CORONAVIRUS, LE PISTE DI SCI CHIUSE E L’ELEMOSINA DI STATO

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di VITTORIO GRIBAUDI

Noi siamo quel paese dove è lecito scendere per strada per acclamare il decesso di un esponente del mondo del calcio ma dobbiamo tenere i nostri figli da soli a casa davanti ad un PC a seguire le lezioni a distanza. Noi siamo quel paese dove ogni giorno ci viene ricordato l’incremento di nuovi decessi e quanti nuovi malati (leggi positivi) ci sono stati il giorno precedente.

Noi siamo quel paese dove ci viene recriminato di esserci lasciati andare a futili svaghi e divertimenti durante l’estate e di aver causato l’attuale aumento di contagi coi i nostri comportamenti discutibili e scellerati, quando fino a ieri si era detto che il periodo di incubazione del virus era di 15 giorni.

Noi siamo quel paese che bolla come “negazionista” chi osa mettere in dubbio le attuali politiche di contenimento o “fascista” chi osa andare contro il pensiero main stream.

Noi siamo quel paese che, non per motivi sanitari, ma per colpire il comportamento di chi decide di andare all’estero durante il periodo natalizio pensa di imporre una quarantena al ritorno rendendo di fatto impossibili gli spostamenti.

Noi siamo quel paese in cui i cittadini rinchiusi nelle proprie case vengono illusi dalla possibilità di un miglioramento della situazione e dalla possibile fine delle restrizioni (forse passiamo a zona arancione, il prossimo mese arrivano i vaccini, a breve torneremo alla vita normale) e puntualmente questi termini vengono spostati in avanti adducendo nuove scuse e nuovi problemi.

Siamo quel paese dove si cerca l’untore, il colpevole di una situazione che continua a perdurare, sia questo il runner come è stato durante la scorsa primavera, siano adesso quegli scriteriati che pensano ad andare a sciare o che pretendono perfino di poter andare a messa la notte di Natale quando i nostri ospedali sono pieni di persone che soffrono. Fatevi un giro negli ospedali, ma non solo quelli di ricoverati per Covid.

Fatevi un giro al Regina Margherita di Torino dove purtroppo, da sempre ci sono bambini ricoverati con gravi malattie, fatevi un giro nei reparti oncologici, tra le persone colpite da ictus, da infarto e da tutte quelle cause che purtroppo ben prima del covid colpiscono persone a noi vicine o lontane. Il dolore in queste situazioni è sempre presente e ovviamente ci colpisce nel profondo. Poniamoci poi però anche altre domande.

Cosa succederà quando e se mai usciremo da questa situazione. Cosa ne sarà di tutte quelle persone che hanno investito nella loro piccola attività i risparmi di una vita, con fatica hanno aperto un negozio, un bar, un ristorante. Si sono indebitati, hanno un mutuo da pagare, un affitto, i fornitori che hanno già consegnato la merce. Cosa ne sarà, e mi scuso per tirare in ballo un settore a cui sono affettivamente molto legato, di tutte quelle località turistiche a cui è vietato lavorare perché potrebbero incrementare e incentivare gli spostamenti di persone da zona a zona.

Cosa ne sarà di tutti i paesi di montagna dove le attività si reggono esclusivamente sul turismo e che aspettano proprio il periodo di Natale che per loro significa la maggior parte del fatturato annuale. Non esiste “ristoro” (elemosina) di stato, per quanto elevata possa essere, che possa sopperire al divieto di poter svolgere il proprio lavoro, di poter avere rapporti con i propri clienti, di poter svolgere quella funzione per cui si è studiato, ci si è appassionati e per quello che è la nostra vita.

