
AVIGLIANA – Svolta nelle trattative presso lo stabilimento PrimoTECS di Avigliana. In data odierna, 11 febbraio 2026, la Direzione aziendale, rappresentata da Andrea Grazzini, ha incontrato le rappresentanze sindacali unitarie (RSU) Furfari, Frangiamore, Messina e Logioco (FIOM CGIL) per definire la gestione operativa della Cassa Integrazione per “area di crisi complessa”.
Il nodo dei pagamenti INPS e il TFR
L’azienda ha confermato che per questa tipologia di ammortizzatore sociale è previsto il pagamento diretto da parte dell’INPS. Tuttavia, considerando i consueti ritardi dell’istituto (stimati in circa 2-3 mesi rispetto all’avvio del 1° febbraio 2026), è stata raggiunta un’intesa per tutelare il reddito dei lavoratori: la Direzione si è dichiarata disponibile a integrare lo stipendio per tre mensilità, utilizzando quote di TFR pari al valore che l’INPS erogherà successivamente.
Nuovo sistema di calcolo dei cedolini
Un cambiamento significativo riguarda le modalità di elaborazione delle buste paga. L’INPS ha imposto il passaggio dal metodo della “elaborazione sfasata” (competenze del mese precedente inserite nel cedolino corrente) a una elaborazione “diretta”.
Questo comporterà una nuova tempistica: il cedolino di ogni mese sarà disponibile il 10 del mese successivo. Ad esempio, le competenze di febbraio verranno elaborate il 10 marzo, includendo in via eccezionale anche i residui di gennaio.
Per evitare che i dipendenti subiscano un ritardo di dieci giorni sulla ricezione dell’intero stipendio, l’azienda ha accolto la richiesta della RSU di erogare a fine mese un anticipo pari all’80% della media degli ultimi tre mesi, con il saldo finale corrisposto il giorno 10.
La precisazione sui 2 milioni di euro di Mutares
In parallelo al verbale, l’azienda ha diffuso il comunicato N. 01/2026 per fare chiarezza su alcuni fondi citati durante gli incontri. La Direzione ha precisato che i 2.000.000 € che il gruppo Mutares si è impegnato a versare dopo la chiusura della composizione negoziata non sono attualmente disponibili.
Tali fondi sono vincolati a garanzia del TFR “solo datore di lavoro” per quella fascia di dipendenti (meno del 50% del totale, principalmente i più anziani) che hanno ancora somme in giacenza presso l’azienda. Queste quote verranno liquidate, come da prassi, solo al momento dell’uscita definitiva dei lavoratori dall’azienda.
La RSU aveva tentato di ottenere un anticipo forfettario del TFR per tutta la forza lavoro, ma l’azienda ha ribadito l’impossibilità di procedere oltre quanto già stabilito per compensare i ritardi INPS.






















lo spero bene, nessun futuro per voi.
Complimenti per la maturità dimostrata nel suo commento.