
SUSA – Quando la medicina e la logistica si incontrano per superare barriere che sembrano insormontabili, nascono storie di straordinaria dedizione come quella che ha visto protagonista, nelle scorse ore, la Croce Rossa Italiana – Comitato di Susa.
I volontari e i professionisti del comitato segusino hanno portato a termine una missione delicatissima: il trasferimento di un paziente affetto da una patologia complessa, la cui condizione clinica risultava non compatibile con il trasporto aereo. Una limitazione che avrebbe potuto scoraggiare chiunque, ma non il team della CRI di Susa, che ha risposto “presente” organizzando un incredibile viaggio via terra e via mare fino all’Irlanda.
UNA MACCHINA ORGANIZZATIVA IMPECCABILE
Un trasferimento di questo tipo non è una semplice “guida a lunga percorrenza”, ma una sfida clinica e coordinativa di altissimo livello. Il percorso ha richiesto un monitoraggio costante e una gestione millimetrica delle condizioni del paziente lungo ogni chilometro e ogni miglio nautico. Per garantire la massima sicurezza e il comfort necessari, è stato messo in campo un team d’eccellenza composto da due infermieri e quattro autisti. Il personale si è alternato in turni serrati per assicurare una continuità operativa totale: dal monitoraggio dei parametri vitali all’assistenza clinica attiva, senza mai interrompere la vigilanza sul paziente per l’intera durata del tragitto.
UN VIAGGIO OLTRE I CONFINI
Attraversare l’Europa, gestire i passaggi marittimi e affrontare le variabili del viaggio via terra ha richiesto una preparazione meticolosa. L’obiettivo non era solo la destinazione, ma il mantenimento di un ambiente protetto e sicuro in ogni fase della traversata verso l’isola irlandese. “Un percorso impegnativo che ha richiesto coordinamento, attenzione clinica costante e una gestione accurata” – spiegano dal Comitato di Susa – “ma fondamentale per assicurare continuità operativa, monitoraggio e sicurezza del paziente”. Ancora una volta, la Croce Rossa di Susa dimostra come la professionalità dei propri operatori e la capacità di gestire l’emergenza (e l’urgenza logistica) vadano ben oltre i confini della Valle, portando soccorso e assistenza ovunque ci sia bisogno, anche quando la via più veloce, quella del cielo, resta preclusa.























Mah un aereoambulanza… no!
Costa troppo?
Nell’ articolo c’è scritto che la patologia non è compatibile con l’ aerotrasporto….
Probabilmente problemi pressori.
Ma ha letto che il paziente non poteva prendere l’aereo? Bo!!!
…un paziente affetto da una patologia complessa, la cui condizione clinica risultava non compatibile con il trasporto aereo.
Ecco la risposta, basta leggere… non capisco invece cosa c’entri la Spagna…
Bravo Franco, non leggi l’articolo ma commenti. Se rileggi bene alla riga sette c’è scritto NON COMPATIBILE COL TRASPORTO AEREO. Quando si tratta di salute e professionisti che lavorano in questo campo, cortesemente asteniamoci da qualsiasi commento se non per elogiare il lavoro che fanno.
Comunque spero che il paziente, giunto in quello che penso essere il suo Paese, riceva cure ottimali e possa migliorare…
Auguri di cuore