DALLA VAL SUSA A CRACOVIA PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ / FOTO

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di CHRISTIAN MASOTTI

AVIGLIANA – 20 ragazzi della città di Avigliana hanno partecipato, accompagnati dal parroco del paese Don Ugo, alla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia che si svolgeva nella città polacca l’ultima settimana di luglio. L’avventura è iniziata domenica 24 con la partenza nel pomeriggio da Torino e l’arrivo nel paesino di Rączna (poco fuori Cracovia) nel pomeriggio del lunedì per lo smistamento nelle famiglie ospitanti. Martedì mattina i ragazzi valsusini hanno raggiunto l’Arcivescovo di Torino Nosiglia alla basilica della Santa Trinità in Cracovia per un incontro con altri giovani del gruppo dell’Arcidiocesi di Torino.

Nel pomeriggio c’è stato il primo bagno di folla presso il parco di Blonia, dove si è svolta la Santa Messa di benvenuto con il vescovo di Cracovia. Mercoledì 27 luglio è stato il giorno del pellegrinaggio alla Porta Santa e della festa degli 80.000 italiani presenti (poi arrivati ad essere quasi 100.000 nel weekend). Giovedì mattina il gruppo aviglianese è rimasto nel paesino di Rączna per un momento di formazione personale, mentre nel pomeriggio vi è stato un importante momento all’interno della settimana: presso il parco di Blonia i ragazzi hanno assistito assieme ad almeno altri 2 milioni di fedeli al saluto ufficiale di Papa Francesco ai giovani. La giornata di venerdì è stata simile alla precedente ma nel pomeriggio, sempre guidati da Francesco, i giovani hanno preso parte alla via crucis: la liturgia è stata animata grazie a vari palchi disseminati in tutto il parco che si animavano a seconda della stazione sulla quale si stava meditando. Le giornate più faticose sono state senza dubbio quelle del fine settimana di sabato 30 e domenica 31, dove i ragazzi hanno raggiunto il Campus Misericoridae dopo avere camminato una decina di kilometri con zaini e tutto il necessario per passare una notte sotto il cielo stellato. Alla sera il momento più forte è stata la veglia guidata dal Papa, mentre al mattino la GMG 2016 si è conclusa con la Santa Messa alla quale hanno partecipato circa 3 milioni di persone, che hanno soggiornato in questo prato sconfinato dalla sera precedente.

L’esperienza è stata forte sia fisicamente sia a livello personale, ci sono stati emozioni e stati d’ animo contrastanti: dalla gioia alla fatica, dal sentirsi accolti al sentirsi spaesati nel vivere in mezzo a fiumi di gente, dall’ euforia dei canti e dei balli per le strade della città alla ricerca di momenti di “deserto” dove rimanere in pace con se stessi. Racconta Paola, 20 anni:” Una sensazione che ho provato è stata senza dubbio questo senso di meraviglia nel vedere così tante persone qua, felici di esserci, di esserci per un motivo più grande”. I ragazzi sono rimasti colpiti dall’accoglienza delle famiglie polacche, che hanno aperto, anzi spalancato, le porte ai giovani aviglianesi. A tal proposito ci raccontano Giacomo, 25 anni, Loris, Riccardo e Gioele, tutti e tre di 20:” Appena arrivati il ragazzo padrone di casa ha messo su una grigliata abbondante… non voleva più smettere di darci da mangiare. Era proprio una festa per loro averci lì nella loro casa!”. Le difficoltà comunque ci sono state, racconta Joshua, 25 anni:” Nella nostra casa i padroni parlavano solo in polacco, all’inizio abbiamo fatto fatica a comunicare per le cose più semplici, ma col passare dei giorni era nata una sintonia strana che andava oltre le barriere linguistiche e però funzionava. Sono stati gentilissimi ed è stata una grande esperienza”. Nel gruppo di Avigliana c’era anche Alberto, 20 anni, che però abita Reano:” Ringrazio il gruppo di Avigliana che già conoscevo per avermi accolto come uno di loro in questa fantastica avventura che è stata la GMG!”. Più riferimenti sono stati anche fatti nei confronti di Papa Francesco, tra questi, le parole di Francesca, 20 anni, circa pontefice:” Questo Papa ha un linguaggio semplice e concreto, che è molto vicino a noi giovani. Riesce ad arrivare dritto al punto ed è uno dei pochi in questa società che creda nei giovani, inondandoli della sua fiducia e della sua speranza”.

Tanti di questi ragazzi non avevano mai partecipato ad evento di tale portata, e ne sono rimasti stupiti ed affascinatati: nonostante la fatica, il poco sonno, le condizioni igieniche talvolta difficili, la pioggia ed il caldo del weekend tanti di loro sarebbero pronti a rivivere un’ esperienza del genere.

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