DIMISSIONI IN COMUNE A COAZZE, BOTTA E RISPOSTA TRA IL VICESINDACO GERBI E ROSA BRUSIN

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di GRAZIA GERBI (Vicesindaco di Coazze)

Abbiamo letto la notizia delle dimissioni del consigliere Fabrizio Rosa Brusin. Ci dispiace molto di apprendere dai giornali di questa sua scelta, che arriva proprio a ridosso dell’ultimo consiglio dell’amministrazione Ronco. È chiaro che il capo gruppo dell’opposizione può fare le sue scelte in piena libertà, meno chiare sono le sue motivazioni.
Ci dispiace che il gruppo di minoranza interpreti le risposte degli uffici comunali come un mero atteggiamento ostruzionistico. Rimaniamo dell’idea che i dipendenti debbono essere lasciati fuori dalle dispute consiliari oppure come in questo caso pre-elettorali, perché i lavoratori sono spesso chiamati a svolgere una mole di lavoro imponente a fronte di stipendi davvero poco adeguati. Per questo riteniamo giusto spiegare che gli uffici si attengono ad una precisa disposizione della Segretaria Comunale. Regole tra l’altro che erano già adottate, in modo ancor più restrittivo, dalla giunta Allais di cui Rosa Brusin era parte attiva.
La necessità di ricevere la minoranza su appuntamento nasce dal fatto che spesso accadeva che i consiglieri si recavano negli uffici senza alcun preavviso per chiedere spiegazioni e/o acquisire atti, magari in orari di ricevimento pubblico, mettendo questi ultimi in grave difficoltà.
Ovviamente gli uffici, in queste situazioni, non erano in grado di rispondere oppure dare la dovuta attenzione agli argomenti da trattare così la Segretaria Comunale ha chiesto ai responsabili di area di ricevere i consiglieri di minoranza su appuntamento, in orari dove non c’era affluenza di pubblico e chiedendo loro gli argomenti da trattare affinché fosse possibile offrire tutte le attenzioni che meritavano e sapendo dare anche puntuali e più complete spiegazioni sugli argomenti sollevati.
Per ciò che concerne il richiesto incontro sul progetto di riqualificazione e nuove modalità di gestione del centro sportivo, argomento più volte sollevato dalla stessa minoranza, ricordiamo che esso non è ancora stato fissato in quanto  il tecnico che lo segue era in ferie e non presente in comune fino a giovedì 4 aprile.
Si tratta di una procedura complessa “Financial project” che è stata affidata proprio per la sua complessità ad un collaboratore esterno. Parliamo quindi di un lavoro sul quale l’amministrazione si è spesa molto, ma che ad oggi vede la sola approvazione di una delibera di linee di indirizzo.
Per tutte le altre considerazioni rimandiamo agli elettori il giudizio, fermo restando che nei diversi incontri che stiamo facendo per la costituzione di una nuova lista per le elezioni del 26 maggio prossimo, stiamo raccogliendo il merito di essere riusciti ad ascoltare il paese e di aver nuovamente creato l’idea che se si lavora tutti insieme è più facile raccogliere risultati positivi.
Ci piacerebbe e questo è il percorso tracciato dal nostro nuovo candidato sindaco Dino Tessa, che al posto dei molteplici esposti in procura o agli uffici prefettizi, tutti senza esiti di alcun genere se non quelli di rallentare il lavoro degli uffici, si sostituisca un dialogo costruttivo. A nostro avviso  il nostro  piccolo paese non ha bisogno di forti contrapposizioni ma di progetti comuni.
Infine cogliamo l’occasione per salutare pubblicamente, così come faremo nel prossimo consiglio comunale, il collega Fabrizio Rosa Brusin, per il suo lavoro, la presenza costante in consiglio e la serietà dimostrata. Siamo infatti certi che anche se su posizioni a volte divergenti ciò che condividiamo è l’amore per il paese di Coazze.

LA LETTERA DI DIMISSIONI DI ROSA BRUSIN

di FABRIZIO ROSA BRUSIN

COAZZE – Con la presente il sottoscritto Rosa Brusin Fabrizio presenta le sue dimissioni irrevocabili da capogruppo di minoranza e consigliere comunale, perchè ritiene inutile la sua funzione di rappresentare il 45% dei coazzesi, in quanto non sussistono più i presupposti di nessun tipo di dialogo e informazione con l’attuale maggioranza.