Noi non siamo persone “da divano”, non aspettiamo che qualcuno dall’alto ci dia quanto ritenga necessario per vivere. Noi vogliamo contribuire a rendere migliore il mondo con la nostra professionalità, il nostro ingegno, il nostro impegno. Noi siamo quel paese che è diventato grande dal dopoguerra perché è stato in grado, con le capacità di tutti, di creare quelle piccole e medie imprese he hanno dato ricchezza a tutta la nazione. Siamo quel paese che su questo tessuto imprenditoriale ha basato il proprio sviluppo. Ieri è stato votato in parlamento l’ennesimo scostamento di bilancio con il placet anche dell’opposizione. Non illudetevi.

Un giorno, e non sarà molto lontano, saremo chiamati a ripagare tutto il debito contratto in questi mesi. Dovremo pagare i banchi a rotelle, il bonus vacanze, il bonus monopattino, i vari redditi di cittadinanza, gli stipendi dei navigator, il fondo d’emergenza per i parlamentari e anche quei “ristori” che in minima parte hanno dato o che daranno un aiutino a coloro che veramente lo meritano.

Questo significherà un aumento della tassazione come peraltro già pubblicamente annunciato anche da altri paesi che ovviamente non servirà se non ad aggravare la condizione economica di chi già oggi è in difficoltà. Apriamo gli occhi, rifiutando categoricamente la definizione di chi ci bollerebbe, come detto sopra come “negazionisti” o “fascisti”. Il problema esiste, è presente ed è ovviamente necessario risolverlo. Nessuno ha la bacchetta magica e nessuno dice che sia facile.

Ma se per risolvere questo problema sacrifichiamo e distruggiamo il tessuto socio-economico del Paese, forse sarebbe ora che chi siede nella stanza dei bottoni invece di continuare ad esternare proclami e minacce, si facesse un po’ più umile e incominciasse ad ascoltare anche i pareri di chi vede le cose in modo diverso e che chiede a gran voce di poter continuare a lavorare per sé stesso e per il bene del paese.

 

 

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25 COMMENTI

  1. precisazione: l’incubazione del covid dura AL MASSIMO 14 giorni: l’incubazione media e’ 5 giorni! Alla faccia di tutte le puttanate sulla movida di ferragosto!

    • E comunque sia il periodo massimo che quello medio sono cose note da Marzo-Aprile. Evidentemente non era noto a chi era intento a scrivere sto pippone.

  2. In Italia sono più di duecento i medici che hanno pagato con la vita l’impegno profuso per i propri pazienti e contro questa malattia.
    Credo che ben pochi di loro fossero scatenati frequentatori di movide o di altre amene delizie, più o meno vip, e credo che sia loro che i loro familiari abbiano perso, al pari delle migliaia di “non guariti”, ben di più dell’incasso di una serata o di una stagione.
    Noi siamo quel Paese che non ha smarrito il rispetto per la salute e la vita degli altri.
    Noi siamo quel Paese dove i governanti, sicuramente tra molti errori ed incomprensioni, questo rispetto lo hanno trasferito nel prendere le loro decisioni.
    Noi siamo quel Paese che possiede una lingua bella e chiara che consente di definire negazionista colui che nega.
    Noi siamo quel Paese dove anche i più semplici aggettivi “bollano” tutti quelli che hanno la coda di paglia.
    Per inciso in fatto “…..ismi”, ringrazio il Signor Salvini per essersi escluso appena in tempo da ruoli di governo che non avrebbe potuto assolvere stante la sua inadeguatezza.

  3. Articolo che presenta una lucida analisi della situazione in cui stiamo “vivendo” se questa si può definire vita. Adesso si vantano che il Piemonte va in zona arancione ma si resta confinati all’interno del proprio comune. Sai che roba. Troppa “libertà” dà alla testa, non sia mai che estendano il limite al territorio provinciale. Poi con la storia dell’estate vissuta male hanno stancato. BASTA.

