DALLA VALSUSA AD AMATRICE PER UN AIUTO CONCRETO: IL GRANDE CUORE DI SARA E ADRIANO

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Sara Candetti e Adriano Bonaudo

 

VILLAR DORA / RUBIANA – Sono tornati da pochi giorni in Val Susa, con il cuore carico di emozioni. Sara Candetti di Rubiana e Adriano Bonaudo di Villar Dora sono stati ad Amatrice, il 31 marzo e 1° aprile, per consegnare aiuti ad una famiglia in difficoltà. Un’iniziativa spontanea e concreta: “Abbiamo semplicemente messo la nostra faccia, per raccogliere soldi tra amici, conoscenti e colleghi – spiega Sara – hanno partecipato tutti, proprio perché siamo venuti personalmente per la consegna. Abbiamo raccolto in tutto 1350 euro: i primi 300 euro sono stati investiti in 31 sacchi di fioccato per cavalli, le spese del viaggio ce le siamo pagate noi, senza usare la somma raccolta. Abbiamo comprato fieno e fioccato per una famiglia di agricoltori che ha perso tutto…casa, lavoro e un figlio di 13 anni morto sotto le macerie, e che hanno tirato fuori con le loro mani. Continueremo ad aiutare questa famiglia nei prossimi mesi, raccogliendo offerte per portargli altro sostentamento. Grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato per raggiungere questo obiettivo”.

IL MATERIALE RACCOLTO PER AIUTARE LA FAMIGLIA DI AMATRICE

Il viaggio nel paese martoriato dal terremoto ha lasciato un segno profondi nei cuori di Sara e Adriano: “E’ stata un’esperienza straordinaria e devastante. Dopo un week end così, dormire nel proprio letto diventa la cosa più bella – aggiunge Sara – avere un comodino, avere uno specchio sopra al lavandino del bagno, avere una casa in cui poter vivere, avere un pigiama per andare a letto, una coperta con cui coprirsi, un asciugamano in cui asciugarsi… tutte banalità, ma dopo aver conosciuto persone che hanno tutte queste banalità sotto ad un cumulo di macerie, ti rendi conto invece che queste banalità sono la vita”.

LE FOTO DI AMATRICE DEVASTATA DAL TERREMOTO (di Sara Candetti)

In questo viaggio della solidarietà, Sara ha scattato anche delle foto che testimoniano la situazione attuale ad Amatrice e nelle zone circostanti: “Purtroppo le foto non rendono ciò che vedono gli occhi – spiega – ovunque c’e devastazione, ovunque ti giri vedi cumuli di case accartocciate, cumuli di macerie…e più vai nelle borgate, più il silenzio è assordante…il silenzio della morte”.

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