CRISI DELLA NEVE E PISTE DI SCI, LA REGIONE PRONTA A CHIEDERE LO STATO DI CALAMITÀ NATURALE / SULLE VACANZE DI CARNEVALE: “IMPOSSIBILE MODIFICARE IL CALENDARIO DELLE SCUOLE”

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La Regione è pronta ad aprile un tavolo sulla crisi della neve in Piemonte, e a chiedere al Governo lo stato di calamità naturale. Lo annuncia il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: “Come Regione Piemonte stiamo  predisponendo un tavolo interassessorile per affrontare tutte le problematiche relative a questa situazione – spiega – se l’assenza di precipitazioni dovesse perdurare, sarà inevitabile attivarsi per richiedere lo stato di calamità naturale”. 

Sulla vacanza settimanale a Carnevale, invece, Chiamparino mette le mani avanti. “A questo punto dell’anno sembra impossibile modificare il calendario scolastico – spiega – invitiamo le autonomie scolastiche a verificare se vi siano ancora giorni a disposizione e chiederemo loro se possibile di concentrarli nelle vacanze di Carnevale”. 

Le difficoltà del settore neve sono evidenti: non accadeva da 20 anni che mancassero precipitazioni. In Val Susa sono aperte solo le piste di Bardonecchia, Sestriere e Sauze d’Oulx, ma con pochissime discese e impianti disponibili. Centinaia di impiantisti sono senza lavoro, ancora a casa, così come è tragica la situazione dei maestri di sci e dell’indotto commerciale e turistico legato all’oro bianco, senza contare le prime defezioni e disdette di prenotazioni alberghiere che stanno arrivando, proprio perché manca la neve e non si può sciare.

Era stato Nicola Bosticco, vicepresidente di Arpiet e ad della Colomion di Bardonecchia, a chiedere la modifica del calendario scolastico piemontese per fare una settimana intera di vacanza: “Vista l’urgenza e le grandi difficoltà del settore turistico invernale, la nostra intenzione è chiedere alla Regione di modificare il calendario scolastico per il 2016 – rivela Nicola Bosticco, vicepresidente di Arpiet (l’associazione piemontese delle società degli impianti) – sarebbe fondamentale avere più giorni di vacanza a Carnevale, con una settimana di ferie, in linea con quanto si fa in Europa. Sarebbe il miglior aiuto al comparto turistico, e soprattutto a costo zero per gli enti pubblici”. 

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