  4. In una democrazia ogni testa conta 1 voto, non importa se in quella testa c’è il nulla o, viceversa, la consapevolezza di cosa si sta votando.
    In democrazia conta solo il numero dei voti, e il numero di chi rischia di suo per produrre ricchezza per sè, e di conseguenza PER TUTTA LA NAZIONE, è la minoranza.
    In democrazia la minoranza, di fatto, non conta nulla, anche se fosse quella che mantiene la maggioranza.
    Ma probab gli altri sistemi sono anche peggio, o cmq più rischiosi.
    In ognio caso qualsiasi architettura sarebbe fatiscente se edificata con mattoni marci
    Forse bisognerebbe ripartire dal mattone

  5. Assolutamente d’accordo, questa massa di incapaci e incompetenti è da mandare a casa (da soli non molleranno mai lo avranno, senza alcuna vergogna), non so come ma prima che possano rovinare il tessuto economico e la psiche dei ragazzi costretti a non avere alcuna socialità.

  6. Egidio! Sei un untore tra i peggiori! Il covid è sempre con noi per l’eternità! Oltretutto è evidente che l’elemosina è il modo più facile e veloce per diffondere il virus! Dalla D’Urso hanno fatto vedere uno che faceva l’elemosina…zac! Tutta la città contagiata con miliardi di morti!

  7. Uno…hai centrato perfettamente il problema. Purtroppo siamo in pochi a pensarla come te, ma la massa manipolabile e complice ama la propria museruola. L’epidemia strumentalizzata a piacere ha purtroppo creato un precedente pericolosissimo. Ha dimostrato che il popolo è disposto a rinunciare a tutto in cambio di niente. Basta inventare un problema, paventare la fine del mondo poi fingere di trovare una soluzione al nulla…se le cose vanno bene sarà il trionfo delle misure adottate, se le cose peggiorano saranno la movida , lo shopping e tutto il resto. Così…nuove restrizioni, tanto il popolino è contento così. Un popolo composto di tanti, troppi Gwen, Elisabetta ,Bruno, Bea, Klarissa e tutti gli altri fanatici è inevitabilmente destinato alla schiavitù o all’estinzione…

    • “Purtroppo siamo in pochi a pensarla come te” – È una vera fortuna che i diversamente complottisti siano pochi, così il danno che potrebbero procurare a sè stessi o al prossimo sono limitati nel tempo e nello spazio.

  8. viaggio di sola andata e……… anche ritorno dopo tre mesi, per un bel reparto di terapia intensiva covid, a tutti i sapientoni sanitari provetti.

  9. Tutte parole sacrosante e assolutamente condivisibili.. almeno da chi ancora resiste a questo lavaggio del cervello quotidiano e cerca di guardare le cose nel loro insieme, consapevole che il Covid è un grande problema, ma NON è l’unico problema. Purtroppo temo anche siano parole al vento, che difficilmente verranno ascoltate da chi ormai ha raggiunto l’obiettivo primario di annientare ogni protesta con la strategia della paura, e anzi sembra quasi ci abbia preso gusto nel giocare con la vita delle persone.

  10. Ottimo articolo, direi che chiarisce molto bene quello che sta succedendo cioè che un governo di illegittimi e incapaci ha occupato il parlamento governando a sun di decreti e cioè in modo despotico e non democratico approfittando dello stato di emergenza con il quale hanno di fatto sospeso la democrazia e introdotto una dittatura stile Cina, che amano tanto.

    Spero che alla fine la voce delle comunità alpine si faccia sentire forte e chiara e si riesca ad aprire gli inmpianti e cominciare a tornare in montagna e anche a vivere.

    Va bene il rispetto per i morti, pace all’anima loro, ma dov’è finito il rispetto per i vivi??

    Finora in Italia ci sono stati 55600 decessi (manipolati dichiarando Covid anche quelli non Covid) che su una popolazione di 60.244.000 abitanti significa lo 0,092% quindi il rimanenente 99,9% di Italiani, vivi, che lavorano nonostante le difficoltà non hanno diritto al rispetto?? Non hanno diritto a vivere normalmente?? solo stare chiusi in casa e pagare tasse aspettando di morire di fame??

