da un evento così imprevisto. Avere a disposizione un gruppo di specialisti, la cui attività è consolidata da tempo, è di grande importanza perché ci consente di supportare pazienti e operatori nel modo più appropriato e con le tecniche più adeguate”.

Non è un servizio ambulatoriale ad accesso diretto. Il nucleo viene attivato in caso di necessità su segnalazione dei responsabili delle strutture dell’Asl (direttori di presidio, direttori di distretto e dirigenti delle professioni sanitarie) oppure dagli istituti scolastici o dalle forze dell’ordine, e interviene quasi istantaneamente.

In questi giorni il Team di Psicologia delle Emergenze ha preparato alcuni consigli, condivisi con associazioni che si occupano di trauma ed emergenza (tra cui l’Associazione per l’EMDR in Italia), che possono aiutare e favorire un clima di maggior serenità e stabilità. Eccoli nel dettaglio.

1) In questo momento di incertezza è importante non modificare eccessivamente le proprie routine quotidiane, continuando attività note e prevedibili che mantengano equilibrio e stabilità.

2) Cercare di privilegiare fonti di informazioni ufficiali, evitando di incorrere in fake news o notizie non basate su dati oggettivi:

3) Scegliere non più di due momenti al giorno per informarsi e il canale attraverso il quale si vuole farlo; evitare di tenere continuamente accesi radio e televisione che trasmettono informazioni sul tema. Informarsi in modo eccessivo accresce infatti l’ansia e sollecita vissuti di allerta e paura.

4) È importante aver cura della propria persona, riposandosi a sufficienza e mangiando in modo regolare. È anche molto importante trovare tempo per parlare e passare del tempo con la famiglia e gli amici, confrontandosi con persone di fiducia.

5) Fondamentale è trovare il tempo per fare attività che rilassano: attività fisica e passeggiate all’aria aperta, dedicarsi alla lettura/musica, fare esercizi di meditazione, yoga e altro ancora.

6) Dedicare particolare attenzione alle informazioni da dare alle categorie più fragili come anziani, bambini e persone con disabilità. Rispetto ai bambini, in particolare, è importante che possano avere informazioni chiare e vere, utilizzando un linguaggio adeguato alla loro età. Cercare di non sovraesporli ad immagini e notizie non adatte al loro livello di comprensione. Può essere utile condividere con loro la ricerca di notizie sul web, dopo averle selezionate e spiegando loro che ci sono tanti adulti che si stanno occupando di gestire al meglio questa situazione. Per quanto possibile, permettere anche a loro di proseguire nelle loro routine settimanali, anche attraverso attività da fare a casa. È importante dare messaggi congruenti, evitando ad esempio di condividere con loro comportamenti allarmistici (fare grandi scorte alimentari oppure acquistare tanti disinfettanti).

7) In caso di eccessivo aumento dell’ansia, è importante rivolgersi al proprio medico di base perché possa valutare l’eventuale consultazione di uno specialista.

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5 COMMENTI

  1. Bene. Per prepararsi al picco sarebbe utile fare assunzioni di personale deputato all’assistenza ed alle cure: oss, infermieri e medici. Ancora, preparare posti letto a Susa,Giaveno, Avigliana,Collegno, Venaria, Pellice e Chisone. Gli immobili ci sono. Costerà. Ma fa parte dell’emergenza ed è quanto si aspetta la comunità se arriverà il picco. Grazie

  2. Per sostenere il picco non bastano stanze di ospedale ma servono strutture a terapia intensiva isolate, che sono molto ma molto poche. Il picco non aspetterà certo che ne costruiamo di nuove… L’unica è limitare il diffondersi con le misure appena iniziate e far sì che il picco venga diluito nel tempo così da non saturare quelle disponibili.
    Il punto è un altro, però… la diffusione è contrastata da buone pratiche di igienizzazione, ma ad esempio una bottiglietta di igienizzante non la si trova più da nessuna parte (le prossime consegne nella farmacia più veloce sono previste dal 20 marzo in poi) ed è questa una sorgente dell’ansia! Se so di avere tutto l’occorrente per proteggermi e se so che tutti fanno lo stesso è molto meno probabile che mi senta in trappola e senza via di uscita!

  3. da non credere!!!…siamo in emergenza piena, mancano posti letto nelle rianimazioni, occorre avere stanze d’isolamento, occorre forse avere ospedali dedicati per i pazienti da isolare.
    la valle ha strutture che una volta erano veri ospedali ora sono scatole vuote, utilizzate dalle 8 alle 15, ma nessuno progetta cose serie.
    serviranno anche psicologi ma oggi servono posti letti, prima presenti oggi tagliati, serve personale, attrezzature e medici, infermieri ausiliari…speriamo che qualcuno lo capisca presto.

  4. Per contenere lo sviluppo del virus sono state dettate norme di buon senso . Contenere gli spostamenti : si limita lo spreco di energia e si diminuisce ľinquinamento. Evitare luoghi affollati : serve a imparare a godersi la tranquillità e magari a rilassarsi. Lavarsi di frequente le mani : ci voleva un virus per imparare ľigiene ? In sostanza ci viene consigliato di adottare uno stile di vita più sano evitando una eccessiva mobilità che, molte volte, oltre ad essere stancante é fonte ďinquinamento del pianeta.

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