CRISI PRIMOTECS AVIGLIANA: ORA SI CERCA UN NUOVO COMPRATORE, A RISCHIO 158 LAVORATORI

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ROMA / AVIGLIANA – Crisi Primotecs Avigliana: il fondo Mutares apre alla vendita, ma è corsa contro il tempo per 158 lavoratori. Si è riaccesa una piccola speranza, seppur cauta, per il futuro dello stabilimento Primotecs di Avigliana.
Nell’incontro tenutosi lunedì 4 maggio 2026 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il fondo tedesco Mutares, attuale proprietario, ha ufficialmente manifestato la disponibilità a cercare un acquirente per evitare la chiusura definitiva del sito valsusino.
L’impegno: un Advisor per salvare la produzione
Su forte pressione del Ministero, Mutares ha accettato di avviare un percorso di reindustrializzazione. In termini pratici, il fondo incaricherà un advisor (un consulente specializzato) con l’obiettivo di setacciare il mercato alla ricerca di un nuovo soggetto industriale.
Non si cerca un semplice investitore finanziario, ma un partner in grado di presentare un piano “credibile”: un progetto che garantisca non solo la continuità produttiva (anche diversificando rispetto all’attuale componentistica automotive), ma soprattutto il mantenimento dei livelli occupazionali.
Il nodo ammortizzatori sociali
Nonostante l’apertura della proprietà, il clima resta teso. Se da un lato la Regione Piemonte, tramite il vicepresidente e assessore al Lavoro Maurizio Marrone, punta al riassorbimento dei lavoratori come condizione per individuare la cassa integrazione più idonea, dall’altro le opposizioni e i sindacati frenano gli entusiasmi.
“Le 158 famiglie coinvolte meritano risposte concrete”, ha dichiarato la consigliera regionale Gianna Pentenero (PD), sollevando un problema urgente: la copertura degli ammortizzatori sociali scade a giugno, mentre l’accordo iniziale prevedeva una tutela fino a dicembre. Senza una proroga immediata, i lavoratori si troverebbero senza paracadute economico ben prima che l’advisor possa trovare un compratore.
Un sito storico in cerca d’autore
Lo stabilimento di Avigliana è un pilastro storico dell’industria locale: nato come Teksid, poi diventato Tekfor e infine Primotecs, ha vissuto decenni di trasformazioni. Il timore dei sindacati è che questa disponibilità a collaborare sia solo una strategia per “prendere tempo” e gestire le tensioni sociali. L’effettiva appetibilità del sito, in un settore automotive in profonda crisi, resta la vera incognita dell’operazione.
Prossima tappa: 19 maggio
Il cronoprogramma è serrato. Il prossimo aggiornamento al Mimit è fissato per il 19 maggio, data in cui Mutares dovrà presentare ufficialmente il nome dell’advisor. Solo allora si capirà se la volontà di salvare la fabbrica di Avigliana è un impegno concreto o l’ennesimo capitolo di un lento declino industriale.

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6 COMMENTI

  1. Potrebbero acquistare tutto i sindacati (di tasca loro) cosi si risolverebbe tutto, dai posti di lavoro salvati ad un salario minimo garantito, alla certezza di un futuro imprenditoriale.
    Cosi per una volta anziché “spiegare” al prossimo come si risolvono le questioni, possono far valere le loro capacità imprenditoriali….
    Pensateci, potreste prendere voti!

    • l’ IRI , ma questo lo dovrebbe fare il governo invece di pagare solo cassa integrazione e disoccupazione , la siderurgia è strategica come l’ energia per farla sopravvivere.

      • La cassa integrazione è iniziata nel dopoguerra 1947 (mi pare)
        Del discorso IRI bisogna ringraziare il il prof. prodi che nel 1993 ha di fatto venduto tutto.
        E poi comunque l’IRI era nato per guidare la ricostruzione post-bellica e il boom economico, in questo momento direi che il boom economico non c’è proprio

  2. Quanto costa un tesseramento al sindacato al mese per un operaio semplice?

    Se uno ha tre figli, moglie, cane, auto, mutuo…
    Si può disdire moglie, figli e mutuo, bollette, cibo, medicine e visite?

    Volevo solo capire il costo della tessera: magari uno si fa un abbonamento alternativo a un giornale, così mi tengo più informata, diversifico e forse conviene costa meno.

    Per il caro benzina, gasolio, spesa?
    Tutti muti: scioperi zero, manifestazioni zero.
    Tutto a posto, tanto ci fanno gli sconti sulle accise.
    Pago 25 di aumento al litro e mi scontano 5: grande aiuto, che generosità dello Stato, sì sì, avanti così tutti felici.
    Manifestazioni scioperi?
    Tutti zitti

    Ma quanto costa una tessera all’anno?

  3. circa un centesimo della busta paga ora
    non so , mi preme dire che il sindacato dovrebbe essere unificato come la Germania e strumento di controllo finanziato anche dallo Stato della sicurezza del posto di lavoro, i patronati svolgono servizi patrocinati dall’ Inps e dallo Stato,
    ogni pratica viene rimborsata ed è giusto,
    purtroppo lo sciopero strumento per ottenere miglioramenti salariali con il lavoro precario è diventato poco sostenibile ,
    un cane che si morde la coda e noi molto indietro rispetto all’ Europa , temo non potrà più tornare la contrattazione collettiva e fortunati coloro che hanno un posto di lavoro in aziende competitive ma in settori diversi dall’automobile.

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