Nel giro di pochi mesi le nostre possibilità come Minoranza, di informarci presso i responsabili degli uffici, sui vari atti che venivano di volta in volta deliberati dalla Giunta, sono passate da un dialogo aperto col personale ad un ostruzionismo totale da parte degli uffici stessi , i quali si stanno attenendo totalmente ad ordini che arrivano dall’alto, assolutamente legittimi per carità, comportamenti che in quindici anni di nostra presenza in amministrazione non si erano mai verificati.

Siamo al punto, in cui gli Amministratori, eletti anche grazie alle loro promesse di trasparenza, condivisione con la popolazione, partecipazione di tutti alle decisioni di rilevata importanza per il paese, (tutto ben scritto nel loro programma elettorale del 2014) approvano convenzioni, progetti urbanistici vari, tutto nella massima riservatezza.

Siamo passati dalla prima fase in cui ci si recava negli uffici a chiedere informazioni, ad una seconda in cui si chiedeva preventivamente l’appuntamento , alla terza in cui oltre all’appuntamento si indicava lo specifico degli argomenti da trattare, fino all’ultima fase in cui per vedere le loro scelte deliberate e quindi a tutti gli effetti valide, dovremo fare richiesta scritta presentata a mano, quindi protocollata, per poi rimanere in attesa della loro disponibilità di giorno e orario che ci verrà successivamente comunicata.

Sono sparite le Commissioni rifiuti, la commissione cimiteriale convocata una volta sola per presentare un regolamento cimiteriale già belle che scritto, la commissione edilizia assolutamente anonima, la commissione urbanistica anch’essa convocata una volta sola in cinque anni.

È su quest’ultima che desidero soffermarmi, in quanto è di questi giorni l’approvazione di un progetto di fattibilità per il centro sportivo di via Benna di ben 370.000 euro circa, presentato da una ennesima Cooperativa Sociale, argomento di massimo interesse appunto della commissione Urbanistica, in cui si descrive la realizzazione di nuovi spogliatoi, locale ristoro, nuova area polivalente (esiste già, ma verrà smantellata e poi rifatta 50 metri prima) ed addirittura di una piscina con vista loculi in lamiera (anche questa scelta, non condivisa nelle commissioni, un obbrobrio in contrasto totale col il resto del cimitero); è a questo punto che, dopo aver richiesto appuntamento tramite mail come le volte scorse, abbiamo scoperto le nuove modalità di “trasparenza amministrativa” a cui dovremmo sottostare , e cioè aspettare che saranno loro a dirci il giorno e l’ora di quando vorranno risponderci; sarà un giorno, un mese, boh????

Questo in un paese di 3000 residenti mi sembra veramente troppo e inspiegabile, perché personalmente ho dedicato tantissimo del mio tempo alla riqualificazione del centro sportivo nel 2012 realizzando un bellissimo campetto in erbetta sintetica, un beach-volley regolamentare primo ed unico in valle, tutto lasciato all’abbandono tanto è vero che nella scorsa estate il centro era addirittura chiuso. La legge prevede dei passaggi burocratici che non discuto, ma ripeto quanto sopra, la decantata trasparenza e condivisione promessa per prender voti nel 2014, anche stavolta è venuta meno.

A questo punto la mia funzione di capogruppo e consigliere di minoranza termina qui, ringraziando tutti quei Coazzesi che nel 2014 mi avevano accordato la loro fiducia votandomi, scusandomi con loro per l’abbandono, ma chiedendo comprensione perché davvero io e il mio gruppo ce l’abbiamo messa tutta per rappresentarli al meglio, ma di fronte alla poca considerazione concessa dalla maggioranza, e di conseguenza, fatto assai più grave alla popolazione che la stessa rappresenta , nulla di più si poteva fare.

La mia speranza legittima è che alcuni di loro, in amministrazione addirittura da 25 anni e più, cedano il passo a nuovi Coazzesi volenterosi, ma soprattutto, che i non eletti stiano fuori una volta per tutte dalla macchina amministrativa, perché l’elettore ha sempre ragione, e il vedere rientrare dalla porta di servizio soggetti che non sono stati premiati in cabina elettorale, com’è accaduto in questa legislatura, è degno della peggior politica della prima Repubblica.

Cordialmente saluto e, se possibile, chiedo che questa lettera venga letta da un consigliere di Minoranza nel prossimo Consiglio Comunale.

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