DA GIAVENO A FIRENZE,  INNAMORATI DELLA POESIA. IL VIAGGIO DEGLI STUDENTI DEL “PASCAL”

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di NICOLE CASTELLI


Da Giaveno a Firenze, alla scoperta della grande poesia italiana e di Umberto Saba. Si è svolta dal 26 al 28 febbraio  la quattordicesima edizione dei “Colloqui Fiorentini, un convegno promosso da docenti di vario ordine e grado, i quali si sono posti l’obiettivo dimettere al centro del loro lavoro la Conoscenza, e organizzato dalla Diesse Firenze


Hanno partecipato circa 130 scuole da tutta Italia, tra cui l’istituto Pascal di Giaveno. Il gruppo di lavoro era formato dalla sottoscritta, insieme ad Alessandro BerardiPolina Lukiyanova ed Elena Pianfetti, accompagnati dal professore Valter Alovisio: “Ci siamo inoltrati in quest’esperienza – spiegano gli studenti di Giaveno – ci siamo incontrati, abbiamo discusso a lungo leggendo le poesie di Saba, tracciando a poco a poco i punti cardine della nostra tesi, per crearne infine un lavoro completo e uscendone noi stessi rinnovati”. 





Quest’anno l’autore proposto è stato Umberto Saba, grande poeta del Novecento che ha portato alcune particolari innovazioni alla poesia del suo tempo: “Negli incontri degli scorsi giorni – aggiungono gli studenti – abbiamo avuto modo di mettere in discussione il nostro lavoro, o almeno di considerare l’opera sabiana da punti di vista differenti, di apprenderla ancora più in profondità grazie ad interventi da una parte più analitici, che mostravano le molteplici facce della parola poetica, dall’altra filosofici, per giungere alla consapevolezza di alcuni aspetti di noi stessi e del mondo attraverso di essa”. 

Il percorso dei Colloqui Fiorentini è iniziato circa un anno fa, quando al termine del convegno svoltosi nel 2014 sulla figura di Gabriele D’Annunzio, è stato comunicato l’autore scelto per quest’anno. “Per un anno intero – aggiungono gli studenti del Pascal di Giaveno – insieme agli insegnanti delle nostre classi, abbiamo lavorato e riflettuto sui punti salienti della poesia sabianaper poi racchiudere le nostre elaborazioni in una tesina, frutto della nostra nuova conoscenza del poeta”. Il termine del percorso sono state le tre giornate dove tutte le scuole partecipanti si sono incontrate nell’auditorium di Palazzo Doria, a Firenze, per discutere e approfondire i lavori.







Il convegno si è articolato in diversi momenti: alcuni propedeutici, presieduti da critici letterari, scrittori e poeti, come Gianfranco Lauretano e Davide Rondoni, e docenti universitari. In altre sessioni di lavoro, invece,  studenti e docenti sono stati suddivisi in sedi differenti per poter discutere agevolmente delle tesine elaborate durante l’anno scolastico. Il convegno si è concluso con la premiazione delle tesine che hanno saputo meglio raggiungere lo scopo dei Colloqui, quello cioè di giungere ad una conoscenza attiva dell’autore attraverso l’esperienza e il dialogo dei ragazzi.


“Questo progetto ci è servito per approfondire le nostre conoscenze su  Umberto Saba – affermano i ragazzi di Giaveno – e per giungere a nuove considerazioni di noi stessi e del mondo della poesia, dando un maggior peso e valore alle parole, che nascondono dietro di loro verità che prima non riuscivamo a comprendere”.


Ma non solo: abbiamo potuto intervenire, fare domande, confrontare il nostro lavoro con quello degli altri studenti; il nostro ristretto gruppo classe è stato molto curioso, singolarmente abbiamo posto diverse domande e dato anche risposte esaurienti alle questioni posteci, riuscendoci ad affermare tra gli altri duemila studenti. 


È stato un ottimo esordio per la nostra scuola, nonostante non siamo stati premiati. È stato un viaggio che ci ha permesso di riconsiderare la poesia, di renderla più viva perché siamo riusciti a sentirla più vicina e comprensibile, grazie ad un’attenta introspezione. Alla fine siamo riusciti, grazie a questa esperienza, a rendere la poesia del secolo scorso pienamente attuale, per alcuni amica, per altri nemica, ma mai più estranea e irraggiungibile.

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