DALLA VALSUSA AL CAMPIONATO ITALIANO DI GO KART: LA STORIA DEL GIOVANISSIMO LORENZO GIUDICE

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn

 

 

di ELENA IDONE

BORGONE SUSA – Dalla Valle di Susa al campionato nazionale di go kart, sognando di diventare come il grande Schumacher e un giorno correre in Formula 1. Lorenzo Giudice, 12 anni, appassionato sin da piccolissimo di motori, oggi corre in pista con il suo kart Birel equipaggiato IAME X30 60cc, seguito dal suo meccanico di fiducia Stefanino. Il team di cui fa parte, l’Arrow Motorsport, 10 piloti in tutto in vari campionati, è un’ottima squadra che ha creduto in lui ancor prima di farlo entrare nel gruppo.

“Il go-kart mi è sempre piaciuto, corro da quando avevo 8 anni – racconta Lorenzo, grandi occhi scuri che guardano lontano – all’inizio ne guidavo uno da noleggio molto semplice, dopo qualche mese però papà mi ha fatto provare un modello che a me piacque moltissimo tanto da dirgli: “Papà questo è veramente figo, questo sì che va”, e papà mi rispose: “Meno male Lorenzo, mi fa piacere, perché è tuo”. Io sono scoppiato a piangere, dall’emozione dalla commozione”.

Il papà di Lorenzo, Elia, ci racconta che lui si è sempre dedicato anima e corpo ai suoi 3 figli; di recente per ovvie ragioni è stato fisicamente al fianco del suo primogenito Lorenzo, per seguirlo come padre e per accompagnarlo agli allenamenti e alle gare che si tengono prevalentemente in Lombardia ed in Veneto. Elia Giudice ci spiega: “Prima di entrare nel team Arrow Motorsport, che personalmente ringrazio, Lorenzo si allenava principalmente nelle piste di Adria e Jesolo. Partivamo il sabato o la domenica mattina alle 3 di notte e tornavamo la sera distrutti”. C’è da dire che Elia Giudice lavora come progettista in una grande azienda della valle, pertanto in settimana lavora sodo, svolge il suo lavoro con passione e dedizione. E aggiunge: “Adesso che siamo in Arrow invece riusciamo a recuperare un paio d’ore di sonno, ma gli allenamenti e le gare richiedono sempre tanto impegno e tempo”.

Due anni fa è cominciata la grande avventura dei campionati: Lorenzo ha debuttato nella sua prima gara di campionato italiano monomarca a Jesolo, nel 2015 conquistando il 14° posto (su 15), finendo la gara con le gambe tremolanti ed affermando: “Papà, mi saltavano tutti addosso!”

 

Nel 2016 è stato presente per tutto il campionato categoria 60 mini, ottenendo il 7° posto nella classifica finale. Abbiamo chiesto a Lorenzo come riesca a conciliare il tutto con la scuola, visto che frequenta la prima media e adesso che si trova ad affrontare dei campionati, il tempo a disposizione è sempre meno: “Studio in macchina, studio nel furgone del team tra una sessione di giri di pista e l’altra, studio la sera tardi. Insomma, in qualche modo studio”.

“Certo, come padre ho fatto i miei bei sacrifici – spiega papà Elia – e continuerei a farli, pur di vedere mio figlio felice e soddisfatto sul podio; degli sponsor potrebbero darci una grossa mano, magari per l’acquisto di materiali sempre nuovi, e per partecipare a più competizioni possibili, nonché per gli spostamenti che sono veramente tanti. Il team nel quale si trova adesso Lollo è veramente professionale, lo segue bene, gli sta accanto. Consiglierei a chiunque di entrare a farne parte. Anzi, ne approfitto per dire che la Arrow Motorsport cerca piccoli piloti!”

Abbiamo chiesto a Lorenzo che cosa gli piaccia più di tutto di questo mondo del go-kart e ci risponde senza esitare: “Mi piacciono i motori e la velocità; mi auguro un giorno di poter calcare le stesse orme di Schumi; io corro a Lonato, esattamente come faceva il grande campione, che dal go-kart è arrivato in F1. Io spero di poter fare altrettanto”. Ma Lorenzo Giudice, come lavoro, da grande, cosa sogna di fare? “Da grande vorrei fare l’escavatorista, sembra una cosa semplice e invece guidare un’escavatrice è una cosa molto, molto difficile e di grande responsabilità”. Lorenzo adora la competizione, la gara, la sfida, ma tutto ciò lo affronta con maturità, nonostante sia giovanissimo: nel caso, sa perdere con grande dignità. Con fare serio ci dice: “Le gare sono fatte per vincere, è vero, ma sono fatte anche per sbagliare ed imparare dai propri sbagli. Quando perdo, mi dico che farò meglio la volta successiva. E allora sarà una vittoria assicurata. Il mio meccanico è bravissimo; prima avevo papà come meccanico. È un papà bravissimo ma….come meccanico preferisco Stefanino – ride –; avere una buona intesa col meccanico per un pilota è importante.

È l’unica cosa che posso far fare ad un altro. Il resto dipende da me. Più do, più mi concentro, più ho risultati. Mi alleno con qualsiasi tempo, caldo, freddo, pioggia. Lo devo a me, per l’impegno che ci metto, e a mio padre, per il tempo che mi dedica, e per le spese che sostiene, lo devo al mio team, Arrow Motorsport nelle persone di Alessandro e Luca Riva , che da subito hanno creduto in me e mi sostengono”.

Ovviamente Lorenzo non può fare a meno di ribadire che oltre a papà e mamma, deve ringraziare anche i nonni, che lo aiutano in questo sport: “Il mio primo tifoso è nonno Domenico, meccanico di auto da più di 50 anni ed anche lui a volte mi segue negli allenamenti e nelle gare”. Ci racconta con soddisfazione.

Prossimamente potremo vedere Lorenzo Giudice correre in pista il 7 maggio a Jesolo per la 3ª gara dell’X30 Challenge Italia, e le aspettative di far bene sono molte.

 

FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.