CORONAVIRUS, SESTRIERE CHIEDE LO STATO DI CALAMITÀ NATURALE: “PERDITE DEL 60%”

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Sestriere, il pubblico presente alla Coppa del Mondo di sci nel gennaio 2020

SESTRIERE – Il Comune di Sestriere ha chiesto lo stato di calamità naturale per il Coronavirus. Tale atto ufficiale è stato mandato il 3 marzo alla Regione Piemonte, indirizzato al presidente Cirio e alla giunta, oltre che per conoscenza al consigliere regionale Valter Marin.

Qui sotto riportiamo integralmente il testo della lettera inviata dal vicesindaco (facente funzione di sindaco) Gianni Poncet alla Regione, protocollata agli atti.

“Visto il forte calo delle presenze, la disdetta da parte di un cospicuo numero di turisti italiani e stranieri e le perdite che ne sono derivate per l’indotto della nostra stazione turistica a causa della diffusione del Covid19, delle misure di sicurezza giustamente intraprese dalla Regione Piemonte per limitare il contagio e dell’invasivo panico mediatico diffuso. Considerato che Sestriere, in quanto località turistica e sciistica, lavora quasi esclusivamente con il turismo invernale e che le numerose disdette delle prenotazioni hanno fortemente colpito le attività commerciali, ricettive, la società che gestisce gli impianti di risalita e il Comune in generale. Dato che le perdite stimate ammontano all’incirca al 60% delle entrate, vale a dire più o meno ad 1/4 degli introiti annuali. Sono con la presente a richiedere, per poter ovviare alla situazione, lo stato di calamità naturale”. 

Interpellato da ValsusaOggi sulla richiesta di calamità naturale, il primo cittadino di Sestriere Gianni Poncet non ha voluto commentare: “Non dichiaro nulla in merito a questo argomento”.

ValsusaOggi ha chiesto chiarimenti anche all’opposizione: “Non ne sapevamo nulla – risponde Andrea Colarelli – per avere informazioni ho dovuto fare una richiesta ufficiale degli atti in municipio. Cosa molto grave, perchè tale richiesta è stata inviata in Regione senza neanche fare prima una delibera di giunta, senza che se ne parlasse in consiglio comunale e senza neppure consultare le opposizioni. Visto il momento molto delicato, mi sembra un fatto negativo”. Ma davvero a Sestriere c’è questa forte crisi? “Mi riservo di chiedere al sindaco facente funzioni la prova di quello che afferma, soprattutto sul fatto che le perdite stimate siano del 60%. Non ci risulta che abbia chiesto i dati alla società degli impianti o al consorzio turistico. Mi riservo di fare ulteriori azioni più avanti”.

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12 COMMENTI

  1. nel mezzo di una crisi sanitaria che si sta velocemente allargando a tutto il paese, uno dei comuni italiani che è più favorito da risorse pubbliche (mondiali, olimpiadi, non partecipazione ai fondi compensativi IMU, impianti e alberghi pagati dai cittadini della regione, innevamento con contributi regionali, gestione di tesoretti olimpici – anche questi pagati dai cittadini del piemonte, ecc) mette subito le mani avanti per chiedere, di fatto, altri soldi.
    manca solo la richiesta di spostare i fondi necessari per la spesa sanitaria alle esigenze, ben più pressanti, di una stagione invernale che è sempre più soggetta alle bizze climatiche e siamo a posto!
    niente da dire, tempismo eccezionale!

  2. Mi son meravigliato che non l’abbiano chiesta quando ancora era in Cina……!!!!!!.
    Chiedere costa nulla, ma un po’ di decenza ci vorrebbe; mi sa che il virus in quelle zone è permanente.

  3. Ma se in Alta ValleSusa è pieno di gente che arriva da tutta Europa in questi giorni…
    Alla faccia dell’emergenza virus, che vorrebbe che non si spargesse l’infezione.
    Vergogna, uno dei paesi più ricchi d’Italia che chiede lo stato di calamità, mentre nel resto della nazione la popolazione si sacrifica per non ammalarsi, o peggio.

  4. Ecco cosa succede quando si preferisce puntare sui turisti stranieri a scapito degli italiani ( per esempio chiudendo in settimana piste e impianti ).

    Il trentino soffrirà di meno perché oltre agli stranieri ci sono gli italiani con le settimane bianche…impianti tutti aperti.

  5. La vera calamità, peraltro non naturale, di Sestriere è la gestione minimale della stazione sciistica: zero investimenti, molti finanziamenti pubblici, tagli su personale e gestione piste e impianti alla risparmia! E il vero virus a Sestriere è la totale scortesia dei commercianti e titolari di bar/ristoranti. Quello che spopola la stazione è che per uno che viene da fuori, ritrovarsi a fare la coda tutto il giorno sullo stesso impianto, quando vede che ci sono molti altri impianti fermi, è proprio una cosa che non riesce a capire. Se entra in una baita per mangiare qualcosa dopo le 14 e viene mandato via dicendo che dopo una certa ora loro non fanno piu servizio,anche quella è una cosa che non riesce a capire. Passi ancora i prezzi strozzini a volte per cose proprio scadenti, tanto come dicono i locali, l’importante è che ti frego sta volta, chisse ne frega se non torni più, ma se al malcapitato viene in mente di voler pagare con un bancomat o una carta, cosa che è abituato a fare anche nei paesi del terzo mondo, nella migliore delle ipotesi gli viene risposto che no, non è possibile, nella peggiore, come è successo a me, si viene pure coperti di insulti ed invitati ad andare a sciare all’estero! Questa è stata una stagione eccezionale con nevicate copiose da novembre, record di presenze nelle vacanze di natale, anche oggi code agli impianti, parcheggi strapieni…non so se il Vice Sindaco è in grado di documentare con opportuni dati questo presunto 60% di perdite, ma concordo con chi ha commentato che data la situazione generale nell’elenco delle priorità a cui devolvere eventuali soldi pubblici,fatico veramente a vederci chi peraltro ne ha già sempre presi così tanti!

  6. ADESSO , QUALCUNO , IN ALTA VALLE : POTRA’ COMPRARE GLI ALBERGHI, E ATTIVITA’ CHE CHIUDERANNO, PER POCHI SPICCIOLI ?

  7. Concordo pienamente con Bianca, una sintesi perfetta per far capire cosa accade in buona parte dell’alta valle.

  8. COMMISSARIAMENTO COMMISSARIAMENTO COMMISSARIAMENTO.
    Una stoltezza del genere richiede l’immediato scioglimento del consiglio comunale.
    Questa volta non per mafia, che al confronto sarebbe un peccatuccio veniale, ma per indegnità morale.

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