    In Italia nel 2019 ci sono stati 647000 morti, per cause molteplici, di cui molti anche per la banale influenza.

    Quindi dovremmo vivere tutti come reclusi, frustandoci come nel medio evo per rispetto di questi 647000 morti che rappresentano un 1% della popolazione e cioè ben 10 volte di più di quelli pseudo-Covid??
    O di questi morti ce ne frega nulla perchè non fanno notizia e non vengono usato dai media per fare terrorismo psicologico e creare panico nella popolazione al fine di giustificare le scelte scellerate e i divieti imposti da Roma??

    Si rischia ogni giorno andando in macchina, fumando e lavorando.
    Dobbiamo smettere di fare anche tutto ciò??

    • Troppe sciocchezze in un solo post per risponderti seriamente. Oltretutto sono sicuro che servirebbe a poco spiegarti riga per riga perché ciò che hai scritto è una marea di sciocchezze. Per cui mi limiterò a farti notare la differenza tra il Covid, la macchina e il fumo. Se fumi, crepi tu. Se vai in macchina e ti schianti, muori tu e forse qualche sfortunato che ti porti dietro. Se ti prendi il Covid, alimenti la pandemia e muore mediamente il 2,4%-2,5% dei contagiati. Se in Italia lo prendiamo tutti, avremo mediamente minimo 1,5 milioni di morti. Se lo prende tutto il mondo, avremo mediamente minimo 200 milioni di morti.

  11. Cari Luca e Uno…portate pazienza. Per quanto le vostre parole siano piene di verità, buonsenso e dati incontestabile, spunta sempre il covidiota di turno a prospettare scenari apocalittici e soprattutto privi di qualsiasi fondamento. Purtroppo sembra che per troppi il lockdown, le limitazioni, le mascherine e il virus stesso siano diventati quasi un piacere irrinunciabile. In queste pagine compaiono spesso i commenti di Happydemia e Covidiota. Se vi sembrano paradossali…beh leggetevi i commenti di quelli che, come Senza offesa, Gwen, Elisabetta, ecc. ecc. hanno fatto di virus e lockdown la loro ragione di vita.
    Proprio come questi fanatici Happydemia gioisce ogni volta che si parla di tamponi, isolamenti, chiusure e quant’altro. Mentre i commenti di Covidiota fanno il verso a chi vede il virus ovunque e nelle situazioni più assurde, proprio come fanno gli insaziabile amanti del virus. La differenza è che Happydemia e Covidiota sono palesemente dei troll…gli altrimenti ci credono veramente!

    • Chi deve portare pazienza è chi i numeri li sa leggere. Le percentuali di mortalità che io riporto non sono altro che i dati ufficiali, raccolti in modo scientifico e ben dettagliati che vengono forniti settimanalmente dall’ISS (Istituto superiore di sanità) e dall’OMS. Quelle non sono previsioni, ma numeri nudi e crudi di quanti sono morti (DI COVID) in rapporto ai contagiati (Reali, non quelli diagnosticati). E quel dato è in tutto il mondo mediamente il 2,4%. Se tu non hai dimestichezza con i numeri e l’approccio scientifico alle questioni, è un problema tutto tuo, ma evita certi commenti risibili perché tutto quello che riesci a dimostrare nei tuoi scritti è solo la tua profonda ignoranza da complottista medio e negazionista della Domenica.

  12. Chi avesse dei dubbi sul perché gli impianti DEVONO restare chiusi, può vedere cosa sta succedendo nella utopica Svizzera che molti prendono ad esempio quando c’è da criticare l’Italia. Se lì le cose vanno così, in Italia ci si può solo aspettare qualcosa di 10 volte peggio. https://www.corriere.it/cronache/20_dicembre_06/verbier-sciatori-ammassati-all-ingresso-funivia-bufera-svizzera-c946db6a-37df-11eb-8ee8-3626ca43a0a8.shtml

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